Il Tirreno

Pistoia

BASKET

«Chiudiamo prima le partite»

Saverio Melegari
<strong>LO SCANDINAVO.</strong> Martin Ringstrom, lo svedese biancorosso
◗
LO SCANDINAVO. Martin Ringstrom, lo svedese biancorosso

Quella attuale doveva essere la settimana del rientro a pieno regime di Martin Ringstrom. Invece, lo svedesone ha stupito tutti bruciando ampiamente le tappe del suo recupero e già con Imola è finito nei dieci e sul parquet. Ma, come ampiamente prevedibile, non ha reso come ci si aspetterebbe da lui: 0 punti in 13 minuti e qualche fallo di troppo.

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Quella attuale doveva essere la settimana del rientro a pieno regime di Martin Ringstrom. Invece, lo svedesone ha stupito tutti bruciando ampiamente le tappe del suo recupero e già con Imola è finito nei dieci e sul parquet. Ma, come ampiamente prevedibile, non ha reso come ci si aspetterebbe da lui: 0 punti in 13 minuti e qualche fallo di troppo.

Con qualche giorno di allenamento in più, però, avrà una condizione fisica senz'altro migliore rispetto a quella vista a Faenza. «Sto riprendendo la mia forma abituale - dice Ringstrom - e spero che domenica con Veroli riesca a garantire un maggiore apporto alla squadra. C'è una settimana in più di allenamento e questo non può che farmi bene e mi auguro di fare meglio. In fondo - aggiunge - ci vuole poco, per quanto si è visto contro Imola. D'altra parte, era un po' complicato fare diversamente visto che, nei minuti che sono sceso in campo, la testa pensava una cosa e le gambe facevano totalmente quella opposta».
Non è certo il capro espiatorio della sconfitta della Carmatic con Imola ma anche nell'ultimo match di campionato, come successo ad Udine e a Casale Monferrato, si è vista una squadra combattiva e volitiva per venti minuti, che gioca un basket anche spettacolare ma che però si spenge per un tempino, così gli avversari ne approfittano e vincono.

«Nelle prime due non ero in campo e non valuto direttamente - spiega l'ala/pivot svedese - però non penso che sia il finale che incide. Abbiamo le potenzialità per chiudere la partita nei primi 38' ed in quel modo ci possiamo mettere al riparo da brutte sorprese negli ultimi centoventi secondi. Ecco, è questa la chiave della nostra maturazione: chiudere prima le partite. Purtroppo ci manca ancora la capacità di giocare sugli stessi livelli sia in casa che fuori ed è per questo che dobbiamo sgobbare ancora di più per arrivare ad un livello ancora più alto, soprattutto lontano da Pistoia».

Parole sacrosante che dimostrano quanto tutta la squadra vuole provare a raggiungere obiettivi importanti. Per questo è obbligatorio battere al "PalaFermi" Veroli, che arriverà ferita da due ko consecutivi e senza Gatto, forse, e Mario Gigena, sicuramente. «Dobbiamo tornare sui livelli visti in casa - conclude Martin Ringstrom - e soprattutto mi auguro di rivedere la stessa atmosfera che c'era con Sassari: quella volta me la sono goduta dalla panchina, ma domenica la vivrò in campo, con la convinzione di festeggiare al 40'».


Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa