Sicurezza
PISTOIA SPORT
La Pianese capolistastavolta non passa
Giulio Corsi
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FABBRICA DEL CROSS. Breschi: attivo sulle fasceIl grande interrogativo che i quasi trecento cuori arancioni si sono posti per novanta minuti ieri nel gelido pomeriggio del Melani alla fine trovava una risposta chiara: ci sono davvero 10 punti di differenza tra Pistoiese e Pianese? No.
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PISTOIA. Il grande interrogativo che i quasi trecento cuori arancioni si sono posti per novanta minuti ieri nel gelido pomeriggio del Melani alla fine trovava una risposta chiara: ci sono davvero 10 punti di differenza tra Pistoiese e Pianese? No.
Attenzione però: se la Pistoiese ha giocato alla pari con la capolista, dominando nel possesso-palla, costruendo almeno cinque occasioni da gol (forse anche troppo poche per la mole di gioco prodotta), aggredendola per novanta-minuti-novanta, la Pianese ha risposto con l'autorevolezza di chi in cima alla classifica c'è e non per caso. Senza mai andare nel panico davanti ai canini aguzzi mostrati dagli uomini di Di Stefano, i senesi hanno gestito con una tranquillità a tratti impressionante la spinta degli arancioni, come un pugile con addominali e mascelle di ferro, capace di incassare per minuti e minuti e poi sferrarti il colpo di grazia. E infatti la squadra di Sassarini si è difesa con ordine e ha provato a rispondere in contropiede, mostrando una difesa più solida di una banca svizzera e scambi pregevoli e precisi tra il centrocampo orchestrato da Magini e De Rosa e il reparto di attaccanti mobili formato dal duo Cubillos-Borrelli.
Alla fine il pareggio appare giusto, anche se sul ring la Pistoiese avrebbe vinto ai punti. Ora è tutto rimandato al 27 gennaio, in mezzo alla neve di Piancastagnaio, appena una settimana prima del ritorno in campionato fissato al 2 febbraio. Non aver subito reti rappresenta sicuramente un punto di partenza importante, visto che agli arancioni nel ritorno basterà anche un pari purché vadano a segno. Di certo nel finale Di Stefano poteva osare di più inserendo Rojas, magari al posto di un Elia al debutto da titolare, che si è sbattuto tantissimo (pur vedendo pochi palloni) ed è cresciuto durante il match, ma che a un certo momento è sembrato anche in debito di ossigeno ma è stato tolto solo a 2 minuti dal triplice per un colpo al naso.
Chi pensava che la Pianese sarebbe scesa in campo con le riserve o con un atteggiamento light si sbagliava di grosso. D'altra parte questo duello tra prima e seconda aveva anche un valore simbolico: per i bianconeri c'era da dimostrare che la crisi di cui qualcuno parlava era tutta un'invenzione, per gli arancioni che il tracollo di due mesi fa in campionato era stato un incidente di percorso di un'altra Pistoiese. Sassarini schiera un 4-4-2 molto corto, capace di bloccare bene la manovra offensiva orange e di ripartire con tocchi precisi per il veloce Borrelli che nel primo tempo ha fatto fare gli straordinari a destra ad Olivieri e per Cubillos. Stesso modulo per la band di Di Stefano, con la "novità" di Calanchi a sinistra, e a centrocampo il ritorno di Panepinto accanto a Semboloni e Breschi e Mennini sulle fasce. Davanti un Elia diesel e un Marrani in giornata-no. Nel primo tempo le uniche azioni degne di nota sono arancioni (due volte con Innocenti e una dopo una serie di ribattute in area con Marrani e Mennini).
Ma è nella ripresa che la Pistoiese trasforma il possesso palla in occasioni: tutto nasce dalle fasce, dai piedi di Breschi, che vive 10 minuti di fuoco, e di Mennini. 3', cross di Mennini per Panepinto, parato. 4' Breschi angolo, Panepinto al volo, niente. 8' Breschi serve un pallone super per Mennini che calcia alto. 9', Innocenti (immenso in retroguardia) spara un missile dal limite: parato. 14', ancora Breschi serve Panepinto, testa debole e parata. La Pianese ci prova in contropiede e al 16' Cubillos fa tremare Flauto. Finisce pari, con la Pistoiese che sa di non essere inferiore alla capolista ma anche che la Pianese è in salute e quei 10 punti saranno difficilmente recuperabili.
Attenzione però: se la Pistoiese ha giocato alla pari con la capolista, dominando nel possesso-palla, costruendo almeno cinque occasioni da gol (forse anche troppo poche per la mole di gioco prodotta), aggredendola per novanta-minuti-novanta, la Pianese ha risposto con l'autorevolezza di chi in cima alla classifica c'è e non per caso. Senza mai andare nel panico davanti ai canini aguzzi mostrati dagli uomini di Di Stefano, i senesi hanno gestito con una tranquillità a tratti impressionante la spinta degli arancioni, come un pugile con addominali e mascelle di ferro, capace di incassare per minuti e minuti e poi sferrarti il colpo di grazia. E infatti la squadra di Sassarini si è difesa con ordine e ha provato a rispondere in contropiede, mostrando una difesa più solida di una banca svizzera e scambi pregevoli e precisi tra il centrocampo orchestrato da Magini e De Rosa e il reparto di attaccanti mobili formato dal duo Cubillos-Borrelli.
Alla fine il pareggio appare giusto, anche se sul ring la Pistoiese avrebbe vinto ai punti. Ora è tutto rimandato al 27 gennaio, in mezzo alla neve di Piancastagnaio, appena una settimana prima del ritorno in campionato fissato al 2 febbraio. Non aver subito reti rappresenta sicuramente un punto di partenza importante, visto che agli arancioni nel ritorno basterà anche un pari purché vadano a segno. Di certo nel finale Di Stefano poteva osare di più inserendo Rojas, magari al posto di un Elia al debutto da titolare, che si è sbattuto tantissimo (pur vedendo pochi palloni) ed è cresciuto durante il match, ma che a un certo momento è sembrato anche in debito di ossigeno ma è stato tolto solo a 2 minuti dal triplice per un colpo al naso.
Chi pensava che la Pianese sarebbe scesa in campo con le riserve o con un atteggiamento light si sbagliava di grosso. D'altra parte questo duello tra prima e seconda aveva anche un valore simbolico: per i bianconeri c'era da dimostrare che la crisi di cui qualcuno parlava era tutta un'invenzione, per gli arancioni che il tracollo di due mesi fa in campionato era stato un incidente di percorso di un'altra Pistoiese. Sassarini schiera un 4-4-2 molto corto, capace di bloccare bene la manovra offensiva orange e di ripartire con tocchi precisi per il veloce Borrelli che nel primo tempo ha fatto fare gli straordinari a destra ad Olivieri e per Cubillos. Stesso modulo per la band di Di Stefano, con la "novità" di Calanchi a sinistra, e a centrocampo il ritorno di Panepinto accanto a Semboloni e Breschi e Mennini sulle fasce. Davanti un Elia diesel e un Marrani in giornata-no. Nel primo tempo le uniche azioni degne di nota sono arancioni (due volte con Innocenti e una dopo una serie di ribattute in area con Marrani e Mennini).
Ma è nella ripresa che la Pistoiese trasforma il possesso palla in occasioni: tutto nasce dalle fasce, dai piedi di Breschi, che vive 10 minuti di fuoco, e di Mennini. 3', cross di Mennini per Panepinto, parato. 4' Breschi angolo, Panepinto al volo, niente. 8' Breschi serve un pallone super per Mennini che calcia alto. 9', Innocenti (immenso in retroguardia) spara un missile dal limite: parato. 14', ancora Breschi serve Panepinto, testa debole e parata. La Pianese ci prova in contropiede e al 16' Cubillos fa tremare Flauto. Finisce pari, con la Pistoiese che sa di non essere inferiore alla capolista ma anche che la Pianese è in salute e quei 10 punti saranno difficilmente recuperabili.
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