La protesta
Il salvatore della Pistoiese racconta quel tiro: «Ho colpito bene. Ora dobbiamo aggiustare le cose dietro»
«La maglia in tribuna? Non volevo»
Saverio Melegari
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FEELING. La Pistoiese sta tornando davvero la squadra della città. Anche in Eccellenza Giunta: dopo un gol così mi è venuto istintivo togliermela per festeggiare
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PISTOIA. Di fronte ad una prodezza del genere, tutto passa in secondo piano. Anche quello che è andato storto nell'andata del quarto di finale playoff contro la Castelnuovese. Al 93', quando tutto sembrava perduto, un bolide di esterno destro di Marco Giunta da venticinque metri ha fatto secco il portiere avversario Brandi ed ha regalato un preziosissimo 2-2 alla Pistoiese. Un Giunta che ha liberato tutta la sua gioia scaraventando la propria maglia addirittura in tribuna, ma non per qualche rivincita nei confronti di qualcuno. «Il gol è arrivato con un gesto istintivo - spiega la mezzapunta arancione - l'ho colpita bene e per come si era messa la partita vuol dire tanto. Quando fai gol del genere, capita che anche l'esultanza sia diversa dal solito ma non l'ho fatto apposta di gettare la maglia in tribuna: mi era già capitato a Viareggio ma, siccome c'era la pista di atletica, era rimasta in campo. E poi non me la volevano ridare. Ma non c'era nessuna polemica. Fisicamente adesso sto bene e aspetto il momento giusto per mettermi in mostra, anche perché la squadra fino ad adesso ha fatto bene ed il mister giustamente ha confermato gli stessi undici scesi in campo contro il Montemurlo. Ma se devo esser utile e decisivo per quindici minuti va bene lo stesso». Sulla prestazione della squadra, invece, c'è qualche dubbio in più perché se l'inizio era stato entusiasmante con il gol di Rojas, c'è stata almeno un ora in cui la Castelnuovese ha fatto valere la propria forza e, per poco, non le riusciva anche il colpaccio di prendersi lo scalpo arancione. E la difesa ha fatto di nuovo acqua, anche se il centrocampista arancione non è dello stesso avviso. «Sul primo gol - spiega Giunta - c'è stata un po' di disattenzione perché loro hanno rimesso in maniera veloce, Olivieri era troppo alto per difendere su chi riceveva palla, i centrali per un attimo non hanno guardato l'azione ed è arrivato il gol. Il 2-1, invece, è arrivato su di una punizione che è stata invertita perché il fallo era stato commesso su Calanchi e non da lui, invece l'arbitro ha visto diversamente e Rigucci ha piazzato la botta. Per il resto, purtroppo, si è verificata ancora la nostra maggiore pecca: quando smettiamo di giocare, andiamo in difficoltà». Adesso c'è una settimana per preparare al meglio la sfida di ritorno che sarà senz'altro insidiosa visto che la squadra di Beltrami non ha nulla da perdere e venderà carissima la pelle. «Dovremo disporci come nei primi minuti di San Giovanni - conclude Marco Giunta - e cercare subito il gol perché poi loro sono bravi dal punto di vista fisico e non si può pensare solo a difenderci, anche perché non rientra nelle nostre caratteristiche. E' bene essere pericolosi, però non si può lasciare spazio al loro contropiede».
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