Sicurezza
La scelta di Moretti: «Non volevo rischiare il terzo fallo di Slay»
Elisa Pacini
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CAMPIONE. Fucka ha fatto capire a tutti cosa significa essere campione 3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. È senza voce, stremato, Paolo Moretti alla fine della battaglia. Una battaglia che la Carmatic ha combattuto fino all'ultimo ma ha perso. Il coach biancorosso arriva in sala stampa dopo aver parlato 10 minuti con i suoi giocatori nello spogliatoio. «Il saluto negli spogliatoi con i giocatori - dice Moretti - è stato commovente. C'erano giocatori in lacrime, i due americani hanno chiesto scusa ai compagni. Slay per alcuni tiri sbagliati, Skinn perché non ha potuto dare il meglio a causa di una pubalgia che da settimane non gli dà tregua. Li ho ringraziati perché hanno sputato sangue. Naturalmente siamo delusi per la sconfitta ma usciamo a testa alta da questi playoff, con i ragazzi che hanno dato tutto in campo. Con loro ringrazio il nostro presidente, tutta la società, tutto il mio staff e questo stupendo pubblico». Moretti è un fiume in piena. Le emozioni della gara sono tutte ancora lì. «È stata una partita intensa - continua il coach - appassionante, decisa al fotofinish come mi aspettavo. Le energie erano poche, noi abbiamo speso molto in gara-tre e loro hanno aumentato un po' il ritmo. La gara si è risolta su episodi decisivi. Penso che Sassari abbia dimostrato di avere qualcosa in più ma, la sconfitta non toglie nulla alla nostra stagione molto positiva». Tra la sconfitta pistoiese e la vittoria sarda di gara-quattro, ci sono solo i dettagli. E quando l'adrenalina inizia a calare Moretti, li mette tutti in fila. Da quelli "interni" a casa Carmatic, spiegando la scelta di giocare il primo tempo senza Slay, fino ad alcune decisioni arbitrali che non l'hanno convinto. «Nei primi 20' - spiega il coach biancorosso - abbiamo potuto usare Slay solo 5' e questo ci ha costretto a cambiare il piano gara, chiedendo più minuti a Skinn e Fucka. Non ho voluto rischiare il terzo fallo di Tamar, in una gara che era equilibrata». «C'è il rammarico di una rimessa andata male nel finale - continua Moretti analizzando l'ultimo minuto di gioco dove Pistoia era tornata sul -1 con una rimonta dal -10 - di cui mi assumo la responsabilità anche se avevo preparato nel time out una rimessa laterale. Invece non ho capito perché se l'infrazione di piede è stata commessa davanti alla panchina di Sassari, gli arbitri abbiano fatto ripartire con una rimessa da fondo. In quei momenti poi il signor Vicino di Bologna si è inventato due falli che hanno regalato a Kemp e Rowe quattro liberi». Moretti è chiaro sui dubbi arbitrali lasciati da gara-quattro, quanto sulla valutazione dell'intera serie. Anche se quella gara-uno, brucia ancora e Moretti ammette che l'unico rimpianto è solo lì. «La serie ha detto che Sassari ha fatto qualcosa più di noi - dice Moretti - personalità di alcuni giocatori eccellenti, capacità di leggere le situazioni. Ci sono state due gare nette e due gare combattute, la prima e questa. Il rammarico è in quei 7' della prima partita, dove i nostri avversari hanno ritrovato fiducia».
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