Gioco
PISTOIA SPORT
«Lo sport vi rende migliori nella vita»
Saverio Melegari
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Loretto Petrucci durante l’incontro di ieriLa forza e la volontà di rimettersi in gioco, ancora una volta, nonostante si sia già messo alle spalle la candelina numero ottanta. Tutto questo è Loretto Petrucci, il campione di Capostrada vincitore di due Milano-Sanremo che, proprio ieri, ha iniziato un nuovo percorso.
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PISTOIA. La forza e la volontà di rimettersi in gioco, ancora una volta, nonostante si sia già messo alle spalle la candelina numero ottanta. Tutto questo è Loretto Petrucci, il campione di Capostrada vincitore di due Milano-Sanremo che, proprio ieri, ha iniziato un nuovo percorso.
Il campione ha cominciato a girare fra le scuole medie della provincia, realizzando degli incontri tematici (stimolato dalla collaborazione con il prefetto, Antonio Recchioni, e il presidente provinciale del Coni, Guido Pederzoli) incentrati sullo sport come scuola di vita. Il primo appuntamento è stato ieri nella palestra di Bottegone con 150 ragazzi della scuola media "Martin Luther King", che hanno ascoltato le esperienze di vita del ciclista, ponendo anche alcune domande.
«Mi auguro che questo percorso - ha detto Loretto Petrucci ai ragazzi - possa servire a farvi crescere perché lo sport nella vita serve per diventare grandi, per dare un impronta al proprio carattere. E, ovviamente, si parla di sport sano e pulito, evitando le medicine perché vanno prese soltanto quando si sta male e non per vincere una corsa».
Dopo la sua introduzione sono iniziate le domande dei ragazzi, riguardanti diversi temi tra i quali quello del connubio scuola-sport. «Lo studio va sempre al primo posto - ha commentato Petrucci - e non prendete esempio da me che ho smesso di studiare troppo presto e poi me ne sono pentito. Quindi dico a tutti voi di fare attività sportiva, ma senza trascurare lo studio».
Dopo aver distribuito agli alunni una sorta di propria biografia, gli è stato chiesto come si ricorda la sua avventura alle Olimpiadi di Londra del 1948 ("una vera e propria odissea"), prima della domanda più ingenua, ma forse anche più significativa: "lei si è mai drogato?".
Nemmeno il tempo di riflettere cosa rispondere ed ecco servita la chiosa finale. «State tranquilli che non è mai successo - dice Petrucci - le droghe rovinano il fisico, fanno andare bene in quel preciso momento ma poi sono dannose e le usano quelle persone che nella vita non sanno perdere».
Il campione ha cominciato a girare fra le scuole medie della provincia, realizzando degli incontri tematici (stimolato dalla collaborazione con il prefetto, Antonio Recchioni, e il presidente provinciale del Coni, Guido Pederzoli) incentrati sullo sport come scuola di vita. Il primo appuntamento è stato ieri nella palestra di Bottegone con 150 ragazzi della scuola media "Martin Luther King", che hanno ascoltato le esperienze di vita del ciclista, ponendo anche alcune domande.
«Mi auguro che questo percorso - ha detto Loretto Petrucci ai ragazzi - possa servire a farvi crescere perché lo sport nella vita serve per diventare grandi, per dare un impronta al proprio carattere. E, ovviamente, si parla di sport sano e pulito, evitando le medicine perché vanno prese soltanto quando si sta male e non per vincere una corsa».
Dopo la sua introduzione sono iniziate le domande dei ragazzi, riguardanti diversi temi tra i quali quello del connubio scuola-sport. «Lo studio va sempre al primo posto - ha commentato Petrucci - e non prendete esempio da me che ho smesso di studiare troppo presto e poi me ne sono pentito. Quindi dico a tutti voi di fare attività sportiva, ma senza trascurare lo studio».
Dopo aver distribuito agli alunni una sorta di propria biografia, gli è stato chiesto come si ricorda la sua avventura alle Olimpiadi di Londra del 1948 ("una vera e propria odissea"), prima della domanda più ingenua, ma forse anche più significativa: "lei si è mai drogato?".
Nemmeno il tempo di riflettere cosa rispondere ed ecco servita la chiosa finale. «State tranquilli che non è mai successo - dice Petrucci - le droghe rovinano il fisico, fanno andare bene in quel preciso momento ma poi sono dannose e le usano quelle persone che nella vita non sanno perdere».
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