Gioco
PISTOIA SPORT
È già bufera svedese: «Qui per restare fino ai playoff»
Saverio Melegari
E Moretti gli dà fiducia: «Martin ha molta energia perché vuole la riconferma e penso che possa farcela»
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PISTOIA. E' arrivato con tre mesi di ritardo ma, alla fine, è arrivato. Certo, nel mezzo c'è stato l'intervallo targato Bill Phillips e, se tutto fosse filato per il verso giusto, Martin Ringstrom non sarebbe mai atterrato nel pianeta Pistoia Basket.
Però, dopo l'infortunio al tallone d'achille del franco-canadese al secondo allenamento di agosto e il lento ma progressivo aggravarsi del problema, la società è stata costretta a tornare sul mercato e prendersi un giocatore che coach Moretti voleva già quest'estate ma al quale, alla fine, gli preferì l'ex Livorno.
Occhi di ghiaccio, e non potrebbe essere altrimenti vista la provenienza, sposato con un bimbo appena nato, arriva dal Gothia Basket nel campionato scandinavo ma come ha dichiarato lo stesso giocatore, quello era solo un parcheggio.
Tutti i tifosi pistoiesi lo ricordano nella scorsa stagione quando spadroneggiò al "PalaFermi" in una delle sfide più brutte viste nella storia del basket pistoiese e che costò, il giorno dopo, la panchina a Maurizio Lasi. Un uragano svedese, lo definì qualcuno, anche se davanti aveva una squadra nella sua peggior serata e decisamente allo sbando.
Le sue cifre tuttavia, nell'ultimo campionato parlano di 7.3 rimbalzi, 11.1 punti con il 60,5% da due, il 35,5% da tre e il 72% ai liberi. Numeri comunque drogati dalla seconda parte di stagione dove Roseto era allo sbando più totale e dove lo stesso Ringstrom ha giocato molto meno rispetto al girone d'andata. Ma a Pistoia dovrà ricoprire un ruolo diverso rispetto a quello di Roseto che, come pivot puro, aveva Jaime Lloreda. E' spaventato?
«Nella mia carriera - dice Ringstrom - ho giocato da tre, da quattro e da cinque ed in quella squadra dovevo creare degli spazi per poter sfruttare al meglio le caratteristiche del nostro pivot. Qui a Pistoia avrò un ruolo diverso perché dovrò muovermi più vicino a canestro. Comunque non sono impaurito, mi è stato spiegato quello che serve a questa squadra e farò di tutto per meritarmi la fiducia del coach e rimanere qua tutta la stagione. Fra l'Italia e la Svezia non ci sono paragoni perché il livello di gioco è completamente diverso, ma avevo trovato quella sistemazione in attesa di una chiamata più importante che, fortunatamente, è arrivata.Voglio raggiungere i playoff».
Nel frattempo verranno valutate diverse eventualità per Phillips, fra cui quella di curarsi e provare a ripresentarsi in discrete condizioni fisiche tra due mesi, ma non sembrerebbe strada percorribile anche perché si spera di tenere lo stesso Ringstrom oltre i due mesi (ma rinnovabili fino a fine anno) del proprio gettone.
«E' un giocatore duttile - spiega Moretti - che in attacco predilige il perimetro mentre in difesa sa giocare tranquillamente sia pivot che ala forte. Dovrà portarci quell'energia e la voglia di non mollare mai che abbiamo avuto per quattro partite e tre quarti (esclusi gli ultimi 10 minuti con Jesi,ndr). E' carico perché vuole ottenere la riconferma e penso che ciò si possa concretizzare».
Però, dopo l'infortunio al tallone d'achille del franco-canadese al secondo allenamento di agosto e il lento ma progressivo aggravarsi del problema, la società è stata costretta a tornare sul mercato e prendersi un giocatore che coach Moretti voleva già quest'estate ma al quale, alla fine, gli preferì l'ex Livorno.
Occhi di ghiaccio, e non potrebbe essere altrimenti vista la provenienza, sposato con un bimbo appena nato, arriva dal Gothia Basket nel campionato scandinavo ma come ha dichiarato lo stesso giocatore, quello era solo un parcheggio.
Tutti i tifosi pistoiesi lo ricordano nella scorsa stagione quando spadroneggiò al "PalaFermi" in una delle sfide più brutte viste nella storia del basket pistoiese e che costò, il giorno dopo, la panchina a Maurizio Lasi. Un uragano svedese, lo definì qualcuno, anche se davanti aveva una squadra nella sua peggior serata e decisamente allo sbando.
Le sue cifre tuttavia, nell'ultimo campionato parlano di 7.3 rimbalzi, 11.1 punti con il 60,5% da due, il 35,5% da tre e il 72% ai liberi. Numeri comunque drogati dalla seconda parte di stagione dove Roseto era allo sbando più totale e dove lo stesso Ringstrom ha giocato molto meno rispetto al girone d'andata. Ma a Pistoia dovrà ricoprire un ruolo diverso rispetto a quello di Roseto che, come pivot puro, aveva Jaime Lloreda. E' spaventato?
«Nella mia carriera - dice Ringstrom - ho giocato da tre, da quattro e da cinque ed in quella squadra dovevo creare degli spazi per poter sfruttare al meglio le caratteristiche del nostro pivot. Qui a Pistoia avrò un ruolo diverso perché dovrò muovermi più vicino a canestro. Comunque non sono impaurito, mi è stato spiegato quello che serve a questa squadra e farò di tutto per meritarmi la fiducia del coach e rimanere qua tutta la stagione. Fra l'Italia e la Svezia non ci sono paragoni perché il livello di gioco è completamente diverso, ma avevo trovato quella sistemazione in attesa di una chiamata più importante che, fortunatamente, è arrivata.Voglio raggiungere i playoff».
Nel frattempo verranno valutate diverse eventualità per Phillips, fra cui quella di curarsi e provare a ripresentarsi in discrete condizioni fisiche tra due mesi, ma non sembrerebbe strada percorribile anche perché si spera di tenere lo stesso Ringstrom oltre i due mesi (ma rinnovabili fino a fine anno) del proprio gettone.
«E' un giocatore duttile - spiega Moretti - che in attacco predilige il perimetro mentre in difesa sa giocare tranquillamente sia pivot che ala forte. Dovrà portarci quell'energia e la voglia di non mollare mai che abbiamo avuto per quattro partite e tre quarti (esclusi gli ultimi 10 minuti con Jesi,ndr). E' carico perché vuole ottenere la riconferma e penso che ciò si possa concretizzare».
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