Il Tirreno

Pistoia

Carmatic si spegne

Skinn, 26 punti
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Skinn, 26 punti

Possibile perdere una partita quando a 10 minuti dall'ultima sirena hai 14 punti di vantaggio e davanti un avversario che pare un pugile colpito a sangue? Possibile incassare un parziale di 40-16, leggi quaranta a sedici negli ultimi 600 secondi, quando la tua auto ha la potenza di una Porsche e nel motore hai uomini del talento di Slay e Fucka e dell'esplosività di un Tony Skinn che può essere travolgente ora che è entrato completamente nei meccanisimi del basket italiano, mentre al semaforo accanto ti trovi una vecchia Fiat che viaggia con soldatini dal grande carattere ma dai mezzi tecnici decisamente inferiori come Parente e Bencaster

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dall'inviato Giulio Corsi
PAVIA. Possibile perdere una partita quando a 10 minuti dall'ultima sirena hai 14 punti di vantaggio e davanti un avversario che pare un pugile colpito a sangue? Possibile incassare un parziale di 40-16, leggi quaranta a sedici negli ultimi 600 secondi, quando la tua auto ha la potenza di una Porsche e nel motore hai uomini del talento di Slay e Fucka e dell'esplosività di un Tony Skinn che può essere travolgente ora che è entrato completamente nei meccanisimi del basket italiano, mentre al semaforo accanto ti trovi una vecchia Fiat che viaggia con soldatini dal grande carattere ma dai mezzi tecnici decisamente inferiori come Parente e Bencaster e baby senza esperienza come Ammannato e Brett Winkelman? Possibilissimo, se la Porsche alla fine perde anima, bussola, voglia di premere sull'acceleratore e l'utilitaria invece usa benzina chiamata orgoglio e bava alla bocca. Sembra una vendetta storica: le vecchie armi delle squadre di Moretti usate contro di lui. Ma è così. La Carmatic del PalaRavizza sembra imborghesita, le manca solo una pelliccia Annabella indosso. Pavia invece veste la tuta degli operai e la sua vittoria è netta, meritata, alla fine quasi umiliante per una squadra che nell'ultimo quarto ha assistito impotente alle folate lumbard che sapevano tanto di libeccio livornese piuttosto che di nebbia padana. Perché due principalmente sono stati gli ingredienti decisivi di questa partita equilibratissima per due tempi, poi nelle mani di Pistoia nel terzo tempino grazie a uno Skinn scatenato e nel finale ribaltata come una crepe da Pavia: il primo è Walter De Raffaele versione Garry Kasparov, il campione di scacchi sovietico, bravissimo a limitare il gap fisico e tecnico dei suoi con una difesa che ha alternato zona e uomo e con un quintetto con quattro piccoli che nell'ultimo round ha mandato in tilt Pistoia (basti riguardare le tre azioni di fila in cui la Carmatic non è riuscita a superare la metà campo, aprendo la strada al ritorno pavese), il secondo si chiama Daniele Parente, un francobollo che ha innvervosito e contenuto Tamar Slay.
Pistoia deve mangiarsi le mani e recitare il mea culpa per una settimana intera: ora che Slay sembra lontano dai problemi fisici, che Skinn c'è (ma sempre nel ruolo di guardia), che sotto canestro può contare sulle chele dell'airone Fucka (ancora chiaramente fuori dai meccanismi di squadra) ha la forza per centrare i playoff. E queste partite da adesso dovrà assolutamente vincerle. Nel terzo quarto la superiorità pistoiese sembrava finalmente venir fuori: Skinn e Slay salivano in cattedra e con 19 punti in due (con l'aiuto di Toppo) firmavano lo strappo che sembrava decisivo: da 40-39 a 51-65. Ma nell'ultimo quarto succedeva l'incredibile: in 4 minuti e mezzo Pavia firmava un 18-3 che la riportava avanti (69-68 con bomba di Parente). Pistoia si riprendeva, Slay trovava finalmente il canestro (primo su azione dell'ultimo quarto al 37') ma l'inerzia era ribaltata e la foga operaia aveva la meglio su una squadra che forse era stanca dal match di Scafati ma forse era semplicemente meno affamata.

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