Il Tirreno

Pistoia

«Il gol di Lisi l'emblema del gruppo»

Saverio Melegari
<b>LEALT&Agrave; AL TIMONE.</b> Ago ha fatto i complimenti al rivale Tognarelli
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LEALTÀ AL TIMONE. Ago ha fatto i complimenti al rivale Tognarelli

Agostiniani racconta: i ragazzi volevano che segnasse e si è visto che festa...

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 PISTOIA. Quando vuoi vincere un campionato e in una partita singola vai in difficoltà ma, con caparbietà, riesci a colpire chirurgicamente l'avversario e vincere, vuol dire che le qualità in quella squadra ci sono.  E' questa la fotografia della Pistoiese dopo il 3-0 rifilato alla Pro Livorno che fa tenere il passo da bulldozer agli arancioni: fino ad adesso tutti quelli che si sono fatti avanti, sono rimbalzati sul muro eretto dalla squadra di Agostiniani.  Mister, dei quindici punti ottenuti fino ad oggi quelli di Cascina sono i più sofferti. Che è successo?  «Una squadra si vede che è forte quando c'è da soffrire e riesce lo stesso a vincere: onestamente, al momento non posso chiedere di più a questi ragazzi. Stiamo giocando alla grande ed i risultati ci danno ragione».  Guardando dalla panchina il primo tempo con la Pro Livorno, però, un po' di paura di non riuscire a vincere c'era?  «Quando eravamo negli spogliatoi ho cercato di tranquillizzare i ragazzi dicendogli che, o i nostri avversari erano dei fenomeni, oppure nel secondo tempo sarebbero calati e così è stato. La vittoria con la Pro Livorno è diversa da quella di Castelnuovo perché lì avevamo di fronte undici giocatori che facevano catenaccio, mentre la squadra di Tognarelli non ha rinunciato a giocare come sa».  Per stare dietro a lei, però, ci vorrebbe un matematico. Ha cambiato schema tattico almeno dieci volte...  «E' nella mia filosofia e sarà sempre così. Siamo partiti con il 4-3-1-2 con Pieroni trequartista, passando poi per il 4-4-2 con Elmi a centrocampo e Allori in difesa. Ma la mossa decisiva è stata ad inizio ripresa con il 4-3-3 visto che Pieroni è andato in linea con gli attaccanti e si sono creati maggiori spazi».  In tutti questi cambi tattici, Strufaldi è piaciuto di più da centrale difensivo piuttosto che terzino.  «E' un giocatore duttile anche se sinceramente va detto che nel mezzo lavora molto meglio. Per fortuna che abbiamo uno come Calanchi che si adatta a qualsiasi situazione».  Quello che colpisce di questa squadra è la voglia di mandare tutti in gol: come mai?  «E' l'emblema dello spirito del nostro gruppo. I ragazzi volevano che Lisi segnasse di nuovo ed è per questo che l'ho tenuto dentro fino alla fine e, quando ce l'ha fatta, tutti gli sono saltati addosso. Con la partita chiusa era anche inutile andare a cercare il terzo gol, ma nessuno si è rilassato».  Dopo cinque giornate nella scia della Pistoiese c'è rimasto soltanto il Pisa: sarà sfida a due?  «Al momento sembra di sì e quello che colpisce sono gli otto punti di distacco della Massese che ha perso entrambi gli scontri diretti. Ed, onestamente, iniziano ad essere un po' tanti».

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