Montale rende omaggio a Paolo Perugi
Saverio Melegari
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Paolo Perugi Sarà intitolato al calciatore scomparso il campo parrocchiale
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MONTALE. Del calcio ne aveva fatto la sua professione, ma mai si è dimenticato da dove è partito. E tutti, a Montale e non solo, ricordano la sua passione e la sua umanità. Domani sarà ricordato così Paolo Perugi, a sei mesi dalla sua prematura scomparsa per una malattia che se lo è portato via troppo presto, a 44 anni. A lui, infatti, sarà intitolato il campo "Parrocchiale" di Montale, ed il suo nome comparirà anche nella scuola calcio della Polisportiva 90, come riconoscimento ad una persona che, dopo aver concluso la sua esperienza nel mondo del calcio professionistico, è tornato alle origini aiutando quelli che per lui sono stati gli amici di sempre. Il programma della giornata di domani prevede, alle ore 11, la Santa Messa, celebrata proprio all'interno dello stesso campo sportivo dal proposto di Montale, monsignor Paolo Firindelli. Al termine della celebrazione, intorno alle ore 12, si svolgerà la cerimonia ufficiale di affissione delle targhe, seguita dalla loro benedizione. L'appendice finale sarà alle 15.30, con l'incontro di calcio fra i ragazzi classe 1998 e 1999 della Polisportiva 90 e dell'As Roma. Un incontro scaturito dalla collaborazione sempre più stretta a livello giovanile fra le due società. Paolo Perugi ha lasciato un vuoto incolmabile sia all'interno della propria famiglia - soprattutto nei cuori della moglie Stefania e dei figli Simone e Leonardo - ma anche nel mondo calcistico pistoiese. Era cresciuto con la maglia arancione cucita addosso, disputando intorno alla metà degli anni Ottanta tre campionati consecutivi fra serie B, C1 e C2, e collezionando 65 presenze e tre reti. Dopo la prima parentesi con la Pistoiese, Perugi si trasferì per due stagioni alla Reggiana, dove conobbe proprio la moglie Stefania prima di approdare alla Fiorentina: con la maglia viola, Paolino ha giocato anche tre gare in serie A. Dopo Firenze tornò a Reggio Emilia, prima di vestire le maglie di Monza, Alessandria e Torres Sassari. Nella stagione 1997/98 si riavvicinò a casa tornando a vestire quei gloriosi colori arancioni che lo avevano lanciato nel calcio professionistico e fu tra i protagonisti della cavalcata in serie B nella Pistoiese di Andrea Agostinelli. Oramai era cresciuto e voleva stare vicino a casa, quindi per due anni vestì il neroverde dell'Aglianese, prima di chiudere la carriera fra Versilia, Colligiana e Montemurlo in Eccellenza. Finita l'avventura con il calcio di un certo livello, aveva continuato fra gli amatori prima di diventare allenatore di settori giovanili di prestigio come quello della Lucchese, del Jolly Montemurlo chiudendo proprio con il "suo" Montale. La malattia, purtroppo, ce l'ha portato via troppo presto e domani sarà ricordato come merita.
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