Il dolore
Cesare Riva lha allenato a Pavia e ora se lo ritrova contro: «Per esaltarsi ha bisogno di divertirsi»
«Forte è super, lo vedrete»
Giulio Corsi
◗
ASSISTANT. Cesare Riva Il vice di Calvani: speriamo che non si scateni domenica
4 MINUTI DI LETTURA
Cesare Riva, l'Assigeco sta vivendo un momento magico. Con che spirito scendete a Pistoia? «Veniamo per provare ad allungare questa striscia vincente di tre partite consecutive, anche se siamo consapevoli che sarà molto difficile. La Tuscany proviene da due sconfitte di fila, ma non è una squadra ferita com'era ad esempio San Severo. È una squadra che gioca una bella pallacanestro, che a Udine poteva vincere e con Barcellona se l'è giocata fino in fondo, che sta bene insomma». Anche voi però state volando. Dove può risolversi la partita? «Se vogliamo prenderci i due punti dovremo alzare le nostre percentuali al tiro che finora non sono state eccezionali. Quella può essere sicuramente una delle chiavi. Varnado sotto canestro è un giocatore incredibile, se passasse un aeroplano in area stopperebbe anche quello. Noi dovremo aprire la scatola della loro difesa migliorando le percentuali nel tiro da fuori». In effetti l'area biancorossa sembra diventata un fortino inavvicinabile. «Conosciamo la Tuscany molto bene. Ci abbiamo giocato contro nel Q-Round e poi abbiamo studiato tutte le loro partite di campionato. Devo dire che secondo me sono la squadra che gioca di più la palla dentro l'area di tutta la Legadue. Varnado ha avuto una crescita esponenziale, proprio come mi aveva predetto il mio amico Fabio Bongi. Toppo è uno dei migliori italiani nel suo ruolo, Fucka è Fucka. Dovremo avete un buon impatto fisico contro il loro atletismo. E ripeto, dovremo aprirli mettendo canestri da fuori». La Tuscany però ha anche dei limiti: il roster corto e in questo momento il contributo di Forte... «È vero, non sono profondissimi, ma vi ricordo che dalla panchina parte un certo Fucka e Berti a mio avviso è un ottimo cambio. E poi c'è anche Marzoli: gioca poco ma quando è entrato ha dimostrato di non tirarsi indietro. A Casale appena dentro ha piazzato una bombetta pesante». E Forte? Lei lo conosce molto bene e il giocatore proprio mercoledì ha ricordato dei suoi momenti magici a Pavia... «Sì, lo conosco bene e con lui è rimasto un rapporto molto buono. Io e De Raffaele ci abbiamo vissuto in simbiosi la mezza stagione in cui è stato con noi. Appena arrivato abbiamo lavorato molto insieme, anche per fargli capire un campionato che lui non conosceva. Ha un talento incredibile, è il più forte giocatore che io abbia mai allenato. Ricordo che capitavano giornate in allenamento in cui io e Walter ci guardavamo e ci dicevamo: questo è un marziano». E adesso? Perché secondo lei sta vivendo questo momento difficile? «Può capitare di non azzeccare qualche partita. A Udine sicuramente ci teneva molto a fare bene, visto che era stata la sua ultima squadra di A1. Anche l'anno scorso visse quella partita con grande intensità. Conoscendolo, credo che domenica avrà ancora più voglia di riscattarsi. Certe sfide, anche contro ex compagni, lo accendono. Ritroverà me, ritroverà Ruben (Boykin, ndr), ritroverà Chiumenti. Credo, anzi temo, che avrà un grande impatto sulla partita». Lui però "teme" - e l'ha detto - che lei suggerisca a Calvani qualche trappola particolare. «Diciamo che lo conosco bene e so i suoi punti di forza: nell'uno contro uno è un giocatore devastante, quando decide di tirare ha un rilascio talmente veloce che è immarcabile, in penetrazione può bruciare chiunque». Ma conosce anche i suoi punti deboli... «È dura trovarli in uno come lui. Ma proveremo a sfruttare quei pochi che ci sono...». Forse tenerlo fuori dal match? L'impressione, a tratti, è che esca mentalmente dalla partita. «Ma non è così. Forte è un lavoratore instancabile e un professionista serissimo. Diciamo che in partita come in allenamento ha bisogno di stimoli per divertirsi. C'erano giornate in cui poteva sembrare un po' introverso, magari si allenava in silenzio, ma al di là del sorriso o meno che poteva regalare, era uno che ci teneva tantissimo: a fine allenamento si fermava sempre per fare cento tiri in più e nella seduta della domenica mattina quasi ci toccava mandarlo a forza a fare la doccia per farlo fermare. E mi ha raccontato Bongi che anche quest'anno è così. Presto vedrete che giocatore è».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
