Sicurezza
L'iniziativa
Stadio gratis per chi non ha il lavoro
Giulio Corsi
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SQUADRA DELLA CITTÀ I calciatori arancioni salutano alcuni tifosi al Melani La dirigenza dell’Us punta molto sul legame tra squadra e cittàNon possiamo essere avulsi da ciò che ci accade intorno La Pistoiese deve essere un piccolo ma importante momento di svago
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PISTOIA. Martedì mattina, piazza del Duomo. È mezzogiorno quando il corteo carico di rabbia e di terrore dei lavoratori Breda si ferma sotto le finestre della prefettura. Da palazzo civico scende il sindaco Berti. E con lui c'è Fabio Fondatori, nelle vesti di capo gabinetto del primo cittadino. L'argomento all'ordine del giorno è il dramma annunciato poche ore prima da via Argine a Napoli, quartier generale di AnsaldoBreda: il licenziamento di 279 persone e la cassa integrazione per altre 300.
Ma in quegli attimi di tensione affilata come lame e di paura per certezze che da un giorno all'altro svaniscono nel nulla, sotto quel sole gelido e triste, qualcuno di quei lavoratori trova la forza per cambiare discorso e chiedere notizie della Pistoiese. Possibile? Folle? Disperato? O semplicemente umano?
L'interrogativo nasce anche nella mente di Fabio Fondatori, che oltre a essere braccio destro del sindaco, è anche presidente del sodalizio arancione: che ruolo può avere lo sport in un momento di crisi come questo? «Mi sono venuti incontro alcuni lavoratori Breda che sono anche ultras della Pistoiese - racconta il presidente -. E con una grandissima dignità, nella rabbia forte del corteo, mi hanno chiesto se avevamo intenzione di vincerlo questo campionato, se c'erano acquisti in arrivo, come stava la squadra. Lì ho capito che la Pistoiese poteva essere utile, che la squadra poteva avere un ruolo per questa gente, e ho avuto la conferma che rappresentiamo un simbolo per la città e che nessuno di noi può sentirsi avulso dalla vita di tutti i giorni dei cittadini. Insomma che la Pistoiese non conta solo per il risultato della domenica».
E così il presidente ha deciso di andare negli spogliatoi a parlare con i suoi giocatori. E martedì pomeriggio, nello stanzone orange, tra profumo di olio canforato e ticchettìo delle scarpette sul pavimento, per una volta non si è parlato di tattica o di partite da vincere. Ma di situazione economica. Di crisi del lavoro. Di solidarietà. E nel giro di 48 ore sono state decise dalla società e dai giocatori stessi una serie di iniziative per far sentire alla città, alla gente, a chi il lavoro l'ha perso o sta rischiando di perderlo, che la Pistoiese è un pezzo di città che non abbandona la sua gente, a cui appigliarsi per ritrovare anche un timido sorriso in un momento disperato. E così domani alle 12.30 giocatori e dirigenti dopo l'allenamento della mattina andranno a Sant'Agostino, nella sede della Answers a incontrare i dipendenti. E inizieranno in queste ore una raccolta per il fondo di solidarietà ai lavoratori del call center in crisi. Mentre dalla prossima partita casalinga c'è l'intenzione di rendere l'ingresso allo stadio gratuito per tutti coloro che sono disoccupati o che si trovano nelle liste di mobilità. Basterà recarsi il sabato prima della gara in sede mostrando un documento in cui si attesta lo stato lavorativo e si riceverà un biglietto omaggio.
«Con questo sappiamo benissimo di rappresentare una goccia in un mare, ma allo stesso tempo sappiamo anche che ogni goccia è importante - spiega il presidente -. Credo che la Pistoiese in questo momento di crisi, come simbolo sportivo della città, e tanto più nelle sue vesti di società nata per volontà del Comune, debba tornare a essere leader nelle tendenze, anche dell'impegno sociale. E la mia speranza è che anche le altre società sportive, le altre discipline seguano il nostro esempio».
Fondatori continua il suo ragionamento che può sembrare molto profumato di filosofia ma ha decisamente un contorno pratico: «Lo sport deve dimostrare sensibilità al mondo che gli sta intorno. Ho parlato ai giocatori, ho raccontato cosa sta succedendo alla Breda, alla Answers, alla Radici. E li ho visti sensibili a ciò che accade nella città in cui sono nati o in quella in cui lavorano. Insieme ci siamo chiesti che cosa poteva fare la Pistoiese per alleviare, anche minimamente, lo stress quotidiano di queste persone e abbiamo deciso di inventarci una serie di iniziative. Con l'idea del biglietto omaggio vorremmo regalare dure ore di stacco dai problemi quotidiani a chi vede nella Pistoiese una passione, un divertimento, una modo per distrarsi e magari tornare a sorridere, anche solo per un pomeriggio».
Ma in quegli attimi di tensione affilata come lame e di paura per certezze che da un giorno all'altro svaniscono nel nulla, sotto quel sole gelido e triste, qualcuno di quei lavoratori trova la forza per cambiare discorso e chiedere notizie della Pistoiese. Possibile? Folle? Disperato? O semplicemente umano?
L'interrogativo nasce anche nella mente di Fabio Fondatori, che oltre a essere braccio destro del sindaco, è anche presidente del sodalizio arancione: che ruolo può avere lo sport in un momento di crisi come questo? «Mi sono venuti incontro alcuni lavoratori Breda che sono anche ultras della Pistoiese - racconta il presidente -. E con una grandissima dignità, nella rabbia forte del corteo, mi hanno chiesto se avevamo intenzione di vincerlo questo campionato, se c'erano acquisti in arrivo, come stava la squadra. Lì ho capito che la Pistoiese poteva essere utile, che la squadra poteva avere un ruolo per questa gente, e ho avuto la conferma che rappresentiamo un simbolo per la città e che nessuno di noi può sentirsi avulso dalla vita di tutti i giorni dei cittadini. Insomma che la Pistoiese non conta solo per il risultato della domenica».
E così il presidente ha deciso di andare negli spogliatoi a parlare con i suoi giocatori. E martedì pomeriggio, nello stanzone orange, tra profumo di olio canforato e ticchettìo delle scarpette sul pavimento, per una volta non si è parlato di tattica o di partite da vincere. Ma di situazione economica. Di crisi del lavoro. Di solidarietà. E nel giro di 48 ore sono state decise dalla società e dai giocatori stessi una serie di iniziative per far sentire alla città, alla gente, a chi il lavoro l'ha perso o sta rischiando di perderlo, che la Pistoiese è un pezzo di città che non abbandona la sua gente, a cui appigliarsi per ritrovare anche un timido sorriso in un momento disperato. E così domani alle 12.30 giocatori e dirigenti dopo l'allenamento della mattina andranno a Sant'Agostino, nella sede della Answers a incontrare i dipendenti. E inizieranno in queste ore una raccolta per il fondo di solidarietà ai lavoratori del call center in crisi. Mentre dalla prossima partita casalinga c'è l'intenzione di rendere l'ingresso allo stadio gratuito per tutti coloro che sono disoccupati o che si trovano nelle liste di mobilità. Basterà recarsi il sabato prima della gara in sede mostrando un documento in cui si attesta lo stato lavorativo e si riceverà un biglietto omaggio.
«Con questo sappiamo benissimo di rappresentare una goccia in un mare, ma allo stesso tempo sappiamo anche che ogni goccia è importante - spiega il presidente -. Credo che la Pistoiese in questo momento di crisi, come simbolo sportivo della città, e tanto più nelle sue vesti di società nata per volontà del Comune, debba tornare a essere leader nelle tendenze, anche dell'impegno sociale. E la mia speranza è che anche le altre società sportive, le altre discipline seguano il nostro esempio».
Fondatori continua il suo ragionamento che può sembrare molto profumato di filosofia ma ha decisamente un contorno pratico: «Lo sport deve dimostrare sensibilità al mondo che gli sta intorno. Ho parlato ai giocatori, ho raccontato cosa sta succedendo alla Breda, alla Answers, alla Radici. E li ho visti sensibili a ciò che accade nella città in cui sono nati o in quella in cui lavorano. Insieme ci siamo chiesti che cosa poteva fare la Pistoiese per alleviare, anche minimamente, lo stress quotidiano di queste persone e abbiamo deciso di inventarci una serie di iniziative. Con l'idea del biglietto omaggio vorremmo regalare dure ore di stacco dai problemi quotidiani a chi vede nella Pistoiese una passione, un divertimento, una modo per distrarsi e magari tornare a sorridere, anche solo per un pomeriggio».
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