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Pistoia

MORETTI

«Negli spogliatoi ho chiesto scusa alla squadra»

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 CASALE. Paolo Moretti preferisce glissare sull'episodio incriminato. Vuole godersi queste 24 ore di cose buone fatte vedere dai suoi soldati. «Sono molto soddisfatto di quello che hanno fatto i ragazzi - esordisce in sala stampa -. Abbiamo dimostrato la voglia di far bene, di essere una squadra giovane ma unita e torniamo a casa sicuramente con la convizione di essere un gruppo solido».  Un attimo di pausa, poi il coach fa un sorriso: «Peccato solo che non ci fossero i due punti in palio. Altrimenti saremmo già a due in classifica e la cosa non ci dispiacerebbe affatto».  Chiusa la parentesi si riapre quella del quinto fallo a Porzingis: ha tolto il quintetto perché non c'era più benzina oppure per la rabbia di quei fischi a senso unico?  Il coach fa un sospiro, poi dà la sua risposta: «Diciamo che ha prevalso la lucidità da parte mia. In quel momento tanti sentimenti rodevano dentro il mio stomaco. Alla fine ha prevalso la volontà di preservare la squadra in vista del campionato. Non avrei voluto che in quegli ultimi cinque minuti magari qualcuno si infortunasse». Ma la partita era ancora aperta. «Negli spogliatoi ho chiesto scusa ai ragazzi - aggiunge Moretti - Loro volevano restare in campo, credevano ancora nella vittoria. Diciamo che non ho rispettato quella che voglio sia sempre la nostra parola d'ordine, non mollare mai, fino all'ultimo. Stavolta sono io che ho deciso che dovevamo fermarci ma ho ritenuto fosse giusto così. Per questo mi sono sentito in dovere di chiedere scusa a tutti». G.C.

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