Il dolore
7 ARIEL FILLOY
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7 ARIEL FILLOY La mano è calda (3/3 da 2, 5/10 da 3 nei due match) anche perché evita forzature e tira quando deve. La sua grinta piace e i 7 recuperi in semifinale parlano più di mille parole. Soprattutto però piace perché fa il playmaker: l'attacco - a differenza dell'anno scorso - è pensato. Legge la difesa avversaria, mette in ordine i compagni. Quando esce ci se ne accorge. 6.5 JOE FORTE Quando palleggia, quando finta, quando accelera, quando si alza in sospensione è un manuale di tecnica ed eleganza. Il bottino non abbondante (12 e 14 punti) racconta due cose: che Joe sarà il sorvegliato speciale di tutte le difese del campionato (continui i raddoppi per non fargli vedere il canestro) e che è ancora un po' indietro (vedi anche 8 palle perse). Lui le sa entrambe ed è bravo a giocare per gli altri. 6 JANIS PORZINGIS Non deve fare la stella ma tanto lavoro sporco. Lui si cala nella parte (appena 9 tiri in 2 partite) e lotta, dando una bella mano anche sotto le plance dove strappa 10 rimbalzi. Esce in entrambe le gare per 5 falli (anche se con Casale sembra preso di mira dai fischietti): soffre sia Cerella, che Hickman e Pierich. Ma non si tira mai indietro.
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