La protesta
BASKET
Dedizione assoluta alla causa
Saverio Melegari
◗
Gregor Hafnar con la maglia CarmaticSa perfettamente, Gregor Hafnar, che il suo legame con Pistoia sarà breve ma dovrà essere intenso. Non è facile far dimenticare Tamar Slay ma lui, con la necessaria umiltà, ci prova fino in fondo. E non vuole pensare al giorno in cui dovrà fare di nuovo le valigie.
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PISTOIA. Sa perfettamente, Gregor Hafnar, che il suo legame con Pistoia sarà breve ma dovrà essere intenso. Non è facile far dimenticare Tamar Slay ma lui, con la necessaria umiltà, ci prova fino in fondo. E non vuole pensare al giorno in cui dovrà fare di nuovo le valigie.
E non c'è nemmeno tempo di pensare al passato, perché la realtà dice che lo sloveno dovrà dare il massimo anche contro Imola, Veroli e probabilmente Jesi prima di lasciare il campo al rientro, probabile, di Slay. E, visti i pochi allenamenti svolti, nel ko di Casale non può certo salire sul banco degli imputati.
«Avevo fatto soltanto tre allenamenti con la squadra - spiega Hafnar - e non era semplice, però ho pensato a rimanere tranquillo e fare il massimo per i miei compagni. C' è stato un calo di concentrazione nell'ultimo tempino del quale i nostri avversari hanno approfittato immediatamente».
L'ala slovena vuole pensare positivo perché da questi trenta giorni in biancorosso può dipendere il futuro della sua carriera. «Sapere di avere un solo mese a disposizione - continua Hafnar - può innervosire chiunque e sarebbe dannoso per la squadra. Ho necessità di fare bene e quando si è presentata l'opportunità di giocare ad alti livelli non ci ho pensato due volte. E' vero, prima di oggi non mi era mai capitato di entrare in una squadra in corsa, ma non mi posso permettere il lusso di essere egoista perché devo pensare solo al bene della Carmatic e non di Gregor Hafnar».
Insomma, testa bassa, allenamenti duri e determinazione. Un po' il credo dei paesi balcanici da dove arriva ed ha il piacere di essere concittadino dell'altro Gregor biancorosso, Fucka. «Lui è andato via dalla Slovenia a 18 anni - ricorda Hafnar - mentre io ne avevo dodici. Lo vedevo ogni giorno allenarsi al campetto di fronte a casa mia. Kranj è una cittadina piccola ma molto prolifica, visto che sono arrivati ad alti livelli anche Marko Milic, che abitava a poche porte di distanza da Fucka e Tusek che giocava con me quando eravamo piccoli».
Ma non c'è tempo per gli amarcord, visto che alle porte c'è il match contro l'Aget Imola, sfida cruciale in chiave playoff. «Ogni partita è più importante della precedente - conclude Gregor Hafnar - e anche contro Imola sarà dura: non conosco il loro potenziale ma se tutti daranno il 100% come in allenamento vinciamo senz'altro».
Trasferta a Imola. Ultimi posti disponibili sul secondo pullman della "Baraonda" per la partita di domenica a Faenza. Per info, Federico 347/8675294.
E non c'è nemmeno tempo di pensare al passato, perché la realtà dice che lo sloveno dovrà dare il massimo anche contro Imola, Veroli e probabilmente Jesi prima di lasciare il campo al rientro, probabile, di Slay. E, visti i pochi allenamenti svolti, nel ko di Casale non può certo salire sul banco degli imputati.
«Avevo fatto soltanto tre allenamenti con la squadra - spiega Hafnar - e non era semplice, però ho pensato a rimanere tranquillo e fare il massimo per i miei compagni. C' è stato un calo di concentrazione nell'ultimo tempino del quale i nostri avversari hanno approfittato immediatamente».
L'ala slovena vuole pensare positivo perché da questi trenta giorni in biancorosso può dipendere il futuro della sua carriera. «Sapere di avere un solo mese a disposizione - continua Hafnar - può innervosire chiunque e sarebbe dannoso per la squadra. Ho necessità di fare bene e quando si è presentata l'opportunità di giocare ad alti livelli non ci ho pensato due volte. E' vero, prima di oggi non mi era mai capitato di entrare in una squadra in corsa, ma non mi posso permettere il lusso di essere egoista perché devo pensare solo al bene della Carmatic e non di Gregor Hafnar».
Insomma, testa bassa, allenamenti duri e determinazione. Un po' il credo dei paesi balcanici da dove arriva ed ha il piacere di essere concittadino dell'altro Gregor biancorosso, Fucka. «Lui è andato via dalla Slovenia a 18 anni - ricorda Hafnar - mentre io ne avevo dodici. Lo vedevo ogni giorno allenarsi al campetto di fronte a casa mia. Kranj è una cittadina piccola ma molto prolifica, visto che sono arrivati ad alti livelli anche Marko Milic, che abitava a poche porte di distanza da Fucka e Tusek che giocava con me quando eravamo piccoli».
Ma non c'è tempo per gli amarcord, visto che alle porte c'è il match contro l'Aget Imola, sfida cruciale in chiave playoff. «Ogni partita è più importante della precedente - conclude Gregor Hafnar - e anche contro Imola sarà dura: non conosco il loro potenziale ma se tutti daranno il 100% come in allenamento vinciamo senz'altro».
Trasferta a Imola. Ultimi posti disponibili sul secondo pullman della "Baraonda" per la partita di domenica a Faenza. Per info, Federico 347/8675294.
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