La protesta
Moretti ci crede: abbiamo dimostrato che sono alla portata
Elisa Pacini
◗
SOTTO TONO. Domenica senza picchi per SuperTamarSlay 3 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Il primo round della sfida è andato a Sassari. Ma la guerra non è finita e Pistoia deve già gioco- forza guardare al futuro. In un match fatto di break da una parte e dall'altra, quello decisivo sembrava proprio essere il 20-9 firmato da Pistoia per tornare in gara dal -17. Poi cosa è successo? Per Paolo Moretti decisiva è stata la botta mentale del vantaggio mancato che in pochi minuti ha rivitalizzato Sassari. «Quando fai una rincorsa come abbiamo fatto nel terzo quarto - dice il coach della Carmatic - spendi molte energie mentali. Se fossimo riusciti lì, sul 72-72, a mettere la testa avanti, li avremmo messi in condizioni psicologiche difficili. Invece con un paio di azioni nostre storte, la tripla di Ringstrom e l'alley hoop di Casini, non ci siamo riusciti. Peccato perchè potevamo arrivare punto a punto fino alla fine». La rimonta pistoiese aveva evidenziato i limiti di un Banco non insuperabile a cui Pistoia però non è riuscita a dare il colpo del ko. «È stata una partita intesa ed equilibrata - continua Moretti - nel primo quarto siamo partiti forte poi loro sono rientrati e nel secondo tempino hanno fatto un piccolo break che è stato dannoso emotivamente per noi. Ma siamo stati bravi a rientrare nel terzo quarto con una reazione straordinaria e abbiamo pagato il non esser riusciti a passare in vantaggio». Guardando tutta la gara, Pistoia non ha sfruttato quella che era la sua carta in più e ha invece subito pesantemente a rimbalzo. «È stata sicuramente una delle chiavi - dice Moretti - non tanto per il dato statistico dei rimbalzi ma per il numero di secondi tiri e liberi in più che Sassari ha avuto». Su questo pesa la serata no dei lunghi. La Carmatic ha ricucito il gap con un quintetto anomalo, in larga parte con gli uomini partiti dalla panchina (Berti, Infanti) con i soli Casini e Canavesi dello starting five. «Abbiamo cavalcato il quintetto che stava andando bene - spiega Moretti togliendo i dubbi su eventuali problemi fisici di Slay rimasto a sedere per larghi tratti della ripresa - e in questo non c'erano né Slay, né Skinn, né Fucka. Poi sul parziale di 4-0 di Sassari (firmato Kemp su due palle perse pistoiesi, ndr) ho deciso di rimettere i coltelli lunghi per cambiare l'inerzia». Così però non è stato. «Slay e Fucka non sono venuti fuori come ci aspettavamo - dice Moretti -, mentre Skinn a mio parere ha giocato un primo tempo di livello altissimo. Poi abbiamo cavalcato i giocatori della rimonta. Ma gara-due gli darà possibilità di rifarsi». La Carmatic non può far altro che guardare al futuro. E Moretti ha ribadito ai suoi ragazzi la sua fiducia in questa serie. «I ragazzi - conclude il coach della Carmatic - erano molto dispiaciuti ma ho detto loro che dobbiamo prendere questa gara come un'iniezione di fiducia perché ci siamo resi conto che davanti abbiamo un avversario alla nostra portata».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
