La manifestazione
DIETRO LE QUINTE
2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Uno dei segreti di un allenatore vincente è il fiuto nello scegliersi i collaboratori giusti. Tra gli assi nella manica di Massimiliano Allegri, c'è un pistoiese a cui il 2010 ha riservato la definitiva e meritata affermazione nel proprio lavoro. E' Stefano Grani, fisioterapista casalino con una lunga esperienza alle spalle ed un presente nello staff di una delle società sportive più titolate al mondo. Da Dubai ci concede gentilmente qualche minuto prima della partenza per la seduta di allenamento del pomeriggio. «Con Max ci siamo conosciuti a Pistoia - racconta Grani -, quando lui giocava ancora e io lavoravo con gli arancioni. È nato subito un rapporto di stima reciproca, che presto si è trasformato in una solida collaborazione. Per me è motivo di grande soddisfazione - continua -, perché ritengo che Allegri sia un allenatore preparato e con grandi potenzialità». Oltre a Pistoiese e Casalguidi, da dove è partito, nella carriera di Grani ci sono le esperienze con la Sampdoria, l'Udinese e nel settore giovanile della Juventus. Con Allegri ha lavorato a Ferrara, Grosseto e Cagliari. Fino alla nuova esaltante avventura di Milano, nel team che comprende anche il preparatore atletico Folletti e l'allenatore dei portieri Landucci. In mezzo a tanti campionissimi: «Da qualche giorno - dice Grani - è arrivato anche Antonio Cassano, la classica ciliegina sulla torta. E' un piacere lavorare con professionisti di questo calibro - prosegue -, sanno rendere semplici anche le cose più difficili. Pur non stando a contatto diretto con loro durante gli allenamenti (il mio lavoro consiste soprattutto nella riabilitazione post-infortunio), devo ammettere che il salto di qualità è grande». E poi c'è Milan Lab. «A Milanello - spiega - la società ha allestito questa struttura di ricerca, all'avanguardia per l'ottimizzazione delle prestazioni degli atleti sia dal punto di vista fisico che psicologico. Molte società o campioni internazionale chiedono consulenza». In giro per il mondo, ma senza dimenticare le proprie origini. «Ormai sono un nomade - scherza -, ma quando posso cerco di tornare a Viareggio, dove vivo con la mia compagna, e a Casalguidi, dove vivono i miei. Persone semplici a cui devo molto, perché mi hanno insegnato a rimanere me stesso anche in ambienti importanti come quello in cui mi sono ritrovato a lavorare».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google