Attenzione
Basket
Silvestrin incitaFucka: in Lega2farà la differenza
Elisa Pacini
◗
DOPPIO EX. Luca Silvestrin in maglia Kleenex, un ex anche di VeneziaPer qualsiasi giocatore, di qualunque sport, giocare nella squadra della propria città è un onore. Nel caso di Luca Silvestrin e della Reyer, forse si va anche oltre perché con la società orogranata il pivottone veneto ha esordito in A1 e ha conquistato due promozioni nella massima serie
3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Per qualsiasi giocatore, di qualunque sport, giocare nella squadra della propria città è un onore. Nel caso di Luca Silvestrin e della Reyer, forse si va anche oltre perché con la società orogranata il pivottone veneto ha esordito in A1 e ha conquistato due promozioni nella massima serie. Ma accanto all'amore naturale, tornato forte grazie alla passione dei figli che non perdono una gara della rediviva Reyer in Legadue al Taliercio, per Silvestrin (18 campionati tra A1 e A2 alle spalle) ce n'è un altro fortissimo, quello per la Toscana e in particolare per Pistoia. Tre campionati con la maglia dell'Olimpia dei sogni che ha contribuito a portare in A1 nella stagione 1991-1992 sono stati più che sufficienti per fare di Pistoia, una piazza indimenticabile. Per questo, Silvestrin che l'anno scorso scarpinò fin dal Veneto per partecipare alla gara benefica che radunò le altre vecchie glorie pistoiesi, ha scelto la partita di domani per far conoscere la città ai suoi figli e portarli in giro per la Sala e per piazza San Francesco, in attesa alle 18.15 di essere al PalaFermi.
Alla sfida tra la Carmatic e la Reyer, lui non poteva mancare. Anche se, per il Silvestrin tifoso, sarà una pura sofferenza. «Beh, a Pistoia ho tantissimi amici. L'occasione della partita con Venezia è perfetta per far conoscere Pistoia ai miei figli con cui vado ogni domenica a vedere la Reyer in casa. Mia figlia è praticamente nata da voi, è il momento che veda la sua seconda città. Ai bambini ho fatto vedere i filmati degli Untoucheables su Youtube, le gare in cui giocavo io, sono rimasti entusiasti e sono curiosissimi di venire. Venezia e Pistoia sono i due più grossi affetti della mia vita cestistica».
Il gigante veneto rivive i flash più belli con le due maglie. «Con Venezia ho esordito in serie A a 16 anni (nella stagione '77-78 ndr) - racconta - e lì ho chiuso la mia carriera con una promozione in A1. Sono nato a due chilometri dal palazzetto attuale di Mestre, Venezia è la mia squadra. Ma se penso a un grande amore, penso sicuramente a Pistoia dove sono stato magnificamente. Anche a Livorno sono stato bene, ma Pistoia è una città che adoro. Con Rowan, Crippa e Lanza siamo amici tutt'ora. Tramite i social network ricevo ancora attestati di stima dai tifosi, che mi fanno commuovere. Ho girato tante squadre, da Torino a Pesaro, ma è Pistoia il posto da cui sono andato via col magone in gola».
Staresti ad ore a parlare del passato di uno come Silvestrin, delle gare epiche di una Pistoia sempre più col cuore a spicchi. Ma domani la sfida tra la Carmatic e la Reyer segna il presente di due società storiche che hanno iniziato la stagione in maniera altalenante. «La Reyer è una squadra con un parco giocatori molto importante - dice Silvestrin - finora non ha trovato la chimica giusta. Avere dei buoni lunghi italiani, come Di Giuliomaria e Rinaldi che mi piace tantissimo per come si muove sottocanestro, permette di avere "piccoli" americani. Pistoia la conosco poco ma, conosco bene Fucka. Se sta bene, in Legadue non ce n'è per nessuno». E proprio domani l'airone farà il suo esordio al PalaFermi. «Per uno che ha sempre giocato ad altissimi livelli è difficile ambientarsi in Legadue - sentenzia Silvestrin -. Per me era molto più facile giocare in A1 e per lui forse vale la stessa cosa. Ci vorrà più tempo per ambientarsi. In Legadue, come in A1, non c'è la qualità degli anni miei. Ora vedo americani che fanno panca. Se penso a gente come Dan Gay, Rowan o Douglas, erano gente dalle quali imparare tanto. Mal che vada ne mettevano 20 a gara, ma ne potevano insaccare anche 35».
Alla sfida tra la Carmatic e la Reyer, lui non poteva mancare. Anche se, per il Silvestrin tifoso, sarà una pura sofferenza. «Beh, a Pistoia ho tantissimi amici. L'occasione della partita con Venezia è perfetta per far conoscere Pistoia ai miei figli con cui vado ogni domenica a vedere la Reyer in casa. Mia figlia è praticamente nata da voi, è il momento che veda la sua seconda città. Ai bambini ho fatto vedere i filmati degli Untoucheables su Youtube, le gare in cui giocavo io, sono rimasti entusiasti e sono curiosissimi di venire. Venezia e Pistoia sono i due più grossi affetti della mia vita cestistica».
Il gigante veneto rivive i flash più belli con le due maglie. «Con Venezia ho esordito in serie A a 16 anni (nella stagione '77-78 ndr) - racconta - e lì ho chiuso la mia carriera con una promozione in A1. Sono nato a due chilometri dal palazzetto attuale di Mestre, Venezia è la mia squadra. Ma se penso a un grande amore, penso sicuramente a Pistoia dove sono stato magnificamente. Anche a Livorno sono stato bene, ma Pistoia è una città che adoro. Con Rowan, Crippa e Lanza siamo amici tutt'ora. Tramite i social network ricevo ancora attestati di stima dai tifosi, che mi fanno commuovere. Ho girato tante squadre, da Torino a Pesaro, ma è Pistoia il posto da cui sono andato via col magone in gola».
Staresti ad ore a parlare del passato di uno come Silvestrin, delle gare epiche di una Pistoia sempre più col cuore a spicchi. Ma domani la sfida tra la Carmatic e la Reyer segna il presente di due società storiche che hanno iniziato la stagione in maniera altalenante. «La Reyer è una squadra con un parco giocatori molto importante - dice Silvestrin - finora non ha trovato la chimica giusta. Avere dei buoni lunghi italiani, come Di Giuliomaria e Rinaldi che mi piace tantissimo per come si muove sottocanestro, permette di avere "piccoli" americani. Pistoia la conosco poco ma, conosco bene Fucka. Se sta bene, in Legadue non ce n'è per nessuno». E proprio domani l'airone farà il suo esordio al PalaFermi. «Per uno che ha sempre giocato ad altissimi livelli è difficile ambientarsi in Legadue - sentenzia Silvestrin -. Per me era molto più facile giocare in A1 e per lui forse vale la stessa cosa. Ci vorrà più tempo per ambientarsi. In Legadue, come in A1, non c'è la qualità degli anni miei. Ora vedo americani che fanno panca. Se penso a gente come Dan Gay, Rowan o Douglas, erano gente dalle quali imparare tanto. Mal che vada ne mettevano 20 a gara, ma ne potevano insaccare anche 35».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
