Il Tirreno

Pistoia

L’ex coach biancorosso si sbilancia: Pistoia ha le caratteristiche fisiche e tecniche per l’impresa

«Carmatic, puoi andare in A1»

Saverio Melegari
<b>MISTER LEGA2.</b> Maurizio Lasi &egrave; rimasto nei cuori di moltissimi tifosi biancorossi dopo aver riportato Pistoia nel basket prof Secondo il coach di Imola la Carmatic pu&ograve; recitare un ruolo da protagonista in questi playoff
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MISTER LEGA2. Maurizio Lasi è rimasto nei cuori di moltissimi tifosi biancorossi dopo aver riportato Pistoia nel basket prof Secondo il coach di Imola la Carmatic può recitare un ruolo da protagonista in questi playoff

Maurizio Lasi: gara-uno a Sassari è la partita fondamentale

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 PISTOIA. In tempi in cui trovare stabilità nel mondo del lavoro è un po' come seguire una chimera, c'è chi all'indomani della fine della stagione regolare di LegaDue si è già assicurato il futuro. È Maurizio Lasi, il coach del ritorno di Pistoia tra i grandi del basket, uno che dalle parti del PalaFermi è ancora ricordato con tanto affetto dalla stragrande maggioranza del pubblico. Lasi quest'anno è riuscito a salvare con largo anticipo l'Aget Imola e lo scorso lunedì è stato riconfermato - primo coach in tutta la LegaDue - per la prossima stagione, assieme ad un pezzo da novanta come Trent Whiting. Ma il parere dell'ex condottiero di Pistoia è utile per capire quello che potrà succedere alla Carmatic nei playoff.  Coach, partiamo da lei. Appena finito il campionato e già riconfermato sulla panchina di Imola. Quanta soddisfazione c'è?  «Non posso che essere contento del fatto che la società ha voluto continuare con me e con Whiting. Qua sto bene, così come la mia famiglia. Abbiamo chiuso a 28 punti, raggiungendo l'obiettivo della salvezza con largo anticipo nonostante il budget ristretto, ma c'è anche il rammarico di aver perso contro Vigevano in una delle due occasioni nelle quali ha schierato Joel Salvi. Altrimenti ai playoff c'eravamo anche noi».  Veniamo a Pistoia. Intanto una curiosità: visto che lei è in vacanza, farà una capatina dalle parti del PalaFermi?  «Ci sto seriamente pensando, vorrei esserci per gara tre. Se non ce la faccio, spero che ci sia gara quattro, lì non mancherò di sicuro».  Come giudica la stagione della Carmatic fino a questo momento?  «Pistoia era partita con l'obiettivo di salvarsi, poi ha cambiato in corso d'opera. Onestamente, in un certo momento della stagione con Fucka e Ringstrom inseriti totalmente nella squadra mi aspettavo qualcosa di più, anche se in un campionato equilibrato come quello di quest'anno si può dire poco visto che ci sono solo sei punti fra la seconda e l'ottava».  Da domani si riparte 0-0. Che playoff potrà disputare la Carmatic?  «Nelle ultime giornate ho notato che chi ha lottato per il vertice durante l'arco della stagione adesso sembra in calo e la Carmatic ha le qualità tecniche e fisiche per ambire a qualcosa di importante. Non voglio gufare, ma secondo me ce la può fare ad arrivare in finale e, se avrà eliminato Casale Monferrato, può andare anche in A1».  Nel girone di ritorno, però, questa Carmatic ha sofferto di "mal di trasferta" e, onestamente, ci ricorda anche un'altra Pistoia, quella di due anni fa con Maurizio Lasi in panchina. Lei che ne dice?  «La qualità di quella squadra era completamente diversa da questa perché lì raggiungere i playoff fu un mezzo miracolo. Il girone di ritorno è sempre così, vincere in trasferta diventa difficile perché tutti vogliono migliorarsi e spesso si trovano squadre che hanno cambiato completamente faccia rispetto a qualche mese prima. Anche Pistoia ha cambiato in corsa, cosa che due anni fa non successe. Per fortuna che quando si gioca al PalaFermi c'è sempre una forza trainante che è il pubblico e chi va in campo lo sente».  E del Banco di Sardegna cosa ci dice?  «Per capire da quale parte andrà la serie sarà determinante gara uno perché Sassari arriva da sei sconfitte consecutive, il ko casalingo con Latina è stato senz'altro pesante e questi risultati danno una chance in più a Pistoia. Se il Banco vincesse gara uno acquisirebbe delle sicurezze che potrebbero essere determinanti. La Carmatic dovrà essere brava ad impedirglielo».  Gli altri quarti come li vede?  «Veroli-Scafati è la sfida più incerta perché la Bialetti è la mina vagante dei playoff, mentre Veroli è la più forte, può contare sul fattore campo e soprattutto su un Rosselli in più rispetto all'anno scorso. Fra Reggio e Vigevano passerà senz'altro la Trenkwalder anche se Ramagli dovrà essere bravo ad inserire in breve tempo Ibarra e Kieza. In Casale-Udine sono leggermente favoriti i piemontesi».

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