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Pistoia

Coach rammaricato: «Ultimi possessi non gestiti al meglio»

Saverio Melegari
<strong>SPETTACOLARE.</strong> Slay in uno dei tanti tiri messi a segno ieri
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SPETTACOLARE. Slay in uno dei tanti tiri messi a segno ieri

Tre punti di differenza alla fine del primo tempino, quattro al 40'. Quando una partita si conclude così bisogna andare a cercare gli episodi che l'hanno decisa. E, di fatto, la Carmatic ha ben poco da rimpiangere per la sconfitta, pesante per la classifica ma che l'ha visto viva in campo, contro l'Umana Venezia

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VENEZIA. Tre punti di differenza alla fine del primo tempino, quattro al 40'. Quando una partita si conclude così bisogna andare a cercare gli episodi che l'hanno decisa. E, di fatto, la Carmatic ha ben poco da rimpiangere per la sconfitta, pesante per la classifica ma che l'ha visto viva in campo, contro l'Umana Venezia.  Fino a che c'è stato San Slay - grande match il suo con 29 punti e la capacità di tenere i biancorossi sempre a galla nei momenti di difficoltà - la squadra è rimasta lì, ha tenuto botta e con i liberi ha messo per un paio di volte la testa avanti. Ma gli episodi, in particolar modo la verve di Janicenoks negli ultimi dieci minuti, hanno determinato il ko.  «Quando due squadre si affrontano a viso aperto - spiega coach Paolo Moretti - e lo scarto massimo di una e dell'altra è inferiore ai cinque punti è normale che a decidere siano gli episodi. Le motivazioni erano forti per entrambe, seppur per obiettivi diversi, ed era evidente che tutto si sarebbe risolto agli ultimi possessi. C'è il rammarico per non aver gestito al meglio gli ultimi possessi, perché abbiamo avuto fluidità in attacco, mentre in difesa sono arrivati troppi secondi tiri per Venezia. Senza questo potevamo arrivare a quattro-sei punti di vantaggio, e per la Reyer sarebbe stato più complicato riprenderci. Anche gli ultimi due possessi offensivi erano stati costruiti al meglio con Slay e Ringstrom, peccato che non siano entrati».  Ma, come detto, l'uomo in più è stato Janicenoks, che, con undici punti nell'ultimo tempino, ha tenuto in piedi la baracca veneziana, complice anche la delicata situazione falli di Casini e Infanti, il primo con quattro penalità e il secondo già a sedere per cinque lucine.  «Non avevo paura delle due guardie fuori per falli - continua Moretti - perché comunque c'era Berti in panchina che mi dava sicurezza, e loro si occupavano prevalentemente di difendere su Slay. Non ho niente da recriminare nei confronti della mia squadra, perché nonostante la forza di Venezia sotto le plance siamo riusciti a vincere la battaglia a rimbalzo (33 a 29, ndr). Oggi saremo di nuovo in palestra per pensare a Reggio Emilia, perché siamo sempre convinti che possiamo fare bene».

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di Redazione web