Gioco
Maltinti ci crede: «Vinciamo a Sassari poi qui sarà bolgia»
Elisa Pacini
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TRE BANDIERE Roberto Maltinti abbraccia Toppo e Bertolazzi, per lui come fossero due figli 3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Grinta, passione e cuore. Soprattutto cuore, grande così, che ti sorprende sempre. Anzi no, non sorprende perché a Pistoia Roberto Maltinti sanno tutti di che pasta è fatto. E non è un caso che quel coro "Un presidente, c'è solo un presidente", partito anche domenica sul finale di Carmatic-Snaidero, sia cantato con la stessa intensità nella gloriosa Nord dello stadio "Melani" e nella curva Pistoia del PalaFermi. Per Maltinti non è un momento facile ma lui, lottatore da una vita, ha deciso di affrontare la tempesta a viso aperto e di restare a fianco della squadra che da sempre gli fa battere il cuore. Quel coro l'ha fatto emozionare come tutto il calore che giocatori, amici e tifosi gli stanno dimostrando. Lui vuol parlare di basket, dei suoi ragazzi che segue sempre e che domenica gli hanno regalato una bella vittoria incoraggiante verso quei playoff in cui dalla scorsa estate dice di credere molto. Presidente, domenica è stato salutato con calore da tutto il palasport. Cosa ha provato? «È stato bellissimo. In questo periodo, sento l'appoggio di tutti ma devo dire che non avevo dubbi. I ragazzi della squadra mi hanno dimostrato che sono dei grandi uomini, mi stanno vicino sempre e i tifosi poi... Mi sono venuti anche a trovare, stanno facendo cose che nemmeno mi sarei aspettato e mi sorprendono ogni giorno. Sono molto orgoglioso di essere il presidente di questa città, di tutti gli sportivi perché prima lo sono stato col calcio e ora col basket». Domenica coma ha visto la squadra? «Nonostante una stagione dove gli infortuni hanno pesato, abbiamo raggiunto in modo convincente l'obiettivo dei playoff. Sulla posizione in cui ci siamo arrivati, ottavi, dico che alla fine non conta granché. Ai playoff conta come ci si arriva, conta lo stato di forma e come si affrontano. E noi siamo competitivi, dobbiamo solo ritrovare un po' di fiducia». Insomma questi playoff Pistoia se li può giocare da protagonista? «Sono convinto che se riusciamo a vincere una gara a Sassari le cose cambieranno. E qui a Pistoia sarà durissima per loro. Questo palazzetto sa trasformarsi in una bolgia e la squadra riesce ad esaltarsi. Ripeto, dobbiamo ritrovare solo quella serenità che a volte ci è mancata. Un esempio? La prova di domenica di Casini. Ha fatto un paio di tiri che sono usciti, poi ne ha messo uno e non ha più sbagliato. Ci sono un po' di vuoti da colmare, un po' di cattiveria agonistica da spalmare sull'arco dei 40 minuti ma sono convinto che possiamo farcela». Lei ha sempre creduto in questa squadra, da inizio anno... «Sì, perché abbiamo un grande gruppo. I ragazzi ci tengono molto e lo dimostra il fatto che ad ogni infortunio tutti hanno lottato per rientrare prima del tempo». Sassari come avversario sembra forse quello più alla portata. È d'accordo? «Non ci illudiamo. Siamo andati a Latina, poi a Rimini, due trasferte che sulla carta erano abbordabili e invece così non è stato. Basta una palla persa, in queste gare e cambia tutto. E poi c'è da considerare la stanchezza di fine stagione. Ma se troviamo un po' di continuità, possiamo far paura a tutti. Io mi auguro di iniziare bene, nelle gare in Sardegna e poi di portare la posta in gioco qui sul nostro campo dove quest'anno non ce n'è stata per nessuno. Penso che ce lo meriteremmo tutti. Sono sincero, sarei contento per me e per il lavoro della società e anche per questi ragazzi».
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