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«Non avevo chiamato la palla»

Saverio Melegari /
<strong>GOLLONZO</strong> Flauto non ha dubbi: «La Pianese mi ha trafitto col classico gollonzo»
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GOLLONZO Flauto non ha dubbi: «La Pianese mi ha trafitto col classico gollonzo»

Se Rojas è fondamentale per buttarla dentro, ma contro la Pianese è rimasto fuori, c'è anche chi è altrettanto fondamentale per evitare che il pallone finisca dentro la porta della Pistoiese: Alessandro Flauto.
La saracinesca arancione quando viene chiamato in causa, risponde presente ma non vuol sentir parlare di miracoli perché «quelli li lascio fare ai santi e a quelli che stanno lassù molto in alto» scherza il numero 1

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PISTOIA. Se Rojas è fondamentale per buttarla dentro, ma contro la Pianese è rimasto fuori, c'è anche chi è altrettanto fondamentale per evitare che il pallone finisca dentro la porta della Pistoiese: Alessandro Flauto.
La saracinesca arancione quando viene chiamato in causa, risponde presente ma non vuol sentir parlare di miracoli perché «quelli li lascio fare ai santi e a quelli che stanno lassù molto in alto» scherza il numero 1.

A proposito di miracoli, a Piancastagnaio aveva iniziato bene su Cubillos, poi c'è stato il gol della Pianese. Qualcuno dice che l'ha chiamata, qualcun altro che si tratta di sfortuna. Ci dice com'è andata?
«Sul cross dalla sinistra, Duccio Innocenti era in netto anticipo ed io non mi sono certo sognato di chiamare il pallone. Purtroppo, però, è stato ingannato da un rimbalzo fasullo complice anche il loro campo in pessime condizioni: lui voleva prenderla di testa ed invece gli è passata poco sopra, è sbattuta in faccia a Borrelli e, per fortuna sua, il pallone è andato proprio all'incrocio dei pali. Insomma un gollonzo».

Nel finale poi ha rischiato il 2-1 sul tiro di Del Giudice. A conti fatti è andata meglio del previsto, come mai?
«Loro nel secondo tempo non hanno toccato nemmeno un pallone ma al 92' gli abbiamo lasciato una chance e devo dire che sono stato fortunato 2 volte: il pallone non è finito dentro la porta, e soprattutto, non è stato dato nemmeno il calcio d'angolo che ci stava tutto visto che l'ho deviata nettamente. Menomale perché dopo 30" ha fischiato la fine».

Episodi a parte, nonostante tredici risultati utili consecutivi, questa Pistoiese sta subendo troppi gol. Non è che si è inceppato qualche cosa in difesa?

«Nelle ultime partite sono stato abbastanza impegnato ma non posso certo dire che c'è un crollo: siamo ancora la miglior difesa del campionato insieme alla Pianese. La realtà dice che dal 3 gennaio ad oggi abbiamo sempre giocato ogni tre giorni ed un po' di stanchezza è normale e, nell'arco dei novantacinque minuti, qualche occasione in più all'avversario è fisiologico lasciarla, ma gli automatismi funzionano sempre alla grande».

Dopo lo scontro diretto, rimangono sempre sei punti dalla Pianese: bisogna crederci ancora al primo posto o pensare solo alla Coppa?

«Dobbiamo fare come le grandi squadre e pensare a tutti e tre i traguardi, perché ci sono anche i playoff. In Coppa siamo in finale e vincerla è comunque un titolo importante che fa morale per affrontare la fase nazionale. In campionato mancano nove partite, ventisette punti. Il mister ci ha detto di farli tutti e vediamo cosa fa la Pianese. E' dura ma se ci riusciremo abbiamo delle buone chance di arrivare primi».

Cos'è che le fa pensare questo?

«Loro adesso hanno un vantaggio: prepararsi solo per il match della domenica. Ma anche una grossa difficoltà: fra i giocatori della Pianese ci sono anche miei amici che mi dicono che adesso è dura allenarsi per via del freddo e della neve e quindi non sempre arrivano pronti al match della domenica. Io li ho visti in calo, soprattutto mentale, perché hanno timore di perdere questo campionato e fanno bene. Al loro posto avrei paura anch'io della Pistoiese».

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