Il Tirreno

Pistoia

DALLA CURVA

Al Raciti in motorino sognando i record di Ederly e Giaroli

Cristiano Rabuzzi

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Cinque vittorie su cinque, 15 gol fatti e zero subiti, pur giocando sempre lontani dal Comunale (pardon dal "Melani"). È ormai caccia aperta alle 7 vittorie consecutive, già ottenute in serie B (1927-28, allenatore il magiaro Géra Ederly, con i grandi Pizziolo, Gambino e Barni) e dalla Pistoiese 1971-72, quella beffata nello spareggio di serie D a Firenze contro il Montevarchi (allenatore Gino Giaroli, con le bandiere Ereditieri, Breschi, Vezzosi, "Brasil" Fanucchi e l'estroso Dal Monte, recentemente scomparso). Per proseguire nella cavalcata c'è però da aggirare l'ostacolo Quarrata, una trappola che sembra messa apposta per fare da cartina di tornasole per le non celate ambizioni arancioni.  Già nella scorsa stagione i mobilieri giocarono un brutto tiro alla balbettante truppa versione Di Stefano (il cui esonero sarebbe dovuto avvenire, ahimé, in quella occasione e non dopo il disastro contro il Tuttocuoio). Il bravo Bianconi si rifece al ritorno, ma la stagione era ormai parzialmente compromessa, per concludersi nel fiele con il clamoroso furto subito dal Mosciano.  A Pistoia c'è fermento e ci si prepara a seguire in massa la squadra, con il consueto grande affetto e con entusiasmo rinnovato. Anzi, mai sopito. E che questa Pistoiese sembra in grado di risvegliare. Una trasferta con biciclette e motorini, stile tempi eroici. Quando il calcio era più bello e l'arancione faceva davvero battere il cuore ad una città intera.

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