Gioco
Tuscany, nell'Arena vestiti da matador
Elisa Pacini
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CORSARI. Lesultanza di Fucka & C. dopo il blitz di Reggio seguito a quello di Casale. Stasera il tris? Stasera (diretta alle 20.45 su RaiSport 2) Pistoia tenta il blitz nel palazzetto più caldo di Lega2
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PISTOIA. Per anni Verona-Pistoia è stata una classica del basket italiano. E chissà che sia per questo che il rendez-vous tra le due piazze è l'anticipo televisivo della decima di LegaDue (ore 20,45, RaiSport 2). Pistoia, targata Tuscany, torna al PalaOlimpia di Verona ad undici anni dall'ultima volta dell'allora Mabo, per una gara chiave contro la Scaligera sponsorizzata Tezenis che, nelle prime 9 gare della sua nuova vita, ha già esonerato un allenatore (De Raffaele sostituito da Marcelletti) e cambiato assetto della squadra. Ad un terzo esatto della stagione, Verona ha trovato proprio domenica scorsa la seconda vittoria stagionale. Ma nella storia di questo match c'è anche il ritorno di Paolo Moretti, per la prima volta da coach, nella città che lo lanciò da giocatore in quattro stagioni indimenticabili con la maglia Glaxo. Coach, il primo tema è il suo ritorno a Verona. Per lei 150 presenze e 1907 punti in gialloblù... «Torno con piacere in una città bellissima, di cui ho ottimi ricordi, che mi ha lanciato in una carriera importante. Sono tornato già da giocatore ma sono comunque contento di rivedere molti amici che sono anche oggi nella nuova società». I ricordi più belli a Verona? «Sono stato a Verona dai 18 ai 22 anni, questo già basterebbe... Ricordo le difficoltà delle prime due stagioni dove sembrava di aver scalato un gradino troppo alto. Invece il terzo anno (stagione 1990-91) fu una grande annata dove conquistammo la promozione dalla Legadue e vincemmo la Coppa Italia (unica squadra di A2 a vincerla nella storia, ndr)». Stasera si può parlare di scontro diretto salvezza tra Tuscany e Tezenis? «E' una gara importante con una squadra dietro di noi in classifica. Ma, ad un terzo del campionato, non deciderà niente. La settimana «corta» di allenamenti ci impedisce di fare una gara tutta tatticismi come contro Venezia. Andremo a giocare a viso aperto, una gara attenta, sfruttando tutte le nostre caratteristiche per rimanere attaccati al match. Quello che non siamo riusciti a fare a Scafati. E' per noi un esame di maturità dopo l' ultima trasferta». Quali sono i pericoli della Tezenis? «E' una squadra esperta, solida e profonda. Fa poche cose ma quelle sono ben chiare. Stranamente i suoi punti di riferimento non sono gli americani ma i suoi interni. Valutando le ultime tre giornate, Renzi e Waleskoski, hanno un rendimento più grande. La cosa nuova per i nostri lunghi è che sono giocatori bidimensionali, possono giocare sia dentro che fuori e questo a Veroli ha creato molto imbarazzo». I giochi di Verona sono condotti da un giocatore che lei conosce molto bene, Antonio Porta... «L'ho allenato nell'anno di Livorno, una delle stagioni più importanti per lui. Da lì ha spiccato il volo verso palcoscenici alti ma non è più riuscito ad essere incisivo come in quella stagione. Quest'anno torna ad essere protagonista. Ha personalità e carisma ed è la persona giusta, nel momento giusto per Verona». Cosa si aspetta da Mukubu che avrà qualche allenamento in più con la squadra? «Di darci quella mano che ci ha già dato domenica scorsa. Gli ho chiesto di essere sè stesso, solo così può esserci utile come contro Venezia». Domenica si è visto anche un Fucka in crescita... «Sì, la sua presenza in campo è stata diversa e lo giudico come un segnale positivo».
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