Sicurezza
Maltinti e Becciani regalarono alla città brividi e emozioni
Giacomo Carobbi
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In alto i Redskins allauditorium, sopra Eugenio Capone, rimasto poi a Pistoia 4 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. All'origine di ogni grande amore c'è sempre qualcosa di magico. Tra Pistoia e la palla a spicchi c'è sempre stato qualcosa di speciale, sia negli anni d'oro della Permaflex che in quelli bui dell'anonimato, quando la romantica ostinazione di un gruppo di appassionati ha saputo tener viva la fiammella. Fino alla scintilla che trent'anni dopo farà scoppiare, stavolta irreparabilmente, l'amore tra la città e la pallacanestro. Il cuore dei pistoiesi inizia a tingersi di bianco e rosso nel 1975, quando l'Olimpia voluta da Piero Becciani e Mauro Maltinti compie il doppio salto dalla Promozione alla Serie C in soli due anni. La serie B arriva nel 1984, al termine di una serie play-off da brivido contro lo Jadran Trieste. Un traguardo, quest'ultimo, che Mauro Maltinti non è riuscito a vedere. In società rimane Roberto, a lottare e gioire sempre per due, trasmettendo a tutti una passione senza fine. Accanto a lui e a Becciani agiscono personaggi preziosi come Alfredo Piperno, Salvatore Esposito, Valente Palandri. La guida tecnica è affidata a Nicola Salerni, che due anni aggiunge un altro tassello con la conquista della B d'eccellenza. Di quella squadra rimangono i vecchi guerrieri Andrea Daviddi, Daniele Giorgi, Vittorio Giunti e Stefano Della Rosa. Confermati anche Vito Fabris e Mauro Bucciol, cui vengono affiancati i nuovi acquisti Eugenio"Gei Gei" Capone (dalla Fortitudo Bologna) Roberto "Bob" Paleari (ex Livorno e Mestre) e Sergio Biaggi (da Gorizia). Con Salerni in panchina c'è Giovanni Papini, reduce da due anni di grandi risultati sulla panchina degli Juniores. Perché sia una grande annata ci sono tutti gli ingredienti, compreso quello segreto che fa sbuffare l'intruglio nell'alambicco. Si chiama Giorgio, ma per tutti è Cofax. Intorno a lui ed al suo bar si è formato lo zoccolo duro della tifoseria che ogni domenica trasforma l'Auditorium in un autentico girone infernale. La Maltinti sfodera una partenza mostruosa: in via Panconi cadono come birilli Cremona, Brindisi e perfino il quotatissimo Fermi Perugia dei vari Pepe, Dordei, Porto e Natalini. Bottino pieno anche a Trapani e Ancona, mentre nella bolgia di Sassari arriva la prima sconfitta. Poco male, la squadra si rimette subito in moto e il girone d'andata termina con una sola sconfitta. Si arrendono nell'ordine anche la Mens Sana, Varese e Montecatini -l'unica a tenere il passo dei biancorossi- al termine di un derby capolavoro. Giornata numero 12, diretta tv. Un evento. Salerni ordina una difesa asfissiante con cui riesce a limitare l ebocche da fuoco rossoblù, mentre Giorgi è semplicemente perfetto sia in regia che a referto. Sotto le plance Giunti e Daviddi spadroneggiano, Fabris Paleari e Bucciol ribattono colpo su colpo al trio Niccolai-Boni-Maguolo. Pistoia espugna (95-81), il PalaVinci ammutolisce e i Redskins trasformano Montecatini in una piccola Rio de Janeiro. Nel ritorno, pur mantenendosi sempre in cima alla classifica, la Maltinti lascia per strada qualche punto di troppo, specie in trasferta. All'Auditorium invece passa solo la Panapesca (con 40 punti di Niccolai), ma in un momento in cui il Fermi Perugia è in pieno recupero. L'aggancio avviene la domenica successiva, con la sconfitta di Varese. Ora la paura di aver rovinato tutto è grande, diventa fondamentale vincere le due gare che rimangono per sperare nello spareggio. Contro Roma è facile, nonostante il trentello di Castellano finisce +18. Ma la notizia più bella arriva da Perugia, dove con un tiro scagliato da distanza impossibile a fil di sirena l'odiatissimo Andrea Niccolai regala i due punti a Montecatini spalancando di fatto alla Maltinti le porte della Serie A. Serve comunque una vittoria, da conquistare fuori casa contro la Teorema di Arese. Domenica 3 Maggio 1987, seicento indemoniati raggiungono l'angusta palestra brianzola con sei pullman e una carovana di auto interminabile. Dopo l'arrivo del terzo torpedone il custode dell'impianto, in evidente stato confusionale, ordina di chiudere tutte le porte rischiando il linciaggio. Al fischio d'inizio la curvina riservata ai pistoiesi è stracolma, una bomba pronta a scoppiare. Il tifo incessante spazza via il mal di trasferta dalla testa di Daviddi e compagni, che mettono in banca la vittoria infliggendo subito un break mozzafiato ai biancoverdi di casa. Il resto è una marcia trionfale fino al 40', quando i seicento si riversano in campo a godersi il sogno appena avverato.
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