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Pistoia

I conti della Pistoiese: volano le sponsorizzazioni, ma di nuovi soci neanche l’ombra

La Holding verso la chiusura

Saverio Melegari
<b>MISTER HOLDING.</b> Di Sario con Bonechi, presente e passato di Ha
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MISTER HOLDING. Di Sario con Bonechi, presente e passato di Ha

L'allarme di Di Sario: così non ha più funzione di esistere

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 PISTOIA. Dopo diciotto mesi dalla sua fondazione, c'è il serio rischio che a fine stagione la Holding Arancione possa abbassare la saracinesca. Tracciando il bilancio del 2010, è questo il messaggio che lascia trasparire il presidente di Ha, Dario Di Sario. E' evidente che i cambiamenti che ci sono stati a livello societario nella scorsa estate si stanno facendo sentire e la prima conseguenza sembra proprio questa.  Presidente, come si chiude il 2010 della Holding Arancione?  «Senz'altro non sotto la migliore stella. Dopo la delibera dell'aumento di capitale prevista a giugno, fino ad oggi non c'è traccia di alcun versamento. C'è tempo fino al 16 gennaio e senz'altro gli impegni verranno mantenuti ma l'evoluzione di questa stagione ci dice che ci stiamo incanalando sempre più su una unica società e non due. Per come era nata, penso che la funzione della Holding sia oramai superata».  Il suo sembra un grido d'allarme: c'è da essere preoccupati sui bilanci arancioni?  «Assolutamente no, perché il presidente Ferrari sta lavorando molto bene e le numerose sponsorizzazioni ottenute dal suo arrivo dimostrano quanta passione stia mettendo in questa avventura. Certo, l'assetto finanziario andrà rivisto perché oggi la Holding ha una funzione relativa ed è soltanto una fonte di spesa. I bilanci dicono che la scorsa stagione sono stati spesi più di 600mila euro e quest'anno ci andremo molto vicini ed in questa voce, ovviamente, ci rientrano principalmente il monte-stipendi dei giocatori: se Monticciolo e Semboloni si annullano a vicenda, con Sabatini c'è uno stipendio in più».  E magari ci vorrà anche dire che non ci sono nuovi ingressi a breve in società?  «E' proprio così e di questo sono molto meravigliato. E' vero che c'è la crisi ma questa, da chi può spendere, viene anche usata come pretesto per rimanere in disparte. Se i più grandi imprenditori locali si facessero carico di una piccola percentuale di investimenti per la Pistoiese, tutto sarebbe molto più facile. Menomale che c'è Ferrari e mi auguro che lui sia nelle condizioni di andare avanti ancora a lungo».  Quale altra ricetta si potrebbe usare per far entrare qualche nuovo socio?  «La palla passa anche alla squadra che dovrà conquistare intanto la serie D. Se poi ci saranno le condizioni per chiedere un ripescaggio in Seconda Divisione, questo potrebbe risvegliare quelli che fino ad ora sono rimasti a guardare. Anche perché mi chiedo: se l'Eccellenza ci è costata 600mila euro all'anno, andare fra i professionisti quanto ci costerà? Penso almeno il doppio se non il triplo ed a quel punto trovare gente che sborsa cifre del genere non è affatto facile».  Ultima curiosità. Fra le mire dell'Us ci sarebbe anche andare a prendersi la zona di Pistoia Ovest: che ne pensa il presidente della Holding?  «Un centro sportivo costruito con i giusti canoni e gestito al meglio può essere utile per la Pistoiese. Ma di una cosa sono sicuro: finché ci sarò io a dirigere la Holding mi opporrò a chi vuole spingere per questa strada. Ed è la posizione di tanti altri dirigenti».

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