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Slay scalpita e Moretti fa gli scongiuri Il black: voglio rientrare

Elisa Pacini /
<strong>SLAY C’È, CANA NO.</strong> Tamar Slay, cecchino biancorosso ieri pomeriggio si è allenato col gruppo. Uscita anticipata invece per Skinn per una botta al petto. Assente Canavesi
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SLAY C’È, CANA NO. Tamar Slay, cecchino biancorosso ieri pomeriggio si è allenato col gruppo. Uscita anticipata invece per Skinn per una botta al petto. Assente Canavesi

Se non ci saranno ricadute al piede in questa settimana, Tamar Slay tornerà domenica. I miglioramenti al piede della guardia statunitense fanno guardare con un certo ottimismo al futuro e sembra molto probabile un rientro in forte anticipo sui tempi previsti.

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PISTOIA. Se non ci saranno ricadute al piede in questa settimana, Tamar Slay tornerà domenica. I miglioramenti al piede della guardia statunitense fanno guardare con un certo ottimismo al futuro e sembra molto probabile un rientro in forte anticipo sui tempi previsti.

Il dolore è passato e da ieri Slay si allena normalmente con il gruppo di Moretti verso la sfida delicatissima contro Veroli. «Se la settimana proseguirà senza intoppi - conferma il medico sociale della Carmatic, Michele Galli - domenica potrà giocare. Avevamo previsto dieci giorni di riposo assoluto e così è stato. Poi il giocatore ha ricominciato ad allenarsi (venerdì, ndr) e non ha sentito dolore. La situazione rimane delicata e non c'è nulla di certo ma se i prossimi giorni saranno buoni, non ci sono problemi per farlo tornare a giocare».

Il black già da venerdì, appena tolto il tutore che per 10 giorni gli ha immobilizzato il piede sinistro, aveva cominciato ad allenarsi con la squadra. Sabato mattina ha partecipato alla seduta di tiro, mostrando gran voglia di tornare in campo. E ieri il presidente Maltinti aveva confidato che il giocatore voleva rimettersi canotta e pantaloncini per rientrare già a Imola. Naturalmente la volontà di Slay si è scontrata con il veto dei medici e il cecchino si è accomodato in panchina e ha incitato la squadra ad Imola.

Un "americano" atipico, Tamar. «Voleva giocare a Imola - racconta Stefano Della Rosa, team manager della Carmatic - perché non vede l'ora di dare la sua mano alla squadra. Sta facendo tutte le terapie che gli sono state prescritte e si sta impegnando per accelerare i tempi di recupero perché ha voglia di rientrare quanto prima e si sente legatissimo ai compagni e a questi colori».

Sapere di un Tamar Slay scalpitante per il rientro, rafforza di più un identik lontano da quello di un leader distaccato e con la puzza sotto il naso, sebbene avesse i numeri per farlo. «Vuol giocare - continua Della Rosa - perché gli piace il gruppo e qui sta bene. A Tamar piace molto la pallacanestro giocata e trova benefici nella gara della domenica anche se sa che potrebbe dover convivere con il dolore. In più sa di essere un giocatore importante di una squadra che, mi ha detto più volte, secondo lui può raggiungere obiettivi ambiziosi. Non ci ha girato intorno, lui mi ha detto che l'obiettivo sono le prime 4 posizioni. E vuole raggiungerle».

Se Slay ce la farà a rientrare domenica contro i ciociari di Rosselli, rimarrà fuori dai dieci il suo sostituto Gregor Hafnar perché non possono giocare contemporaneamente due americani e due comunitari. A meno che lo staff tecnico non decida (ma non sembra probabile) per il turnover "europeo", facendo giocare lo sloveno e tenendo fuori Ringstrom. Ieri non si è allenato Matteo Canavesi, che ha accusato ancora problemi all'adduttore.


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