Il Tirreno

Pistoia

«Quell'applauso finale ci aiuterà»

Saverio Melegari
<b>FIDUCIOSO.</b> Nessun dramma: &egrave; il monito, giusto, di Agostiniani
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FIDUCIOSO. Nessun dramma: è il monito, giusto, di Agostiniani

Ago ringrazia i tifosi. «Lisi? È un professionista, deve adeguarsi alla categoria»

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 PISTOIA. Il dato che emerge con maggiore forza dal ko di Pietrasanta è un qualcosa che già sapevamo: la Pistoiese soffre di una malattia che si chiama incapacità di impostare la partita nei primi minuti dell'incontro.  Nessun dramma visto che il ko rimediato in Versilia è frutto soprattutto di due incidenti di percorso dopo i quali la squadra ha risposto alla grande, però è anche vero che questa Pistoiese ha bisogno di almeno 10-15 minuti per carburare. È successo con Certaldo, Pro Livorno e Castelfiorentino. Domenica però è arrivata la sconfitta, ma Agostiniani guarda avanti.  Mister, è proprio questa la pecca maggiore della sua Pistoiese al momento?  «Come già successo altre volte, abbiamo sofferto l'inizio dei nostri avversari. Purtroppo nel primo tempo la partita si è decisa in tre mosse: i due gol fortuiti, il grande intervento di Puntelli su Semboloni e l'espulsione di Lisi. A quel punto, nonostante il nostro grande impegno, la partita era già segnata».  Se le scivolate di Elmi e Calanchi nei due gol del Pietrasanta possono essere incidenti di percorso, lo stesso non si può dire dei due "rossi" rimediati da Lisi ed Elmi...  «Sulle espulsioni dico questo: a termini di regolamento entrambi i miei giocatori hanno sbagliato e l'arbitro ha fatto bene a buttarli fuori. Però sono dispiaciuto dal fatto che altre situazioni non sono state giudicate allo stesso modo. Un esempio? Arricca si è preso una gomitata e tre punti di sutura in un contrasto davanti all'arbitro che ha soltanto ammonito».  Le sembra anche a lei che ultimamente Lisi sia un pochino più nervoso. C'è qualcosa che non va?  «Stiamo parlando di un professionista e deve capire che la categoria è questa e c'è da calarsi in questa mentalità il più in fretta possibile».  Questa sconfitta può essere una mazzata morale per la sua squadra?  «Non può, ma soprattutto non deve esserlo. Sono abituato, nella vita di tutti i giorni, ad affrontare le cose negative come un insegnamento per migliorare. Abbiamo giocato un grande secondo tempo dove potevamo anche pareggiare mettendo in campo una grande intensità. Ed il fatto che il pubblico ci abbia voluto ringraziare al 90' ne è la dimostrazione: i ragazzi nello spogliatoio lo hanno apprezzato moltissimo».  Il Pisa vi ha raggiunto e le altre sono vicinissime. L'idea della fuga va abbandonata?  «Penso che in pochi avrebbero scommesso sulla sconfitta nostra ed il pareggio del Pisa col Lammari. Da ora in avanti sarà difficile vincere sempre per le prime in classifica. E' un campionato apertissimo e più bello che mai».

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di Redazione web