Sicurezza
Spignana e San Marcello nelle due caselle delle retrocesse: manca la maturità per fare calcio a livello regionale
L'annata maledetta delle due montane di Seconda
Alessandro Sisi
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RETROCESSE Spignana Maresca e (a destra) San Marcello: le due cugine hanno salutato la Seconda Categoria Lanno prossimo se la vedranno tra le altre con Ciregliese e Liga Deportiva in una Terza sempre più montana 3 MINUTI DI LETTURA
SAN MARCELLO. È finita nel peggior modo possibile l'avventura in Seconda categoria delle due squadre montane. Il San Marcello e lo Spignana Maresca sono retrocesse e la prossima stagione torneranno a far compagnia alla Liga Deportiva di Bardalone e alla Ciregliese in Terza. Ma quello che più salta agli occhi è stata l'incapacità di reggere una categoria che sulla carta non era così proibitiva. Ma probabilmente il movimento calcistico della montagna pistoiese non è ancora maturo per affrontare un campionato regionale. Dispiace, perché i due team hanno un seguito di pubblico che spesso non si vede neanche in categorie superiori. Vicende diverse per le due formazioni. Lo Spignana Maresca dopo tre stagioni ai vertici in Terza categoria aveva finalmente ottenuto nella passata stagione la promozione in Seconda. «Se ce l'ha fatta il San Marcello ci si deve fare anche noi», era il pensiero comune e tentare l'avventura era umanamente comprensibile. Discorso opposto invece per i gialloblu del capoluogo. Per il team del presidente Guerrini era il secondo anno consecutivo nel torneo regionale e la rosa a disposizione era di tutto rispetto, ma da gennaio in poi tutti hanno misteriosamente tirato i remi in barca e l'ultimo posto nel girone non ha sorpreso nessuno. Entrambe le rose in realtà erano sembrate all'altezza, con molti giocatori di esperienza provenienti dall'Appennino, ma presto hanno perso il passo e non si sono adeguati ai ritmi della Seconda, dove conta molto l'agonismo piuttosto che tirare di fioretto. Se per lo Spignana Maresca il campionato è stato vissuto tutto nella zona calda e dopo le sconfitte non c'erano drammi né crisi di identità, il San Marcello invece dopo un girone di andata a metà classifica si è disunito, ha letteralmente mollato sia a livello mentale, tecnico e dirigenziale, il pubblico non ha più seguito la squadra anche quando ha giocato alcune gare in esilio a Cutigliano. Quello è stato il segno della resa. Per il team presieduto da Fabio Biondi invece è mancata anche la fortuna, perché fino a 10' dalla fine nello spareggio playout contro la Vergine la squadra era ancora in Seconda, i ragazzi di Rosati non si sono mai arresi e solo per colpa di una grave distrazione difensiva è arrivata la mazzata. «Siamo retrocessi per inesperienza e sfortuna - ammette il presidente Biondi - ma nessun dramma, ci abbiamo provato e ora si riparte dalla Terza categoria con il blocco dei ragazzi montani». «Voglio ringraziare tutti, è andata male ma questo è anche il calcio. Il San Marcello era costruito per rimanere in categoria - racconta sull'altro fronte il presidente Guerrini - la società non è intervenuta in maniera drastica durante la stagione, qualcuno ha mollato troppo presto e la squadra che rifaremo, dopo aver sentito i giocatori, deve mantenere gli impegni fino in fondo».
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