Gioco
Nella città dellArena Pistoia trova il terzo successo esterno e si conferma fra le big del campionato
Verona s'inchina al ciclone Tuscany
Elisa Pacini
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Porzingis al tiro Varnado-tornado, Toppo e Fucka trascinano i biancorossi alla vittoria
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VERONA. Nella città dell'Arena, la Tuscany Pistoia si rimette la maschera da gladiatore e porta a casa il terzo successo esterno (su cinque gare) sul campo di una Tezenis, lasciata al penultimo posto che è lontano 8 punti da quella quota 12 a cui sale Pistoia. Una classifica che, ad un terzo esatto del campionato, continua a vedere la squadra di Paolo Moretti protagonista con pieno merito, fare capolino tra le big del campionato. La gara di domenica scorsa contro la capolista Venezia aveva fatto intendere che Pistoia non ha paura di nessuno e nell'anticipo della decima di Legadue, davanti alle telecamere della Rai, i biancorossi lo hanno ricordato a chi se lo fosse dimenticato. Nel mitico PalaOlimpia di Verona che per anni è stato il suo palazzetto, Moretti ha scombinato i piani del "professor" Marcelletti con una difesa da urlo e un dominio sotto le plance del suo triumvirato di giganti a tratti impressionante. L'imperatore dei tabelloni, il tornado-Varnado ha messo dentro tutti i canestri scottanti ma accanto Toppo e Fucka sono stati i veri condottieri dell'assalto biancorosso che nel terzo quarto ha portato Pistoia avanti anche con 10 punti di vantaggio. Se è vero che Verona è stata costretta a fare praticamente a meno di uno dei suoi americani (Abrams è entrato solo pochi minuti), l'attacco di Pistoia senza i punti di Forte non può che subire diversi contraccolpi. Effetti collaterali che la mole di rimbalzi catturati dai biancorossi, i canestri del capitano e le magie del Tornado gasato dal confronto con Renzi, hanno evitato. L'azzurro della Tezenis ci ha messo tre quarti d'ora a prendere le misure a Varnado mentre Toppo è stato uno spauracchio per Waleskowski, è stato concreto come non mai a metter dentro i palloni d'oro serviti dagli ottimi Filloy e Mukubu. A proposito, il supplente di Forte ha fatto benissimo il suo dovere nelle due gare in maglia biancorossa, calandosi in pochissimo tempo nell'intensità e nel carattere di una Tuscany stoica e determinata. Sì perché a Verona, la serata non era iniziata nemmeno tanto bene ma i biancorossi l'hanno raddrizzata. Moretti prova il quintetto con Berti e Filloy insieme da subito ma il primo quarto è tutto degli esterni di casa con Gueye e Trepagnier sugli scudi (11-5 al 4'). I raddoppi impartiti da Marcelletti su Varnado, costringono il lungo a giocare lontano da canestro e a sbagliare diversi tiri. A sbloccare la sterilità offensiva della Tuscany è Gregor Fucka che, entrando, dà sicurezza e punti ai suoi. Varnado decide che è l'ora di farsi vedere anche dal pubblico veronese e dai tanti vip seduti al PalaOlimpia (tra gli altri Nando Gentile) e dà lo scossone decisivo a una Tuscany ancora un po' addormentata (19- 18) che si sveglia a poco a poco e sorpassa per la prima volta con Mukubu (20- 21 al 14'). Il punteggio rimane basso ma la gara delle retroguardie è vinta da Pistoia che nel secondo tempino concede solo due canestri su azione alla Tezenis. L'equilibrio nel punteggio si rompe dopo il riposo quando la seconda bomba del match, nonché secondo siluro di Filloy, apre un terzo tempino tutto di matrice biancorossa. Verona sembra non essere uscita dagli spogliatoi, sottocanestro concede praterie e i numeri di Fiorello Toppo fanno esplodere la gioia dello spicchio del PalaOlimpia dove è appostata la Baraonda (36-46 a 25'30"). La Tezenis non può che attaccarsi alle triple di Trepagnier che, da solo, ad inizio dell'ultimo tempino la riporta in gara (47- 52). E' qui nei minuti finali del match che si accende un duello che vale il prezzo del biglietto. Da una parte la promessa azzurra della Scaligera, dall'altra il ragazzone di Missisipi State. Il punteggio dell'ultimo quarto dice 10-9 di Renzi su Varnado che però mette tutti i canestri che contano, scacciando la rimonta Tezenis e soprattutto avventandosi su ogni rimbalzo. E consegnando a Pistoia, la sesta vittoria su dieci gare e il patentino per sognare.
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