Gioco
Varnado marziano, difesa da campionato e Pistoia vola in finale
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PISTOIA: 90 - CASALPUSTERLENGO: 76 PISTOIA BASKET: Filloy 16 (2/2, 4/8), Forte 12 (3/7, 2/3), Porzingis 3 (0/4, 1/1), Toppo 16 (6/8), Varnado 23 (9/12), Berti 9 (2/2, 1/2), Fucka 11 (4/8), Marzoli (0/1 da tre), Saccaggi, Tuci. All. Moretti. ASSIGECO CASALP.: Bertolazzi 6 (0/2, 2/3), Marigney 19 (8/12, 1/5), Cerella 16 (4/8, 0/1), Boykin 12 (3/8, 0/2), Szabo 6 (2/2), Venuto 7 (2/2, 1/3), Banti 10 (2/8, 1/1), Castelli (0/1 da tre), Chiumenti, Brakus ne. All. Calvani. ARBITRI: Pascotto, Castelluccio, Quarta. NOTE: parziali 18-21, 40-37, 63-56. Tiri da 2: Pt 26/43, Ca 21/42. Tiri da 3: Pt 8/15, Ca 5/16. Tiri liberi: Pt 14/16, Ca 19/22. Rimbalzi: Pt 28 (20, 8), Ca 30 (17, 13). Palle perse: Pt 17, Ca 20. Recuperate: Pt 20, Ca 17. dall'inviato Giulio Corsi CASALE. Chi l'avrebbe mai detto? La piccola Pistoia che confeziona subito la prima sorpresa della stagione di Legadue. E invece la prima vittoria del precampionato arriva nell'unica occasione in cui i due punti finora contavano davvero: girone di qualificazizone per le finali di Coppa Italia. Stasera la seconda sfida e i biancorossi hanno incredibilmente la possibilità di volare alle final four 2011. «Se saremo eccitati e vogliosi come in semifinale potremo farcela», dice a fine gara un Moretti supersorridente. Vittoria netta, strameritata, sorpendente, che conferma la teoria estiva del coach: si può vincere anche in sette. Con una variante incredibile: in quei sette Joe Forte non è il mattatore, spesso tagliato fuori da raddoppi e difesa asfissiante messe in piedi apposta per lui, ma un attore bravissimo a far giocare i compagni e scaricare assist (5) e liberare spazi. Test probante? Sì, assolutamente sì perché Casalpusterlengo è una squadra piena di talento e perché si è visto bene che nessuno ci stava a perdere. Insomma uno spot ideale a sette giorni dal debutto in campionato anche per accendere il fuoco di una campagna abbonamenti finora stentata. Attenzione, il cartello lavori in corso è ancora appeso sulla porta degli spogliatoi biancorossi. Perché in questo sabato nel Monferrato di cose da mettere a posto se ne sono viste. A cominciare dalla prova di Fucka, ancora indietro di condizione per arrivare a quella di Forte, che braccato col fucile dai mastini di Calvani (Bertolazzi in primis) ha alternato spunti da fenomeno (firmando l'allungo decisivo a inizio ripresa e poi 5 punti a fila e 2 recuperi quando nel finale l'Assigeco si era portata a meno 8) a momenti in cui è comunque è rimasto troppo fuori dall'attacco. La prima cosa bella invece si chiama Varnado: parte con due palle perse in tre minuti ma anche con uno schiaccione in contropiede da paura. Poi con quella sua faccia da studente di college diventa padrone dell'area e alterna schiacciate in attacco e stoppate in difesa diventando un faro che accieca chiunque tenti di entrare nell'area biancorossa. Alla fine l'uomo che sogna Miami è il migliore e Szabo scompare sotto le sue chele. Le altre note liete, in sequenza veloce: la condizione di Toppo e Porzingis, l'autorità in cabina di regia di Filloy, l'utilizzo di Berti, vera chiave tattica di Pistoia, in ruolo di play guardia e ala piccola, il contributo di Marzoli. A livello di squadra l'intermittenza che si era vista finora è calata. Ma restano dei vuoti che andranno colmati. Il più grande si è visto all'inizio: in 180 secondi 5 palle perse e un rimbalzo d'attacco concesso ai lombardi, un tappeto rosso per la fuga più grande dei lodigiani (2-11). Da lì inizia il recupero, lento, della formichina biancorossa: parziale di 10-2 firmato Porzingis e Varnado e tabellone che scrive 12-13 al 6'. L'Assigeco resta avanti, Pistoia sta incollata e firma il primo sorpasso al 14': Varnado schiaccia il 26-25. I biancorossi acquistano fiducia giocando e chiudono avanti all'intervallo: 40-37. Lo strappo arriva nella ripresa e la differenza stavolta la fa la difesa biancorossa che diventa da campionato. Forte rientra dagli spogliatoi e in due minuti firma due assist a Toppo e Varnado e un contropiede dopo un recupero, e il vantaggio schizza a più 11: 50-39. Da lì la rincorsa lodigiana tenta di ricucire lo strappo ma senza esito.
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