Italia
4 stop di fila per gli amaranto, fortuna che gli avversari vanno lenti
Tutti i numeri contro l'Appennino ma la bassa classifica è corta
◗
ASSENTE. Il portiere Besson 2 MINUTI DI LETTURA
CUTIGLIANO. Dopo la sconfitta contro la Larcianese salgono a quattro le battute d'arresto consecutive dell'Appennino e diventano cinque se si conteggia anche quella di Coppa. Una situazione di classifica nerissima, con dirigenti e allenatore, assieme ai giocatori, alle prese con la più grossa crisi di risultati e di identità che la formazione appenninica ha mai avuto nella sua storia, cioè da quando fu fondata nell'estate del 2005 unendo in un sol corpo la vecchie Uc Montagna e la Us Cutiglianese che aveva al suo attivo, a cavallo del secolo, ben cinque campionati di fila in Promozione. Dopo sei giornate l'Appennino è melanconicamente ultimo in classifica, i punti conquistati sono solo tre e sono frutto dell'unica vittoria contro la Folgor Marlia. La difesa è tra quelle più perforate e l'attacco meglio non sta con solo quattro reti all'attivo, ma se vogliamo guardare il lato positivo, che poi è l'unico in questo momento, la classifica è ancora molto corta in basso: basterebbe una vittoria e i montani si rilancerebbero e tornerebbero nel gruppone, ma in questo momento è come chiedere ad un eschimese di adattarsi al caldo africano. A fine gara i commenti di due massimi dirigenti montani erano identici. «È stata una partita bruttissima. Non c'è stato gioco da ambo le parti, nell'unica vera occasione che hanno avuto gli avversari ci hanno fatto gol - hanno detto il dt Fedi e il vice presidente Catani -. Non tirando mai in porta non si può sperare di segnare». A.S.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
