Il Tirreno

Pistoia

Dopo la giornataccia contro la Snaidero, Joe replica alle critiche sul suo inizio di stagione

«Se mi arriveranno più palle da giocare dimostrerò che sono sempre... Forte»

Saverio Melegari
Joseph Forte in palleggio nella gara con la Sigma
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Joseph Forte in palleggio nella gara con la Sigma

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 PISTOIA. Le sue prove opache sono uno dei punti interrogativi dell'inizio di stagione della Tuscany. E se i pochi punti realizzati contro Rimini e Casale erano passati sottotraccia visto che i biancorossi avevano vinto, ha fatto senz'altro più rumore la sua giornataccia al "PalaCarnera" contro la Snaidero.  Stiamo parlando di Joe Forte, quel giocatore acquistato in estate da via Fermi come principale terminale offensivo. Per ora tutto questo non è successo e qualcuno inizia ad interrogarsi se si tratti di condizione fisica inadeguata o di schemi tattici non adatti a lui.  Forte, come valuta questo primo scorcio di stagione in maglia Tuscany?  «A livello generale potevamo essere un po' più in alto in classifica, mentre per quanto mi riguarda posso fare meglio. Devo trovare il giusto ritmo e la squadra deve capire quali sono i momenti giusti per coinvolgermi per sfruttare al meglio le mie caratteristiche».  Si può spiegare meglio...  «Quello che voglio dire è questo: sappiamo tutti che sono stato preso per avere fra le mani i palloni decisivi. Però per me non è facile essere efficace nei momenti chiave se nei primi 20' vengo coinvolto in maniera minore dai compagni. Quando questo cambierà si vedranno i risultati, ma non sono indietro di condizione atletica».  Quindi se in queste prime giornate ha segnato pochi punti non dipende solo da lei?  «Può essere senz'altro una spiegazione. Lo scorso anno a Pavia avevo medie decisamente più alte perché dalle mie mani passavano più palloni e tiravo molto di più. Ad inizio gara, per fare un esempio, mi mettevo in un angolo e aspettavo che arrivasse il pallone per far canestro. In quel frangente la squadra sapeva che doveva dar palla a me per rimanere in partita».  Altro capitolo. Coach e presidente hanno detto che segna poco perché le difese sono asfissianti su Forte. E' vero oppure no?  «Il modo di difendere su di me è sempre lo stesso, non vedo più o meno pressione. Anzi, a dirla tutta, lo scorso anno a Pavia avevamo meno opzioni offensive e gli avversari avevano maggiori attenzioni su di me».  Negli anni scorsi conoscevamo un Forte gran cannoniere, ma per ora i numeri non dicono questo. Come mai?  «Il fatto di creare più assist o prendere rimbalzi non è una richiesta specifica del coach, ma soltanto che adesso in campo le cose stanno andando così. Probabilmente se avessi più occasioni di tiro nella prima parte di match la mia media punti sarebbe senz'altro più alta».  Domenica arriva Casalpusterlengo: che gara si aspetta?  «Troveremo un avversario che difende molto forte, ha due americani importanti. E l'attuale vice-coach è lo stesso che avevo a Pavia lo scorso anno: probabilmente mi prepareranno qualche tranello».  Al momento, qual'è il pregio ed il difetto maggiori della Tuscany?  «Il punto di forza è che siamo una vera squadra che fa ciò che l'allenatore ci chiede. La debolezza è che dobbiamo trovare una identità precisa e tutti devono ancora capire il giusto timing per servire i terminali offensivi».

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