Lutto
«A Pistoia per vincere»
Elisa Pacini
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Stefano Borsato con la maglia biancorossa Tanti bei ricordi in biancorosso per il redivivo Borsato
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PISTOIA. Torna a Pistoia dopo una giornata da autentico protagonista, con la voglia di fare bella figura. Ma il dente avvelenato, la rivalsa dell'ex, qui non c'entrano proprio niente. Lui vuole solo riprendersi quegli spazi importanti sul campo che gli mancano da più di un'anno. Ovvio quindi che il ritorno a Pistoia di Stefano Borsato, play della Naturhouse Ferrara che in biancorosso ha giocato due stagioni appena uscito dalle giovanili Benetton, vada oltre l'amarcord. «Abbiamo dato un bel segnale - commenta Borsato a proposito della vittoria estense su Jesi, di cui è stato il trascinatore - Dopo un inizio difficile in cui gli infortuni ci hanno condizionato, abbiamo fatto vedere che se siamo al completo, possiamo giocare bene. La gara di Pistoia per noi sarà difficile perché dobbiamo risolvere ancora alcuni problemi (dopo il taglio di Mukubu e di Melson per infortunio, il club è sul mercato per cercare un americano, ndr) e la Tuscany mi sembra lanciatissima». Con i 26 punti segnati alla difesa jesina (con l'89% al tiro dal campo e l'assoluta precisione dalla lunetta), Borsato è stato il miglior italiano di tutta la decima giornata di Legadue, tornando alla ribalta dopo diversi mesi in cui era finito nel dimenticatoio. Negli ultimi 40' di campionato il ventiquattrenne trevigiano ha fatto più punti di quanti ne avesse messi a segno nelle precedenti 9 gare (22 totali) e ha giocato il triplo dei minuti dello scorso campionato. Egli stesso, domenica nel dopo gara, ha detto di «aver giocato la sua prima gara vera a Ferrara», dopo la stagione scorsa in A1 in cui non aveva quasi mai messo piede in campo. Ci voleva proprio l'emergenza infermeria per far tornare Borsato sotto i riflettori? «Dopo molto che si aspetta una cosa - spiega - la soddisfazione di farla e farla bene è altissima. E' vero che per me questa è una stagione importante. Direi fondamentale, perché ormai non si può più dire che sono un "giovane". Io so quello che posso fare, forse sono gli altri che in questo periodo non l'hanno visto». Tra i tanti complimenti per la partita di domenica ci sono stati anche quelli del suo ex presidente, Roberto Maltinti. Una delle tante facce che il play estense è contentissimo di rivedere a Pistoia. «Era un po' che aspettavo di tornare - scherza Borsato, 65 presenze in biancorosso - seguo tutto quello che succede, ho amici che mi informano costantemente. Ho visto le immagini della coreografia che la curva ha messo su nella gara con Venezia. Bellissima, sono cose che non si vedono nemmeno in A1. Sono contento di salutare i tifosi, di cui ho un ottimo ricordo, il presidente e Fiorello Toppo, che è davvero una colonna per Pistoia». Tra i frammenti delle sue annate pistoiesi che tornano in mente, c'è la super gara nei playoff di B1 2005/2006 in cui si mise in mostra in un duello contro Carlton Myers. «Di ricordi ce ne sono tanti - dice Borsato - sono stati i miei primi anni fuori casa, c'è stata la promozione in Legadue, le sfide contro Mario Boni. Tutti momenti bellissimi, ma domenica torno per vincere. L'obiettivo di un giocatore, quando scende in campo non può essere che questo».
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