Sicurezza
«Sette giocatori in Legadue possono bastare»
E. P.
Moretti soddisfatto. «Ma Marzoli, Saccaggi e Tuci crescano velocemente»
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PISTOIA. È soddisfatto Paolo Moretti del primo mese di lavoro del Pistoia Basket. Il gruppo sta prendendo forma, anche se in campo l'intesa tra i giocatori è intermittente. Dopo quattro settimane di allenamenti e un bel filotto di amichevoli, il coach fa il punto su cosa c'è da lavorare, suggerisce di dare il giusto credito ai numeri pre-campionato e spiega come mai ha ruotato in pratica finora sette giocatori. Allora coach, quali sono le indicazioni positive del primo mese? «Indubbiamente la grande disponibilità di tutti a dare il meglio per costruire un gruppo solido. La nostra volontà è creare un'identità difensiva indispensabile per noi e le risposte sono buone. In attacco abbiamo diversi problemi, ma un ruolo fondamentale è ricoperto dalla conoscenza tra i giocatori». Tra le note più positive, visto da dove è arrivato, c'è Janis Porzingis... «Janis ha grandi motivazioni ma aver iniziato bene non dà vantaggi sul campionato vero. È solo un buon inizio. Teniamo presente che in questo momento le caratteristiche fisiche di ogni giocatore incidono. Lui che è un'atleta, prima che un giocatore, è avvantaggiato sui tempi di recupero dai carichi pesanti della preparazione. I lunghi, per esempio, fanno più fatica. Comunque vederlo così mi fa piacere, perché il primo ad avere dei dubbi su se stesso, era proprio lui». È intraprendente in attacco ma più inserito nei giochi di squadra... «Si è calato nel ruolo che ha in questo roster. Sui ruoli io sono stato molto chiaro fin dall'inizio con i miei giocatori. Noi abbiamo due punti di riferimento offensivi: uno è Joe Forte, l'altro sono i lunghi dentro l'area. Queste sono le prime armi da sfruttare e lui si è calato nel ruolo di spalla, di aiuto». A proposito di Forte, sta iniziando ad ambientarsi... «Dobbiamo migliorare su due aspetti, sulla sua personale integrazione nella squadra e su come la squadra si deve comportare quando il suo talento "esce dalle linee" per inventare qualcosa. Deve fare un passo avanti lui e un passo avanti devono farlo i suoi compagni». Varnado sembra indietro fisicamente... «Sì, ha ancora pochi minuti di resistenza e questo incide sul suo gioco basato sulla velocità. Per questo nelle partite ma anche negli allenamenti, alterna picchi di talento assoluto e momenti in cui cammina in campo». In questi test ha ruotato soprattutto sette giocatori. Che ruolo hanno i giovani? «Era nella nostra volontà spremere il budget su sette giocatori competitivi che per me sono sufficienti per la Legadue, naturalmente se non capitano inconvenienti. Gli equilibri vanno trovati qui considerato che abbiamo puntato molto su Berti e sui tre lunghi. Marzoli, Saccaggi e Tuci devono crescere. Questo lo sapevamo da prima e stiamo lavorando per questo perché non ci devono mettere due anni ma abbiamo bisogno che ci aiutino in pochi mesi. Ma nessuno, me per primo, vuole mettergli pressione. Rientra in quello che erano le nostre previsioni».
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