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«A me la Pistoiese di Di Stefano piaceva»

Saverio Melegari
Antonio Casalini, un passato da professionista e ormai da anni bandiera del San Piero a Sieve A sinistra l’ex mister Oliviero Di Stefano
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Antonio Casalini, un passato da professionista e ormai da anni bandiera del San Piero a Sieve A sinistra l’ex mister Oliviero Di Stefano

E' la bandiera del San Piero a Sieve che domani arriverà al Melani per cercare di fare uno scherzetto alla Pistoiese ed ottenere allo stesso tempo quei punti necessari che le mancano per agguantare la salvezza. Ma oltre a esserne la bandiera, ne è anche il capitano

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PISTOIA. E' la bandiera del San Piero a Sieve che domani arriverà al Melani per cercare di fare uno scherzetto alla Pistoiese ed ottenere allo stesso tempo quei punti necessari che le mancano per agguantare la salvezza. Ma oltre a esserne la bandiera, ne è anche il capitano e, durante la stagione, per qualche mese è stato anche giocatore-allenatore prima della rivoluzione d'inverno che ha portato sulla panchina del San Piero mister Rosadini. E non lo è stato in un un periodo a caso, ma quando il San Piero fece lo sgambetto che quasi costò la panchina a Di Stefano e mandò su tutte le furie i tifosi.
Antonio Casalini adesso è ritornato nel suo ruolo naturale in mezzo al campo: per lui questo è il sesto anno con la casacca del San Piero con il quale ha vinto un campionato di Promozione al primo tentativo e poi ha disputato gli ultimi cinque campionati di Eccellenza.
«Non ci presentiamo a Pistoia nel nostro momento migliore della stagione - confessa il capitano biancorosso - soprattutto perché siamo reduci dalla sconfitta con la Castelnuovese arrivata al 96' che ci ha un po' buttato giù di morale e saremo senza Buscema, squalificato, oltre che Magi e Ciolini infortunati. Al Melani sarà una partita tutt'altro che facile però noi ci proviamo a portar via almeno un punto: siamo in una posizione abbastanza tranquilla e ci mancano ancora una vittoria e un paio di pareggi per la salvezza».
La Pistoiese, oltre a continuare la propria striscia di risultati, vuole anche vendicare la sconfitta patita all'andata quando il San Piero si impose per 3-1 in casa e, nelle ore successive al match, la panchina di Oliviero Di Stefano traballò tantissimo. E, a fare male, dall'altra parte c'era proprio quel Pifferi che oggi gioca con la Pistoiese e che, se la febbre gli darà una tregua, vorrebbe anche scendere in campo. «All'andata abbiamo scritto - dice Casalini - la pagina più importante della nostra storia, nonostante la Pistoiese non demeritò affatto. Pifferi è un giocatore in grado di fare reparto da solo, non garantisce 20 gol a stagione ma è importante per far salire la squadra. Da esterno, però, non ho capito come mai è stato cacciato Di Stefano: a me la squadra ha sempre fatto una buona impressione».
E da esperto della categoria, nonostante le beghe avute fino ad adesso, considera sempre la Pistoiese la squadra da battere per i playoff. «Ho visto domenica scorsa sul campo la Castelnuovese - conclude Casalini - e posso dire che la Pistoiese è senz'altro superiore. Per me è in grado di centrare il passaggio in serie D».

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di Redazione web