Il Tirreno

Pistoia

«Serie A in 5 anni» Inizia la scalata di Marcello Melani

Giacomo Carobbi
In alto la formazione che iniziò il campionato di serie C 1976-77 Sopra il libero Luciano Menconi
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In alto la formazione che iniziò il campionato di serie C 1976-77 Sopra il libero Luciano Menconi

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 PISTOIA. Dici "Faraone", e i brividi iniziano a correre lungo la schiena di ogni calciofilo pistoiese che si rispetti, specie se provvisto di opportuna carta d'identità nonché di certificata militanza sui gradoni di un Comunale magicamente stracolmo ogni domenica.  Ed è senza dubbio il colpo d'occhio dello stadio che trent'anni dopo porterà il suo nome a rappresentare l'immagine più nitida della grande passione che in breve tempo il neo presidente Marcello Melani ha saputo accendere tra gli sportivi, contagiando la città intera.  Siamo nel 1974, Melani decide di lasciare l'Unione Valdinievole per dedicarsi a tempo pieno alla causa arancione. La Pistoiese si arrabatta da qualche stagione in Serie D, i fasti della cadetteria sono ormai un ricordo sbiadito nel tempo. Ma i sogni del nuovo presidente vanno ben oltre la B, vuole - proclama - la serie A in cinque anni. Qualcuno ironizza sulla presunta megalomia di Melani. Ma lui ci crede, fermamente: lo confermano gli amici di allora, lo ribadiscono a serie A raggiunta.  Alla serie A ovviamente non ci pensa nessuno, gli avversari più temuti si chiamano Rondinella e Aglianese, ma intanto nel maggio'75 la Pistoiese stravince il campionato e ritorna in C: il primo passettino è fatto. La stagione successiva è di assestamento, gli arancioni chiudono a metà classifica ma il Faraone ha già in mente le mosse per trasformare una promessa bizzarra in una meravigliosa profezia.  RIVOLUZIONE. La vera svolta arriva nell'estate del 1976, quando Melani si inventa uno staff tecnico nuovo di zecca per affrontare da protagonista la stagione che viene. A ricoprire la carica di direttore sportivo viene chiamato Claudio Nassi, mentre dietro la scrivania si sistema il segretario Giovanni Mineo. La panchina è affidata a Bruno Bolchi, già alla guida della squadra qualche anno prima. La campagna acquisti è scoppiettante, sono in pochi a restare in arancione: Crema, Settini, Brio, Menconi, Ottonello, Gattelli e Paesano. I nuovi arrivi: dall'Inter viene prelevato il titolatissimo portierone Lido Vieri, dalla Lazio Borgo e Di Chiara, dal Perugia Picella. E poi Dalle Vedove, Luzi, Panozzo, Palilla, La Rocca.  INIZIA LA SCALATA. L'inizio non è dei più esaltanti. Gli arancioni tornano dalla trasferta di Ancona con un passivo secco di 2-0, poi due pareggi. Il primo in casa con lo Spezia, il secondo in rimonta a Giulianova (2-2, gol di Gattelli e Brio). Lucchese, Reggiana e Parma sembrano già irraggiungibili, ma alla quarta giornata con il gol che stende il Grosseto, bomber Gattelli (chiuderà con 12 reti) suona le prime battute di un'autentica marcia trionfale, costellata di 21 vittorie e solo 5 sconfitte. L'accelerata decisiva arriva comunque nel girone di ritorno, quando gara dopo gara la Pistoiese spegne le speranze di Reggiana, Spezia, Lucchese, Pisa, Siena e Giulianova. Ultimo baluardo, il Parma. A sei gare dal termine gli emiliani inseguono a quattro punti, i supporters arancioni invadono Arezzo ma la squadra dell'ex mister Ballacci vince. Il Parma intanto si prende due punti a La Spezia, rimettendo tutto in gioco.  GIALLO. A far perdere il sonno ai tifosi ci si mette anche il misterioso telefonista lucchese che un paio di settimane prima, forse divorato dall'invidia per le vittorie arancioni, aveva tentato di mettere nei guai la Pistoiese e Marcello Melani. Spacciandosi per un suo portavoce, aveva chiamato il presidente della Lucchese Gemignani avanzando una cospicua offerta per aggiustare il risultato del Porta Elisa. Per fortuna dopo una decina di giorni il maldestro cospiratore (tale Sergio Bongianni) viene smascherato, pian piano le polemiche si spengono e la provvidenziale vittoria sulla Reggiana (3-1 di Luzi, Dalle Vedove e Panozzo) rimette la stagione sui binari giusti. Inoltre il Parma ci mette del suo pareggiando in casa contro il Siena, ma tre punti di vantaggio e quattro partite da giocare non danno la tranquillità. Per giunta sette giorni dopo c'è la sfida proprio con i bianco-crociati, vietato fallire.  IL MATCH-CLOU. 22 Maggio 1976. Il Comunale è un'autentica bolgia, sedicimila paganti (senza la curva Nord!) fanno da giusta cornice alla partita che può decidere la stagione. Arbitra un giovane Carlo Longhi. Gli arancioni comandano il gioco ma Benevelli para tutto e si va al riposo sullo 0-0. Nella ripresa gli emiliani sembrano prendere fiducia, ma al 17' Picella entra a pieno titolo nella storia della Pistoiese con quel piazzato velenoso che scardina la porta ospite e regala alla Pistoiese i due punti decisivi per la promozione in serie B. Che, matematicamente, arriva la domenica successiva a Teramo dove gli arancioni passano grazie al settimo gol di Panozzo. Tre anni, due promozioni. Stai a vedere che il Faraone...

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di Redazione web