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«Fischi giusti ma non andrò più in curva»

Tre giorni dopo, Roberto Maltinti è ancora arrabbiato per la sconfitta «incommentabile» (come la definisce lui) della Carmatic contro Jesi, dopo una prestazione non giustificabile nemmeno con le poche rotazioni dovute alle condizioni di Phillips.

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PISTOIA. Tre giorni dopo, Roberto Maltinti è ancora arrabbiato per la sconfitta «incommentabile» (come la definisce lui) della Carmatic contro Jesi, dopo una prestazione non giustificabile nemmeno con le poche rotazioni dovute alle condizioni di Phillips. Ma se la sconfitta è ormai archiviata merita un ritorno la questione del finale caldissimo della gara, quando nel corso dell'ultimo quarto, il presidente è stato protagonista di un lungo e animato battibecco con alcuni tifosi della curva. Maltinti spiega l'accaduto e ammette lo sbaglio nella sua reazione accesa. Ma vista la tensione che c'era nel finale della gara anche tra i vari gruppi di tifosi, predica calma e rispetto per tutti.

La partita. Nel rewind di una domenica nera, ripartiamo dalla gara. «E' stata una partita in cui tutti hanno giocato male - dice Maltinti - compresi i punti cardine della squadra. Non ho capito come mai è venuta fuori una gara così, forse ci siamo rilassati dopo una bella vittoria, forse ha pesato una settimana con pochi allenamenti al completo. Ma non ci sono giustificazioni. Quando un giocatore ti fa quattro schiacciate come ha fatto Boykin nel finale, i fischi sono giustificati. Non ci si può far umiliare così».

Gli episodi. Il presidente individua alcuni episodi che hanno influito sulla possibile rimonta nel terzo quarto, come il fallo sulla stoppata di Slay che ha interrotto una possibile ripartenza e un errore in contropiede nel passaggio tra i due americani biancorossi. Ma in generale dice che su una gara in cui hai raggiunto tre volte il pari e poi sei sempre stato sotto, c'è poco da recriminare. «Pensando solo a domenica c'è da preoccuparsi - continua Maltinti - ma le altre quattro gare sono state diverse».

Ringstrom. Intanto ieri è arrivato Martin Ringstrom che da domani sarà agli ordini di Moretti. «Senza un giocatore siamo in difficoltà ma, sotto, non siamo nemmeno stati i soliti lottatori - continua il presidente - sul mercato non siamo tornati lunedì, ma già nella scorsa settimana. Dopo una visita specializzata che aveva evidenziato lo stato fisico di Phillips, abbiamo cercato un sostituto. L'accordo con l'ala svedese c'era ma non è potuto arrivare entro domenica. Phillips si è rivelato un giocatore dalle alte qualità morali. Dopo Veroli era dispiaciutissimo nel parlare del proprio dolore che gli impediva di giocare».

Il caso-tifosi. La rabbia fa di Maltinti un vero fiume in piena. Rabbia per la sconfitta che, come ci spiega, è stata la causa della sua risposta accesa alle parole di alcuni tifosi negli ultimi minuti di gara. «Mi sono scaldato - spiega il presidente - perché ho sentito dietro di me che qualcuno diceva "e poi ci chiedono di fare gli abbonamenti". Sono andato in escandescenza perché ero arrabbiato proprio come loro della sconfitta. Io non penso di aver avuto torto nelle dichiarazioni sugli abbonamenti, ma ho avuto torto sicuramente a mettermi a battibeccare con i tifosi, dovevo lasciar correre». Per Maltinti la questione è chiusa ma, visto quello che è successo chiede a tutti di non esasperare gli animi. «Per me non ci sono strascichi - conclude - ma ho deciso che non andrò più a vedere la gara in curva, perché il mio bonus con i tifosi sta scadendo forse per l'età. In curva siamo tanti e bisogna aver rispetto per le opinioni diverse, anche tra gli stessi tifosi. Bisogna avere rispetto anche per il lavoro degli altri perché noi non abbiam paura di ammettere quando sbagliamo ma tutti si devono ricordare che facciamo le cose con grande passione».

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