Il Tirreno

Pistoia

«Noi penalizzati dagli infortuni»

Elisa Pacini /  
L’applauso dell’airone al pubblico di Pistoia
◗
L’applauso dell’airone al pubblico di Pistoia

Moretti promuove la sua Carmatic: è stata una regular season da 7

4 MINUTI DI LETTURA





 PISTOIA. Il lavoro con la squadra riparte oggi, ma Paolo Moretti già da ieri mattina si è chiuso col suo staff nello studio del PalaFermi per preparare la prima sfida playoff in Sardegna. Una fase «bellissima da giocare per tutti noi», dice il coach. Da giocare al massimo, e quindi in netta controtendenza dalle ultime trasferte, aggiungiamo noi. Anche se l'ultima tappa di regular season contro Udine ha lasciato più di qualche indicazione positiva.  Allora Moretti, Pistoia arriva ai playoff con 16 successi e 14 ko. Che giudizio dà del cammino della Carmatic durante la stagione regolare?  «Il giudizio è estremamente positivo. Di più non era possibile perché se le potenzialità c'erano non dobbiamo dimenticare che gli infortuni ci hanno pesantemente condizionato».  Dunque che voto darebbe ai suoi uomini?  «Sette. Senza dubbio. È un voto in più della sufficienza ampia, per quello che abbiamo fatto in un certo periodo dell'anno».  Sta imputando agli infortuni i momenti di down che la squadra ha vissuto, soprattutto nel girone di ritorno?  «Senza Ringstrom e Slay, in alcune gare abbiamo giocato bene ma abbiamo perso. Dopo il loro rientro, ci abbiamo messo un po' a ritrovare gli equilibri. Poi c'è stato l'infortunio di Toppo, giocatore decisivo per l'amalgama di squadra. Questo non ci ha permesso di arrivare a una posizione migliore di classifica che avrebbe reso eccellente un buon campionato».  Ma il rammarico resta o no? Magari pensando che Pistoia ha "steso" squadre d'alta classifica e ha perso molti punti con le ultime?  «È una considerazione su cui riflettere. Stamani (ieri, ndr) ho calcolato che con le squadre che ci precedono abbiamo fatto 20 punti sui 32 disponibili, mentre con le squadre impegnate nella lotta retrocessione appena 12».  Già, si è dato una spiegazione?  «Un commento che mi viene di getto, è che quando dovevamo vincere abbiamo fatto fatica, mentre senza troppe pressioni, la squadra si è espressa su ottimi livelli. Ma penso che non sia stato evidenziato abbastanza, che in un certo periodo abbiamo giocato senza due quinti del quintetto e così si fa fatica. Proprio come hanno dimostrato le varie Vigevano e Udine che sono venute da noi con alcune assenze».  Nel bilancio della stagione regolare pensa che ci siano stati degli errori nella costruzione della squadra o in alcune scelte?  «Premesso che i giocatori che ho sono i migliori in assoluto, le somme si tireranno solo a bocce ferme».  Resta il fatto ad esempio, che l'acquisto di Phillips non ha dato quel che si immaginava e comunque, a prescindere dal suo infortunio, si è dovuti tornare sul mercato per rinforzare il pacchetto lunghi...  «La squadra non è cambiata fino all'arrivo di Gregor Fucka visto che l'innesto di Ringstrom è stata una scelta forzata per sostituire un giocatore che non riusciva a risolvere i suoi problemi fisici. Fucka è stata un'aggiunta importante ma bisogna ricordare, che questo gruppo era nato con un altro obiettivo e cioè salvarsi con un campionato tranquillo».  Poi però con l'arrivo dell'airone i valori sono cambiati...  «L'innesto di Gregor ci ha costretto giustamente a spostare l'obiettivo in corsa e a cambiare mentalità. Questo non è facile per una squadra partita con un altro traguardo e non è un aspetto da sottovalutare».  Inutile ribadire che la scelta di Fucka, che lei ha fortemente voluto, si stia rivelando importantissima. Credeva in una crescita di questo tipo da parte sua?  «Gregor prima di essere un giocatore straordinario è una persona eccezionale che si è calata in questa realtà, dimostrando grande attaccamento alla maglia col lavoro di tutti i giorni in palestra. Questo mi ha fatto molto piacere. La sua professionalità è encomiabile. Sono contento per questo e per il rumore positivo che c'è stato intorno a lui e a Pistoia. Io ho fatto questa proposta ma è stata una grande scelta della società che ha fatto lo sforzo per concretizzarla».  Domenica partono i playoff: Pistoia ha un obiettivo dichiarato o viaggerà a fari spenti?  «Il nostro obiettivo è giocarsela, non mi aspetto meno di questo. I playoff sono il culmine della stagione e vorrei fare delle partite senza avere il rammarico per non aver avuto un atteggiamento diverso. Insomma un giorno vorrei girarmi indietro senza dire che non abbiamo dato tutto in queste gare. Penso sia un obiettivo importante alla luce delle ultime 2-3 partite in trasferta».  A tal proposito, si è dato una spiegazione su quello che è successo nelle ultime 8 sconfitte esterne consecutive?  «Io queste gare le dividerei in tre tronconi. A Casale, Imola e Venezia abbiamo giocato buone partite nonostante alcuni pesanti infortuni. Poi ci sono state quelle in cui non ce le siamo nemmeno giocata vedi Jesi e Brindisi e quelle in cui non abbiamo fatto abbastanza per portarle a casa ovvero Latina e Rimini. Nelle prime ha pesato la condizione di emergenza, nelle altre il problema è stato l'atteggiamento e l'approccio di cui parlavo prima».  Contro una Sassari in grossa crisi fuori e dentro il campo, la Carmatic potrà cambiare il trend?  «Sassari gioca un basket con cui ha dominato tre quarti di campionato. Io penso che per loro come per noi, nei playoff si azzeri tutto. Sono gare in cui si gioca alla morte e i problemi si lasciano alle spalle».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini