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Flauto, l'uomo ragno della Pistoiese

Saverio Melegari /
A fianco Flauto nella gara contro la Pianese
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A fianco Flauto nella gara contro la Pianese

E' diventato l'uomo ragno arancione, Alessandro Flauto. Molte delle fortune della Pistoiese, in queste ultime partite, sono passate dai suoi guantoni, scaldati non troppe volte a dire la verità dagli avversari

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PISTOIA. E' diventato l'uomo ragno arancione, Alessandro Flauto. Molte delle fortune della Pistoiese, in queste ultime partite, sono passate dai suoi guantoni, scaldati non troppe volte a dire la verità dagli avversari, ma quando viene chiamato in causa si fa notare con balzi da felino e deviazioni da fenomeno. Insomma, una sicurezza per i compagni.
Ed anche nella decisiva sfida di Coppa in casa della Pianese, il merito di aver raggiunto la finale va equamente diviso fra Pifferi, autore dell'incornata vincente, e lo stesso Flauto autore di tre interventi decisivi che hanno salvato l'1-1 che potrà far venire qualche grattacapo in più ai bianconeri di Piancastagnaio.
«Mi fa piacere risultare decisivo - spiega il portierone della Pistoiese - e sono contento di dare una mano alla squadra e questo accade solo quando ci si diverte: ecco, in questa fase della stagione a stare nella Pistoiese ci si diverte un sacco con il resto del gruppo, sia prima che dopo la partita e questo è fondamentale per riuscire nell'impresa di salire di categoria. Sul match contro la Pianese, bisogna dire che alla fine non eravamo troppo brillanti per colpa del campo in pessime condizioni e della stanchezza però abbiam tenuto botta. Adesso c'è da ricaricare le batterie e concentrarci sulla seconda sfida alla Pianese, quella più importante».
Il passaggio del turno, pur ottenuto con un pareggio, può risultare un volano determinante per il prosieguo della stagione arancione perché la capolista voleva agguantare la finale in tutti i modi ma, alla fine, è stata la Pistoiese a spuntarla e si troverà di fronte il Tuttocuoio. «Ci tenevamo tanto a passare - continua Flauto - per il morale e per tenerci aperta la seconda strada per arrivare in serie D. Abbiamo centrato l'obiettivo e adesso li aspettiamo per l'ultimo atto regionale: non li conosco, ma dobbiamo guardare solo a noi stessi, giocare a viso aperto con l'umiltà e la determinazione dei più forti».
Come successo contro il Soci, anche in casa della Pianese mister Di Stefano ha riproposto un 4-3-3 che sa trasformarsi in 4-3-1-2 per scompaginare i piani degli avversari e questa soluzione non sembra più essere una mossa estemporanea. «Se lo collaudiamo al meglio - spiega il numero uno della Pistoiese - sono convinto che possiamo esprimere di più la nostra forza, anche perché i nostri attaccanti sono tutti giocatori importanti che riescono a buttarla dentro con continuità. A Soci era stato uno schema un po' improvvisato, contro la Pianese invece preparato e l'esperimento può considerarsi riuscito».
Adesso c'è da rituffarsi in campionato ed il pericolo maggiore è quello di distrarsi: è vero che c'è da ricaricare le batterie per la sfida di mercoledì prossimo, ma prima c'è da tornare al "Melani" e battere il Baldaccio Bruni. «Già negli spogliatoi - conclude Alessandro Flauto - sentivo i miei compagni parlare della partita con la Pianese ma se ci alleniamo con questo pensiero c'è il rischio di incappare in brutte sorprese e il match della prossima settimana potrebbe risultare meno decisivo di quello che non lo è adesso. Stiamo calmi, pensiamo ad una partita alla volta e domenica butteremo un orecchio alla radio per sentire se la Pianese riesce a perdere qualche colpo in casa del Sansovino».

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