Il Tirreno

Pistoia

In 12 mesi sei americani, la fuga di Casini, il caso Infanti, la scoperta di Varnado

Dai tonfi di Latina e Brindisi all'autunno magico in trasferta

Elisa Pacini
<b>GENNAIO.</b> Slay ai box, Hafnar delude
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GENNAIO. Slay ai box, Hafnar delude

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GENNAIO, IL SOGNO FINAL FOUR  Il 2010 inizia con la Carmatic sulla cresta dell'onda. La vittoria su Rimini nella gara copertina, col duello Fucka-Myers, vale un posto alle final four di Coppa Italia. Ad Udine però il sogno svanisce e al Carnera, i biancorossi perdono la prima di una lunga serie di trasferte. Dopo settimane di miracoli dello staff medico, il piede non concede tregua a Slay che si ferma. Tempo di recupero stimato un mese, che però si riduce a 15 giorni così che l'ingaggio del gettonaro Hafnar per due gare (ko a Casale e Imola) risulterà essere un grosso errore di valutazione. FEBBRAIO: MAL DI TRASFERTA  E' il mese nero del Pistoia Basket. Il mal di trasferta porta a tre sconfitte su quattro gare, di cui l'ultima sul campo del fanalino quasi retrocesso Latina. Squadra spenta come i suoi esterni, da Casini a uno Skinn che entra in un tunnel da cui non riesce mai a rialzare la testa. In classifica Pistoia scende diverse posizioni. MARZO: IL CAPITANO VA KO  La Carmatic raddrizza i numeri con due vittorie (interne) su tre gare. Battendo Pavia e Vigevano nella serata magica del ritorno di Bertolazzi al PalaFermi da avversario, Pistoia respira e si assesta in classifica nella seconda parte del tabellone playoff. L'infortunio alla mano di Toppo, impedisce al capitano di riscattarsi nel finale dopo una stagione molto sofferta in una squadra che - come dirà lui a fine gara - non esaltava il suo gioco. Cuore ed impegno però non mancano mai e Toppo recupera in tempo per i playoff. APRILE: CHE TONFO IN TV  La Carmatic ha davanti a sè diversi esami di maturità per mettersi alle spalle il periodo grigio. Ma dagli esami esce la sonora bocciatura di Brindisi in diretta tv e quella di Rimini, meno netta, ma pesante sulla classifica. Se Fucka e Slay salvano più volte la compagnia, vincere solo in casa non basta per diventare veramente grande. MAGGIO: L'ORA DEI PLAYOFF  La regular season finisce con la vittoria inutile su Udine ma Pistoia è già sicura dell'ottavo posto. Non è sicura dell'avversario al primo turno playoff e, dall'urna dell'ultima giornata, esce il Banco di Sardegna Sassari. Contro una squadra corta e in crisi di risultati come quella di Sacchetti, la qualificazione sembra alla portata. Invece vincere in trasferta rimane un tabù e il piano si complica. Pistoia vince una sola gara casalinga e il campionato si chiude con qualche scena censurabile (il lancio di oggetti in campo in gara4) e con un gusto amaro in bocca. GIUGNO: MORETTI RESTA  Si comincia a costruire il futuro. Scade la sponsorizzazioneCarmatic e in via Fermi l'orizzonte non sembra così sereno. Nel turbinio di voci, la società sceglie di parlare chiaro ai tifosi. Dalla gestione delle ultime stagioni manca quasi mezzo milione di euro e le difficoltà non mancano. Roberto Maltinti annuncia la volontà di un piano biennale per recuperare stabilità, cercando nuovi sponsor e aiuti economici. Un piano sposato in pieno da Paolo Moretti confermato con un biennale. LUGLIO: VIA ALL'AUSTERITY  L'austerity è annunciata come la necessità di fare scelte oculate sul mercato. Via Skinn e Slay, la società chiede agli italiani una riduzione dell'ingaggio. Dopo giorni di silenzio e apprensione, a dare la scossa è il capitano. Fiorello Toppo sposa il «progetto Pistoia» come Simone Berti pochi giorni dopo. Sembra fatta anche per Casini ma il gaucho fugge verso Scafati in una notte travagliata. Tiene banco il caso Infanti, le due parti non si accordano e la situazione stagnerà per tutta l'estate. Ma nel bollore di fine luglio, i tifosi ritrovano serenità: Gregor Fucka rimane. AGOSTO: COLPACCIO FORTE  Mancano i nomi di rilievo. Nel pacchetto stranieri c'è solo il lettone Porzingis, cavallo di ritorno piuttosto rischioso proveniente da un'annata in C regionale. Scommessa anche il giovane play Ariel Filloy in prestito da Milano. L'entusiasmo cresce quando la società toglie dal cilindro i nomi dei due americani: escono il semi-sconosciuto Jarvis Varnado, miglior stoppatore di sempre in Ncaa, e Joe Forte, ex Nba, indimenticato leader di Siena. SETTEMBRE: CHE Q-ROUND!  La curiosità intorno alla squadra cresce durante le amichevoli estive. Le due frasi di Paolo Moretti («puntiamo a 12 vittorie per la salvezza» e «7 giocatori in Legadue possono bastare») danno il là a titoloni e forgiano l'ambiente. Ma i tifosi capiscono che la squadra può fare sul serio al Q-Round di Coppa Italia a Casale Monferrato. Varnado è protagonista e Pistoia sfiora le final four. OTTOBRE: JARVIS-RECORD  Pistoia balza alle cronache. I biancorossi si svincolano da un calendario duro: battono Rimini, espugnano Casale. Al PalaFerraris, fino ad allora tabù, Varnado pianta 9 stopponi. È subito record italiano. NOVEMBRE: SUPERMUKUBU  Da sorpresa a realtà. La Tuscany, ribattezzata in corsa grazie ai Carrara, vince e convince. Sul blitz di Reggio Emilia, c'è la firma nitida di Forte ormai uomo-gruppo più che bomber, Toppo ne beneficia e per il capitano è una seconda giovinezza. L'unica sbandata è a Scafati dove Pistoia capisce di avere due americani pepati. Forte è squalificato due giornate, ma la società si muove bene e pesca Mukubu. DICEMBRE: FINALMENTE FUCKA  È storia recente: sotto l'albero la Tuscany fa trovare ai suoi tifosi un tris di vittorie pesantissime. Verona (terzo blitz esterno della stagione) e regolano, in casa, Ferrara e Forlì tutte dirette concorrenti per quella salvezza che come obiettivo inizia a stare stretto. La squadra è compatta, le scommesse sono vinte e il pacchetto lunghi con un Fucka ritrovato è invidiato da tutti. Varnado diventa l'oggetto del contendere delle società europee più importanti (Siena, Treviso e Kimki Mosca) e la tribuna del PalaFermi diventa un parterre di nomi illustri del basket italiano.

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di Redazione web