Gioco
PISTOIA SPORT
Aggressore isolato la società gira pagina «I tifosi ci aiutino»
Giulio Corsi
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SQUADRA DELLA CITTÀ. La Pistoiese è dei tifosi, dice FondatoriFondatori: finiamola qui siamo tutti d'accordo È l'ora di stare compatti
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PISTOIA. Sinalunghese, Sansovino, Montemurlo. Da qui a Natale la Pistoiese si giocherà un bel pezzo di speranze di restare agganciata al carro della Pianese per essere pronta a un eventuale aggancio in caso di flop della capolista. E allora basta polemiche. Basta contestazioni. Basta casi, fischi, chiacchiere inutili. La parole d'ordine è serenità. E poi compattezza. Squadra-pubblico-società. Difficile dirlo dopo Montalcino e l'aggressione a Bozzi. Ma forse il momento giusto è proprio questo.
E non è un caso che Fabio Fondatori, presidente che con la comunicazione ha un feeling particolare, decida di chiamare la stampa perché gli faccia da megafono di questa necessità. E nello stesso giorno convochi nella vecchia sede della Pistoiese anche tutte le società di calcio giovanile della città per invitarle alle partite arancioni, comunicare la volontà di mixare il calcio dei grandi (l'Eccellenza) a quello dei bambini (i pulcini), organizzando due quadrangolari (domenica 6 dicembre e domenica 6 gennaio) con le formazioni baby cittadine prima dei match casalinghi della Pistoiese e riportare allo stadio famiglie, piccoli tifosi, entusiasmo e colore.
Un appello, vero e proprio: «Bisogna voltare pagina», dice Fondatori. «C'è la necessità di mandare un messaggio sereno alla città dopo uno degli episodi più brutti della storia arancione che domenica abbiamo sottolineato in tutta la sua gravità». Ma portare avanti il caso, gonfiarlo, sviscerare motivi o premeditazioni che secondo Fondatori non ci sono, sarebbe deleterio: «Per noi la vicenda è chiusa - dice il presidente -. Abbiamo ricostruito l'accaduto e verificato che il soggetto che ha aggredito Bozzi è una persona isolata che nulla ha a che fare con gruppi organizzati». Ultras compresi. «Sì - risponde sicuro Fondatori -. Ho parlato con un rappresentante dell'Ultima Guardia e mi ha confermato che anche loro non c'entrano nulla. Anzi, erano fuori quando Bozzi è stato colpito».
Ieri mattina c'è stato un confronto tra diversi soci, il presidente, l'amministratore delegato Bonechi. «La società, nella sua interezza, vuole guardare avanti - dice Fondatori -. Ci sentiamo più forti e più motivati di prima. Facciamo un appello ai tifosi per sotterrare l'ascia di guerra, è il momento di remare tutti nella stessa direzione».
E Luciano Bozzi che ne pensa? «È amareggiato - risponde il numero uno orange - ed è normale che sia così. Ma noi non intendiamo privarci della competenza e dell'esperienza di un uomo come lui. Quello che chiediamo è rispetto per le persone, per la storia della Pistoiese e per ciò che rappresenta. La Pistoiese non appartiene a Bozzi a Fondatori o a qualcun altro. È della città». E alla città ora si rivolge la Pistoiese. Anche col direttore sportivo Simone Mazzoncini: «Da qui alla sosta avremo tre partite fondamentali e abbiamo bisogno dell'apporto dei nostri tifosi che qui hanno sempre fatto la differenza in tutte la categorie. Per far bene serve anche la loro spinta».
E non è un caso che Fabio Fondatori, presidente che con la comunicazione ha un feeling particolare, decida di chiamare la stampa perché gli faccia da megafono di questa necessità. E nello stesso giorno convochi nella vecchia sede della Pistoiese anche tutte le società di calcio giovanile della città per invitarle alle partite arancioni, comunicare la volontà di mixare il calcio dei grandi (l'Eccellenza) a quello dei bambini (i pulcini), organizzando due quadrangolari (domenica 6 dicembre e domenica 6 gennaio) con le formazioni baby cittadine prima dei match casalinghi della Pistoiese e riportare allo stadio famiglie, piccoli tifosi, entusiasmo e colore.
Un appello, vero e proprio: «Bisogna voltare pagina», dice Fondatori. «C'è la necessità di mandare un messaggio sereno alla città dopo uno degli episodi più brutti della storia arancione che domenica abbiamo sottolineato in tutta la sua gravità». Ma portare avanti il caso, gonfiarlo, sviscerare motivi o premeditazioni che secondo Fondatori non ci sono, sarebbe deleterio: «Per noi la vicenda è chiusa - dice il presidente -. Abbiamo ricostruito l'accaduto e verificato che il soggetto che ha aggredito Bozzi è una persona isolata che nulla ha a che fare con gruppi organizzati». Ultras compresi. «Sì - risponde sicuro Fondatori -. Ho parlato con un rappresentante dell'Ultima Guardia e mi ha confermato che anche loro non c'entrano nulla. Anzi, erano fuori quando Bozzi è stato colpito».
Ieri mattina c'è stato un confronto tra diversi soci, il presidente, l'amministratore delegato Bonechi. «La società, nella sua interezza, vuole guardare avanti - dice Fondatori -. Ci sentiamo più forti e più motivati di prima. Facciamo un appello ai tifosi per sotterrare l'ascia di guerra, è il momento di remare tutti nella stessa direzione».
E Luciano Bozzi che ne pensa? «È amareggiato - risponde il numero uno orange - ed è normale che sia così. Ma noi non intendiamo privarci della competenza e dell'esperienza di un uomo come lui. Quello che chiediamo è rispetto per le persone, per la storia della Pistoiese e per ciò che rappresenta. La Pistoiese non appartiene a Bozzi a Fondatori o a qualcun altro. È della città». E alla città ora si rivolge la Pistoiese. Anche col direttore sportivo Simone Mazzoncini: «Da qui alla sosta avremo tre partite fondamentali e abbiamo bisogno dell'apporto dei nostri tifosi che qui hanno sempre fatto la differenza in tutte la categorie. Per far bene serve anche la loro spinta».
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