Sicurezza
Nassi e Melani costruiscono il grande sogno
Giacomo Carobbi
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Marcello Melani insieme al tecnico della promozione Enzo Riccomini 4 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Ogni promessa è debito, si sa. Specialmente se ci si impegna a realizzare un'impresa così ardua da sembrare folle, e lo si fa davanti ad una città intera. Ma il Faraone quella promessa l'ha mantenuta, il 1º giugno 1980 la Pistoiese approda nell'élite del calcio facendo arrossire dalla vergogna anche il più incallito degli scettici. Così Marcello Melani salda il suo debito, e nessuno si permette di far notare che gli anni trascorsi da quella promessa sono sei e non cinque. Un dettaglio spazzato via dal delirio collettivo che esplode al fischio finale del pareggio casalingo con il Lecce, quando la "piccola Olanda", o se si preferisce la "Pistoiese dei vecchietti", come la definisce - più con affetto che con ironia - Giorgio Bubba da Genova, sale trionfalmente sul gradino più alto dell'Italia del pallone. Sono in pochi a rammentare la serie A in quel di Pistoia, mezzo secolo prima, quando sul terreno del mitico "Monteoliveto" la giovane Pistoiese si era permessa anche il lusso di rimandare battuta l'Ambrosiana di Meazza. Tutti pensano solo ai campioni odierni che sfileranno al Comunale con le maglie di Juve, Inter e Roma, ai ragazzini brillano gli occhi per le due pagine di album che dovranno riempire con le figurine degli eroi arancioni. Salvezza. La strada per la gloria però non è sempre in discesa, già dal primo anno di B c'è di che soffrire. L'impatto con la serie cadetta mette squadra e tifosi di fronte a una dura realtà. Le prime giornate del campionato 1977/78 sono un mezzo disastro, a novembre Melani e Nassi sono costretti a tappare le falle di una nave altrimenti destinata al naufragio. Agli acquisti estivi di Speggiorin, Dossena e Romei seguono gli ingaggi di Rossetti, Pogliana, Barlassina, dell'ispiratissimo Ferrari (chiuderà con 14 reti) e dell'esperto Frustalupi, ex Inter e Lazio. Bolchi lascia il posto a Enzo Riccomini, che stabilisce subito un ottimo rapporto con società e squadra. Dopo qualche mese di lavoro arrivano i frutti sperati: con un finale esaltante, sette vittorie nelle ultime undici gare, la Pistoiese rimane miracolosamente aggrappata al sogno salvezza e si presenta all'ultima di Lecce con tanto di tifosi al seguito. Romei e La Rocca, due difensori, segnano i gol decisivi. La salvezza è salutata come uno scudetto. Prove di serie A. La stagione successiva non nasce sotto i migliori auscpici, anche perché Nassi rivoluziona ancora la squadra. Restano in rosa i soli Di Chiara, Frustalupi e Borgo insieme al confermato Riccomini che viene affiancato da Lido Vieri. Arrivano Rognoni, Moscatelli, Bittolo, Arecco, Mosti, Torrisi, Saltutti, Villa e Capuzzo. La nuova Pistoiese non riscuote subito i favori di tifosi e addetti ai lavori, in realtà si è costituita l'ossatura della squadra che l'anno successivo approderà in Serie A. La coppia Rognoni-Frustalupi è una garanzia, Saltutti e Capuzzo segnano a raffica. Insomma, tutto sembra filare per il verso giusto ma un disastroso calo nel finale (un punto in quattro partite) condanna gli arancioni ad un altro anno in B. Ma la gioia è solo rimandata. Arancioni nella storia. Stagione 1979/80, il miracolo prende forma. Anche stavolta in sordina, perché Nassi lascia per approdare alla Sampdoria e la campagna acquisti non convince. L'età media si alza con gli arrivi di Marcello Lippi (dalla Sampdoria), Berni e Luppi (Genoa). Completano l'organico i giovani Salvatori, Guidolin, Cesati e Manzi. In panchina siede ancora una volta Riccomini, che ripagherà della fiducia scrivendo insieme a questo gruppo una delle più belle pagine di storia dello sport pistoiese. Riccomini si affida quasi sempre allo stesso undici, con pochi avvicendamenti: Moscatelli, Salvatori, Arecco, Mosti, Berni, Lippi, Guidolin, Frustalupi, Saltutti, Rognoni, Luppi, con capitan Borgo jolly e La Rocca, Cesati e Manzi in seconda battuta. La Pistoiese non segna moltissimo, ma il segreto è che dietro non si passa. La difesa arancione è la seconda meno battuta del torneo, e la sconfitta alla prima di Taranto è solo uno dei pochi dispiaceri per i tifosi. Solo quattro in tutto il campionato, contro dodici vittorie e ben 22 pareggi. Fa meglio solo il Como di Vierchowod e Fontolan, che però contro la Pistoiese non sfonda mai. Compreso il 25 maggio, al Sinigaglia, quando una sconfitta per gli orange potrebbe rimettere tutto in discussione. Si torna con un punto, contro il Lecce ne serve un altro per la certezza matematica della Serie A. Il primo giugno al Comunale arrivano i giallorossi pugliesi, a cui un pareggio non dispiace in chiave salvezza. Lo 0-0 accontenta tutti, Pistoia può impazzire di gioia e ringraziare per sempre Marcello Melani e la sua promessa mantenuta.
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