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«In campo ho visto delle signorine»

Giulio Corsi
<strong>TRIONFO.</strong> Festa grande nello spogliatoio arancione dopo il triplice fischio
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TRIONFO. Festa grande nello spogliatoio arancione dopo il triplice fischio

Fabio Fondatori è nero. Lascia lo stadio al triplice fischio, non passa neanche dagli spogliatoi. Faccia scura. La sconfitta a Quarrata non era proprio nei piani. E brucia, perché è ulteriore terreno perso nei confronti della vetta

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QUARRATA. Fabio Fondatori è nero. Lascia lo stadio al triplice fischio, non passa neanche dagli spogliatoi. Faccia scura. La sconfitta a Quarrata non era proprio nei piani. E brucia, perché è ulteriore terreno perso nei confronti della vetta ma anche perché - è inutile girarci intorno - era un derby anche per i gloriosi arancioni. E alla fine del derby Davide ha battuto Golia, l'hinterland ha fatto un solo boccone della città, il topolino giallorosso si è mangiato la montagna. Tre ore dopo la partita, il presidente dell'Us Pistoiese accende il telefono ed è fiume in piena, di veleno: «Sono deluso e arrabbiato. Ma dovrei usare il plurale, siamo delusi e arrabbiati», dice, riferendosi a soci della Holding e al consiglio dell'Us. E aggiunge: «Domani (oggi, ndr) ci ritroveremo per parlare della situazione». Provvedimenti drastici in vista? Pare di no, almeno per il momento. Ma questa sconfitta - la seconda in campionato - non passerà sotto silenzio: «Faccio prima di tutto gli onori al Quarrata, i suoi meriti vanno riconosciuti - dice Fondatori -. Ma la prestazione della Pistoiese non è stata all'altezza degli sforzi che la società sta facendo per condurre un campionato di vertice, degli sforzi che stiamo facendo a livello organizzativo coccolando i giocatori e lo staff e non facendo loro mancare niente come farebbe un club di serie C. Del calore di una tifoseria che è almeno da serie B. E anche degli sforzi economici, visto che questi giocatori guadagnano molto bene per la categoria in cui militano e che il 20 di ogni mese riscuotono lo stipendio». Il presidente fa un attimo di pausa, riguarda il film della partita e continua: «Ho visto in campo gente che camminava, ho visto delle signorine, è stata a tratti una prestazione da squadra Uisp». Un atteggiamento da imputare a chi? «Venerdì - racconta Fondatori - sono andato negli spogliatoi, ho parlato col mister, gli ho detto che ci sarebbe piaciuto vedere in campo undici lottatori a Quarrata. Lui mi ha assicurato che sarebbe stato così e invece non si è fatto un tiro in porta, non si è combattuto. Inutile nasconderci dietro gli arbitri e dietro le assenze, ognuno deve assumersi le proprie responsabilità». Il riferimento al mister appare chiaro: «Io per primo chiedo scusa ai tifosi. Anche lo staff tecnico deve assumersi le sue responsabilità. Non entro nelle scelte tecniche». Però la squadra non ha quasi mai costruito un'azione pericolosa. «Dico solo che nel primo tempo abbiamo fatto dieci cross per un attaccante alto 165 centimetri, il loro difensore centrale sembrava Materazzi». E adesso che succede? «Adesso voglio vedere gente che lavora duro, che dà l'anima, che gioca con aggressività. Altrimenti saremo costretti a prendere provvedimenti».

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