Il Tirreno

Pistoia

Il mister ora chiede concentrazione massima. «I nuovi acquisti servivano, nessun muso lungo»

«La Coppa? Era un peso»

Saverio Melegari
<b>NICOLA PAGANI </b>
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NICOLA PAGANI

Agostiniani: ha creato solo problemi, guardate gli infortuni

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 PISTOIA. I cinque mesi al timone della squadra della sua città sono stati positivi, anche se proprio due giorni fa c'è stata l'uscita dalla Coppa. Ma Riccardo Agostiniani non è particolarmente preoccupato dall'uscita dalla competizione e anzi pensa a tenere alta la tensione ad una squadra che nel 2011 sarà rinnovata.  Mister, come dobbiamo interpretare queste due sconfitte con il Pisa?  «La Coppa è stata importante per i primi due mesi di stagione perché mi ha consentito di far giocare tutti. Ma poi ha creato solo problemi: il naso di Flauto, il perone di Balestri, lo stiramento di Arricca e la clavicola di Paolicchi. Quando, poi, abbiamo visto il calendario della fase nazionale con partite ogni tre giorni per tre mesi abbiamo capito che forse era meglio concentrarsi sulle 17 giornate di campionato che rimangono».  Con meno partite da giocare la società ha fatto ulteriore shopping. Non è un controsenso?  «Direi di no perché c'erano cinque uscite, cioè Manfredi, Balestri, Del Chiaro, Benedetti e Semboloni e sono stati fatti tre acquisti. La società ha ritenuto opportuno intervenire di nuovo sul mercato per non lasciare niente di intentato nonostante un girone d'andata super con 42 punti conquistati su 51, il miglior attacco e la miglior difesa. Adesso ci sarà più competizione in tutti i reparti».  Già, la concorrenza. Con tre innesti di valore non c'è il rischio di sconvolgere l'equilibrio del gruppo?  «Gemignani più volte ci ha sollecitato nell'acquisto di Pagani nonostante il suo innesto poteva limitare le sue presenze in campo ma serviva per dare qualcosa in più per raggiungere la promozione. Davanti adesso sono in cinque ed a turno, ci sarà qualche esclusione eccellente ma non voglio facce lunghe: chi sta qui è perché crede nel progetto, chi non era convinto è andato via».  Questa pausa capita a puntino?  «Un break ci voleva perché da fine agosto ad oggi abbiamo giocato 26 partite, praticamente un intero campionato ma in tre mesi e non in sette ed adesso in diversi erano stanchi. C'è da recuperare Arricca e Strufaldi, oltre che trovare un sostituto di Paolicchi».  Il rinvio del big-match con la Massese è un favore alla Pistoiese che ha più tempo per preparare meglio quella partita?  «Non saprei. Io mi attengo alla realtà che ci fa vedere come alla ripresa del campionato noi avremo due trasferte consecutive mentre loro giocheranno per due volte di fila in casa. Poi avremo il Castelnuovo mentre la Massese va a Certaldo: speriamo di arrivare allo scontro diretto con i sei punti attuali».  La forza della Pistoiese è la continuità. E le caratteristiche principali di Pisa e Massese quali sono?  «Le altre due hanno senz'altro organici di notevole qualità con il Pisa che paga i due ko consecutivi casalinghi mentre la Massese è partita male. Ma dopo la nostra sconfitta di Pietrasanta, noi abbiamo fatto 23 punti su 27 e loro uno in meno di noi dimostrando che possono tenere il nostro ritmo».  L'altra forza sono le "quote". Con il ko di Paolicchi, potrebbe esserci spazio per Pampaloni?  «Abbiamo degli ottimi giovani e penso che Strufaldi, Elmi e Paolicchi siano pronti anche per categorie superiori. A settembre abbiamo preso Pampaloni per tutelarci anche se per sua sfortuna non ha mai potuto allenarsi seriamente. Da lunedì lo farà e ci sarà bisogno anche di lui, pur avendo visto che Flauto è fortissimo».  Con l'arrivo di Sabatini, non è che sarà costretto a varare un modulo diverso, magari il 4-3-3?  «Tutti e tre i nostri attaccanti si completano a vicenda ed il modulo da utilizzare viene in un secondo momento. Potranno giocare anche insieme ma non con due esterni».  Da pistoiese doc, c'è anche qualche ringraziamento da fare...  «In cinque mesi tutti hanno dato il loro contributo, dalla società, alla squadra che ogni domenica onora la maglia, ai tifosi che ci sono stati vicini soprattutto nelle sfide in campo neutro. Un plauso particolare va ai ragazzi della curva che sono sempre con noi ed ai responsabili dei club, in particolar modo Gloria Monti e Mauro Baiocchi. Chi vive dentro lo spogliatoio sente molto questa forza che arriva da fuori che ci può dare una mano decisiva per raggiungere il nostro obiettivo: la serie D».  

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