Gioco
Mai nella storia amaranto un tracollo come quello di domenica
L'Appennino ha le spalle al muro Il dt Fedi: «Ora tocca al gruppo»
Alessandro Sisi
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FEDI 2 MINUTI DI LETTURA
CUTIGLIANO. Fa maledettamente male perdere per 5-1 e fa male subire una legnata del genere contro una formazione che ha saputo solo approfittare degli svarioni e delle amnesie di un Appennino che in queste prime giornate di campionato sta lentamente perdendo il filo della ragione senza un vero motivo. Il campionato di Promozione è un torneo particolare, dove conta molto la tecnica, ma conta molto di più la corsa e il raddoppio sistematico sul portatore di palla. Qui conta ancora il vecchio motto di Nereo Rocco, "datemi un portiere e un'attaccante e al resto ci penso io". Agli amaranto in questo momento mancano entrambi i ruoli. Manca un sostituto all'altezza del portierone Besson e manca soprattutto chi finalizza il gioco, perché Cerretini dopo un buon inizio di torneo ha perso la vena realizzativa e per adesso né Matteelli, né Tavanti si sono inseriti nel gruppo. La morale è che dopo cinque giornate gli amaranto scivolano all'ultimo posto col Montecatini, la difesa è la più perforata del torneo con 11 reti subite, mai in sei anni di storia l'Appennino aveva mai subito un passivo così vistoso e mai né mister Ranieri né il dt Fedi avevano subito in carriera una simile sconfitta. «Il tempo per rimediare c'è, ma molto dipende da come reagisce il gruppo. Da ora tutti per uno e uno per tutti», ammonisce Fedi. «Abbiamo avuto un vuoto completo di 10' e per giunta dopo essere passati in vantaggio - aggiunge Ranieri - Il tutto dopo un ottimo primo tempo: in quei pochi minuti della ripresa è successo di tutto».
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