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Pistoia

«Aiuterò Pistoia a restare in Legadue»

«Aiuterò Pistoia a restare in Legadue»

Manca la firma, ma è raggiunto l'accordo tra la società e il capitano

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 PISTOIA. Al cuor non si comanda. E il cuore di Fiorello Toppo è totalmente biancorosso. Il capitano biancorosso infatti, dopo un periodo di sacrosanta riflessione, ha detto sì alla proposta del Pistoia Basket rinfrancando il legame al club e alla città nonostante un notevole ridimensionamento del contratto. Una scelta da libro cuore, dettata solo dal legame con la società che l'ha lanciato sui palcoscenici più alti del basket italiano e con una città di cui è un simbolo.  Sicuramente ai suoi orecchi erano arrivate offerte importanti, ma la sostanza è che lui non se n'è nemmeno curato e che rinuncerà a diversi soldini per rimanere in quella Pistoia di cui si sente un figlio adottivo.  Manca la firma sul contratto, manca la definizione di alcuni dettagli ma l'accordo c'è.  Il Pistoia Basket riparte dal suo capitano per quella che sarà una stagione di sicura sofferenza, davanti alla quale Toppo non si è tirato indietro. Anzi.  Ha scelto di rimanere e lottare per salvare il posto in una categoria che insieme a lui, Pistoia è riuscita a riconquistare faticosamente. Toppo, con meno soldi sul contratto e un'annata difficile davanti, cosa l'ha indotta a rimanere?  «Il sentirsi parte ormai di questa società e della città.  Vivo qui da vari anni, qui ci sono affetti e amici e sento la volontà di far qualcosa per questa comunità anche per il futuro.  Per questo da parte mia c'è stata dall'inizio la disponibilità a continuare il rapporto con Pistoia anche in una situazione difficile come quella che si prospetta l'anno prossimo».  30 anni da poco compiuti e sei stagioni in biancorosso. Verrebbe da dire che nello sport, esistono ancora le bandiere...  Questo per me è un grosso stimolo. Nella mia scelta ha influito tanto l'aspetto emotivo, il legame e l'affetto dei tifosi nei miei confronti e la passione che questa città ha per la pallacanestro.  Con lei, Pistoia tre anni fa riconquistò la Legadue. Si può dire che è rimasto qui per aiutarla a non perderla?  Certo. Quella della prossima stagione per noi sarà una grande sfida, perché con un budget ridotto dovremo farci valere in un campionato sempre difficile com'è stato negli ultimi anni la Legadue.  Ma questa sfida sarà anche un motore, una spinta in più per riuscire a far bene. E questo non mi spaventa.  A livello personale, uno stimolo può essere riscattare un'annata con pochi squilli come quella dell'anno scorso?  Far parte di una squadra ambiziosa, porta a una riduzione delle ambizioni personali. La cosa primaria è lavorare per la squadra e questo è quello che è avvenuto per tutti l'anno scorso.  Ci siamo messi a disposizione del gruppo. Quest'anno il numero dei giocatori, per forza di cose, sarà minore e sarà importante che soprattutto quelli principali diano il massimo.  Dopo tanti giorni di silenzio, la squadra riparte da lei. Che consigli dà per la formazione del resto del gruppo?  L'importante sarà costruire una squadra combattiva, con giocatori ambiziosi. Una squadra che cresca nell'arco della stagione e aumenti la qualità gara dopo gara per essere sempre più competitivi.  Finora si parla più di esclusioni e di ripescaggi che di mercato. Che Legadue sarà?  Penso che ci saranno sono 6-7 squadre che spenderanno più delle altre. Per il resto ci sarà molto equilibrio e più che i soldi spesi, conteranno le motivazioni. E noi ci faremo trovare pronti.

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di Redazione web