Italia
basket
Squadra a rapporto da Moretti
Elisa Pacini /
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Hafnar ha salutato il gruppo A destra Moretti, a sinistra SlayPrima il video della partita, poi un faccia a faccia col gruppo. «Rimbalzi e palle perse dimostrano il calo»
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PISTOIA. Il video della gara rivisto a caldo e un faccia a faccia Moretti-giocatori poche ore dopo esser scesi dal pullman di ritorno da Jesi. È iniziata così, con un lunedì mattina intenso, la settimana dei biancorossi dopo la quarta sconfitta consecutiva ad opera della Fileni, che con la grinta di chi vuole evitare la retrocessione ha dato una lezione alla più ambiziosa e quotata Carmatic.
Così Moretti ha annullato il giorno di riposo (anche se gli allenamenti sono ripresi come sempre ieri), chiamando la squadra ad un confronto per analizzare vis a vis quello che non va, per capire da dove nasce quella che è a tutti gli effetti una crisi ma soprattutto per capire come può finire alla svelta. «Abbiamo ricominciato la settimana subito da lunedì - spiega il coach biancorosso - per capire insieme questo momento e per cercare in noi, gli spunti per poter migliorare.
Ho chiesto ai ragazzi di fare questo esame prima personalmente e poi a livello di squadra. Ho chiesto a tutti più sacrificio per fare un passo avanti mentre nelle due settimane passate ne abbiamo fatto uno indietro, complici gli infortuni. È da qui che dobbiamo ripartire a testa bassa e pensando a lavorare, lavorare, lavorare. Solo così possiamo migliorare la condizione e tornare ad essere la squadra brillante di qualche settimana fa».
Moretti dice chiaramente che gli infortuni, gli allenamenti a ranghi ridotti, sono una delle cause del momentaccio ma per metterseli alle spalle, il coach chiede grinta e voglia di cambiare passo. Perché la gara di Jesi gli è rimasta proprio indigesta. «Non mi è piaciuta - spiega il coach biancorosso - perché siamo andati sotto fisicamente e mentalmente. Se siamo andati sotto prima sul piano fisico o su quello mentale? Penso che i fattori siano collegati, l'uno incide sull'altro. Il secondo quarto è stato molto negativo e ha inciso sull'esito della gara».
Da qui è nata l'esigenza di riguardare subito le immagini del ko marchigiano, di rivedere quel dominio a rimbalzo di Gabini e soci, che per 40' hanno corso come dannati per fare lo sgambetto a Pistoia. «Dobbiamo fare meglio le cose semplici», aveva detto lo stesso Moretti alla vigilia della trasferta. E dopo la gara, si può dire che sia proprio questo il problema attuale dei pistoiesi. «È vero - dice il coach - il piano partita era quello di limitare Adams e negargli i punti sui pick'n roll e su questo aspetto siamo stati bravissimi. Ma non siamo stati altrettanto bravi nelle cose facili, come l'agonismo e la lotta su ogni rimbalzo cioè tutto quello che non fa parte della tattica. Le due cartine di tornasole della gara di Jesi, sono state il numero dei rimbalzi e delle palle perse. È da lì che dobbiamo ripartire. Quando torneremo a dare l'anima in campo, potremo tornare a parlare anche di cose complicate».
Sono parole decise quelle dette dal coach della Carmatic, che hanno tutta l'aria di chi vuole scuotere i propri giocatori e l'ambiente in un momento stagnante di una stagione che sembrava poter prendere una piega molto più entusiasmante appena quaranta giorni fa. Il coach - giustamente - crede che questa possibilità non sia affatto sfuggita a patto che da domenica, i leoni biancorossi tornino a ruggire. Contro una squadra come Scafati - outsider solo per la classifica (peraltro in netta ripresa); ma per nomi e potenzialità i napoletani sono una big - ci vorrà la vera Carmatic. Certo ci sono le condizioni non ottimali di Slay che alla lunga stanno pesando, ma non possono essere una giustificazione a prestazioni opache come le ultime due. «Slay come diversi altri giocatori - conclude Moretti - non è al massimo. Ma come dicevo prima, su questo tasto, si può migliorare solo lavorando. Ripeto mi aspetto un passo avanti. Tutto quello che ho detto vale per tutti. Me per primo».
Così Moretti ha annullato il giorno di riposo (anche se gli allenamenti sono ripresi come sempre ieri), chiamando la squadra ad un confronto per analizzare vis a vis quello che non va, per capire da dove nasce quella che è a tutti gli effetti una crisi ma soprattutto per capire come può finire alla svelta. «Abbiamo ricominciato la settimana subito da lunedì - spiega il coach biancorosso - per capire insieme questo momento e per cercare in noi, gli spunti per poter migliorare.
Ho chiesto ai ragazzi di fare questo esame prima personalmente e poi a livello di squadra. Ho chiesto a tutti più sacrificio per fare un passo avanti mentre nelle due settimane passate ne abbiamo fatto uno indietro, complici gli infortuni. È da qui che dobbiamo ripartire a testa bassa e pensando a lavorare, lavorare, lavorare. Solo così possiamo migliorare la condizione e tornare ad essere la squadra brillante di qualche settimana fa».
Moretti dice chiaramente che gli infortuni, gli allenamenti a ranghi ridotti, sono una delle cause del momentaccio ma per metterseli alle spalle, il coach chiede grinta e voglia di cambiare passo. Perché la gara di Jesi gli è rimasta proprio indigesta. «Non mi è piaciuta - spiega il coach biancorosso - perché siamo andati sotto fisicamente e mentalmente. Se siamo andati sotto prima sul piano fisico o su quello mentale? Penso che i fattori siano collegati, l'uno incide sull'altro. Il secondo quarto è stato molto negativo e ha inciso sull'esito della gara».
Da qui è nata l'esigenza di riguardare subito le immagini del ko marchigiano, di rivedere quel dominio a rimbalzo di Gabini e soci, che per 40' hanno corso come dannati per fare lo sgambetto a Pistoia. «Dobbiamo fare meglio le cose semplici», aveva detto lo stesso Moretti alla vigilia della trasferta. E dopo la gara, si può dire che sia proprio questo il problema attuale dei pistoiesi. «È vero - dice il coach - il piano partita era quello di limitare Adams e negargli i punti sui pick'n roll e su questo aspetto siamo stati bravissimi. Ma non siamo stati altrettanto bravi nelle cose facili, come l'agonismo e la lotta su ogni rimbalzo cioè tutto quello che non fa parte della tattica. Le due cartine di tornasole della gara di Jesi, sono state il numero dei rimbalzi e delle palle perse. È da lì che dobbiamo ripartire. Quando torneremo a dare l'anima in campo, potremo tornare a parlare anche di cose complicate».
Sono parole decise quelle dette dal coach della Carmatic, che hanno tutta l'aria di chi vuole scuotere i propri giocatori e l'ambiente in un momento stagnante di una stagione che sembrava poter prendere una piega molto più entusiasmante appena quaranta giorni fa. Il coach - giustamente - crede che questa possibilità non sia affatto sfuggita a patto che da domenica, i leoni biancorossi tornino a ruggire. Contro una squadra come Scafati - outsider solo per la classifica (peraltro in netta ripresa); ma per nomi e potenzialità i napoletani sono una big - ci vorrà la vera Carmatic. Certo ci sono le condizioni non ottimali di Slay che alla lunga stanno pesando, ma non possono essere una giustificazione a prestazioni opache come le ultime due. «Slay come diversi altri giocatori - conclude Moretti - non è al massimo. Ma come dicevo prima, su questo tasto, si può migliorare solo lavorando. Ripeto mi aspetto un passo avanti. Tutto quello che ho detto vale per tutti. Me per primo».
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