Il Tirreno

Pistoia

Moretti gela le voci: Varnado resterà qui

Elisa Pacini
Moretti gela le voci: Varnado resterà qui

Dopo il blitz di Verona il coach elogia la squadra per aver sopperito all'assenza di Forte

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 PISTOIA. È uscito un'altra volta vincitore dal PalaOlimpia, Paolo Moretti, anche se stavolta da avversario di quella Verona a cui rimane molto legato. Vincere davanti a un parterre illustre, come quello che venerdì sera si era riunito nel palazzetto scaligero, dà ancora più gioia. Sul campo e fuori c'era un pezzo di storia del basket italiano anni '90: dallo stesso Moretti a Marcelletti, dal suo vice De Pol a Massimo Iacopini e Nando Gentile che hanno confabulato per tutta la gara in tribuna. Un pubblico davanti al quale la Tuscany ha acuito la crisi della Tezenis con le armi che gli sono più consone: difesa d'acciaio e grinta su ogni pallone. E la ricetta vincente di quest'anno: tanti palloni in area.  Allora Moretti, dopo 10 giornate, la Tuscany ha 8 lunghezze sulla zona rossa...  «Sono davvero molto contento. Volevamo partire bene dall'inizio perché ci avrebbe aiutato ad acquisire fiducia ma, una volta usciti i calendari, l'aspettativa era un po' calata. Siamo in una posizione di classifica importante per il nostro obiettivo. E' merito di questo gruppo solido, fatto di persone che si aiutano e che mi dà molta fiducia per il futuro».  In due gare senza Forte, Pistoia ha espugnato Verona e quasi fatto lo sgambetto alla capolista Venezia. Qual è il segreto?  «Non c'è un segreto, perché lottiamo e ci sacrifichiamo sempre. Voglio sottolineare che prima di queste due partite, abbiamo praticamente giocato senza Fucka. Non penso di offendere nessuno se dico che a Verona, per la prima volta, Gregor ha dato un contributo vero come ci aveva fatto vedere l'anno scorso. Una chiave, in queste ultime gare, però c'è stata. L'aver capito che senza Joe, bisognava cambiare qualcosa, cambiavano i nostri punti di riferimento in attacco. Il grande merito di aver cambiato faccia, va ai ragazzi».  Abbiamo visto cosa vuol dire far leva sui lunghi. Il mix tra l'esperienza di Fucka, la determinazione di Toppo e i numeri di Varnado, è stato esplosivo...  «Sapevamo che dovevamo tenere i ritmi bassi e i ragazzi l'hanno fatto benissimo. Abbiamo tenuto Venezia a 57 punti e Verona a 60, provando a dar palla dentro. Nell'ultima partita all'inizio dovevamo capire la tecnica dei raddoppi di Verona ma poi con i lunghi siamo riusciti a sopperire ad un'altra serata non felice al tiro da tre».  Un po' di merito è anche di Mukubu: così utile che dispiace un po' salutarlo...  «Dispiace perché è stato un grande professionista e perché si è dimostrato un giocatore molto intelligente. Si è dimostrato sensibile alla nostra richiesta di un gettone molto basso e ha sfruttato al meglio la vetrina che gli abbiamo dato, con due gare trasmesse in tv. Noi abbiamo fatto poco per inserirlo perché i nostri giochi sono questi, lui invece ha fatto tanto per noi e per questo lo ringraziamo. Ma il nostro assetto è un altro e non vogliamo toccarlo».  Dica la verità, ci teneva a far bella figura a Verona...  «Verona è fredda climaticamente ma caldissima per le sensazioni che può dare. È una piazza che ci sta benissimo in Lega2 e penso che, in futuro, possa coltivare il sogno del salto di categoria. Sono felice di aver salutato tanti amici e anche per l'epilogo della serata».   A proposito di occhi addosso. Come si pone nel turbinio di destinazioni in cui viene dato Varnado?  «Jarvis ha grandi qualità atletiche e tecniche. Ha 22 anni e quindi ha normali sbalzi che lo portano dall'esaltazione a momenti in cui è meno incisivo. È questo che deve imparare a gestire. Godiamocelo fino a che ce l'abbiamo».  Che vuol dire, pensa che potrebbe partire?  «No, sono convinto che starà con noi fino a maggio. In un palcoscenico più grande, potrebbe bruciarsi».  Pistoia ora è attesa a due gare interne con Ferrara e Forlì. Definirli scontri salvezza sembra riduttivo per questa Tuscany...  «No, rimangono tali soprattutto perché dobbiamo affrontare le gare con chi ci sta dietro. Da martedì penseremo solo a Ferrara come se fosse una finale playoff. Almeno finchè non arriveremo a 24 punti, penseremo solo alla salvezza».

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di Redazione web