Sicurezza
«Difficile dare la sufficienza alla squadra»
Il vicepresidente Caso: l'anno scorso il risultato fu peggiore ma io sono molto più deluso ora
5 MINUTI DI LETTURA
Antonio Caso, qual è la sua valutazione di questa stagione? «Mi aspettavo molto di più. Non di vincere il campionato, attenzione. Ma ero ben consapevole che avevamo una squadra importante. Eppure dal 20 dicembre non abbiamo più vinto una partita in trasferta. Credo che nei singoli avessimo molta qualità ma come gruppo, il potenziale non è venuto fuori». Partiamo con la fine della stagione: quanto credeva in questa serie playoff? «Ci credevo molto, nonostante tutto, perché Sassari aveva cinque-giocatori-cinque e lo dico con tutto il rispetto per i nostri avversari. Nelle ultime sei gare di regular season avevano mostrato proprio poco e noi potevamo raccogliere di più. Invece abbiamo continuato con lo stesso copione. Partite perse di 30 fuori casa e vinte in casa agevolmente: alla fine non si è capito bene che tipo di squadra eravamo». Sintetizzando le parole in un voto, quanto darebbe alla Carmatic di questa stagione? «Personalmente - ma forse parlo più da tifoso in questo caso - la sufficienza è difficile darla. Abbiamo fatto tutto e il contrario di tutto. Nelle mie aspettative vorrei vedere sempre una squadra che lotta in ogni gara, su ogni pallone, fino alla fine e questo non è successo. È il rammarico più grosso, più dei risultati, perché nessuno ha mai pensato che potessimo arrivare alla promozione». Insomma è stata una stagione opaca rispetto agli obiettivi che c'erano? «Facciamo un confronto con l'anno scorso, dove arrivammo alla salvezza tribolata. Quest'anno abbiamo sicuramente vinto più partite e sulla carta abbiamo fatto meglio ma io invece sono molto più deluso perché la squadra in molte gare non ha giocato». A fine stagione, si sarà fatto un'idea sulla causa di questo insuccesso? «Stiamo parlando di bravi ragazzi a cui non mancano le qualità tecniche. Penso che il motivo alla base è che invece sia mancato carattere e cattiveria agonistica». Ripensando all'assetto della squadra, si può parlare di alcune scelte poco azzeccate, soprattutto nel mercato estivo? «Con questo risultato, per quello che si è fatto vedere, gli errori ci sono sicuramente stati. Noi come società abbiamo sempre cercato di correre ai ripari in qualsiasi situazione. E voglio sottolineare che l'acquisto di Fucka è stato sicuramente molto positivo per tutti. È un giocatore che ci ha dato quel qualcosa in più e che ci ha aiutato tantissimo. Quel qualcosa in più che invece è mancato a livello di gruppo». Come giudica la stagione di coach Moretti? «Se non si raccolgono certi risultati la colpa va divisa in tutte le componenti. Coach e società compresi e come vicepresidente mi ci metto per primo. Ma sono convinto che Moretti ha sempre preparato tutte le gare al meglio, sia in casa che fuori. Poi in campo ci vanno i giocatori». I ritocchi sono stati tanti: da Ringstrom a Fucka all'enigma Hafnar. Premesso che Fucka è stato un regalo che ha ripagato le attese e che in molti giustamente blinderebbero per il futuro, a livello societario e quindi economico che campionato è stato? «Travagliato, per molti motivi. La spesa è stata ingente come l'anno scorso. C'è da dire che sono costi che per fare un campionato di Legadue, vanno messi in conto. Ora tireremo le somme, sapendo che ci dovremo dare da fare per ripianare i conti di un'annata che si sperava fruttasse di più in tutti i sensi». Si riferisce al pubblico e agli incassi della domenica? «No, dico questo evidenziando come il pubblico invece abbia dato una buona risposta costante». Allora il riferimento è a eventuali nuove sponsorizzazioni? «Sì, quelli che ci sono oggi, sono tutti sponsor che mettono i loro soldi soprattutto per questione di cuore. Ma tutti gli anni, speriamo che si avvicinino anche altre figure e i risultati in questo senso contano molto». Fin dalla scorsa estate, la famiglia Carrara aveva annunciato la volontà di fare un passo indietro nell'impegno come sponsor principale. Che succederà? «Io sono sicuro che in un modo o nell'altro la famiglia Carrara rimarrà al nostro fianco. E questo è molto importante per noi». L'impegno di Antonio Caso per il futuro invece rimane lo stesso? «Rimane lo stesso anche se per come è strutturata la nostra società, non ha senso Antonio Caso senza gli altri membri del consiglio e non hanno senso gli altri, senza Caso. O si va avanti tutti insieme o non si va, perché reggere a questi livelli non è facile se non siamo in tanti». Le prossime scadenze societarie quali sono? «Ci prendiamo un mese per chiudere il bilancio e iniziare a programmare il futuro». In questo lasso di tempo, è verosimile pensare che almeno la questione coach sarà chiarita? «Penso proprio di sì, è una questione di cui decideremo a breve». Elisa Pacini PISTOIA. Non ha mai fatto sconti durante l'anno e non li fa nemmeno alla fine della stagione, Antonio Caso su una Carmatic che nei playoff ha confermato di non esser mai diventata veramente grande. E che, come dice il vicepresidente biancorosso, «non ha risposto alle aspettative societarie». Il punto chiave da cui partire nell'analisi della stagione, per una degli uomini protagonisti della rinascita del basket a Pistoia, è proprio il risultato deludente rispetto all'obiettivo che la società si era data, ancor di più con i vari ritocchi di mercato. Una valutazione molto positiva è invece quella che il vicepresidente Caso riserva alla stagione di Gregor Fucka, scommessa vinta dalla società e dallo stesso Moretti che ha avuto il grande merito di convincerlo a venire a Pistoia. Da queste analisi si ripartirà per la programmazione futura, che passa obbligatoriamente dalla chiusura dei conti di quest'anno e dalla disponibilità della prossima stagione. Caso non nasconde le difficoltà ma nemmeno la voglia del consiglio di continuare a lavorare nel futuro con il nodo allenatore e quindi la posizione di Paolo Moretti, che si scioglierà a breve. E.P.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google