Il Tirreno

Pistoia

PISTOIA SPORT

Loretto Petrucci, il mitico campione di Capostrada, proprio non ce la fa a ...

Stefano Fiori
Loretto Petrucci negli anni magici
◗
Loretto Petrucci negli anni magici

Loretto Petrucci, il mitico campione di Capostrada, proprio non ce la fa a stare con le mani in mano, ad oziare nella sua bella villa di via Bolognese ricordando con nostalgia la sua eccezionale carriera ciclistica contornato dalla famiglia.

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Loretto Petrucci, il mitico campione di Capostrada, proprio non ce la fa a stare con le mani in mano, ad oziare nella sua bella villa di via Bolognese ricordando con nostalgia la sua eccezionale carriera ciclistica contornato dalla famiglia.

Il (giusto) riposo del campione non fa per lui e a 80 anni compiuti (il 18 agosto scorso) questa leggendaria figura dello sport pistoiese ha deciso di tuffarsi con il consueto entusiasmo in una nuova avventura: quella di contribuire con la sua esperienza a indirizzare i giovani pistoiesi verso la pratica di una disciplina sportiva. Petrucci parla molto volentieri della nuova esperienza che è in procinto di affrontare: «Dopo 75 anni di ininterrotta attività nel mondo del ciclismo, come atleta, come giornalista e come organizzatore, avevo deciso di dire basta a seguito delle tante amarezze che questo sport mi ha procurato negli ultimi tempi. La mia decisione ha un po' rattristato le tante persone che mi conoscono e io stesso a un certo punto ho iniziato a chiedermi cosa potessi fare per riempire le mie giornate, quelle giornate diventate così noiose e che fino allo scorso anno in certi casi erano state addirittura frenetiche. Così, da un incontro con il prefetto Antonio Recchioni con il quale intrattengo ottimi rapporti di amicizia, è nata l'idea di rivolgersi al Coni e grazie al presidente provinciale Guido Pederzoli abbiamo fatto pervenire alle scuole medie della provincia la proposta di realizzare una serie di incontri aventi come tema lo sport in generale e con lo scopo di indirizzare i giovani verso la pratica consapevole e sana di una disciplina sportiva, coniugando nel migliore dei modi sport e studio». Cosa che invece Loretto Petrucci non riuscì a fare, a suo tempo... «È così, decisi di interrompere gli studi prematuramente e ciò è stato uno dei grandi rimpianti della mia vita. Pensate, nel 1948 partecipai con la nazionale italiana di ciclismo dilettanti alle Olimpiadi di Londra e al ritorno mi fu addirittura offerto, "honoris causa" per meriti sportivi, il diploma di computista commerciale dal preside della scuola che avevo frequentato e che poi avevo lasciato per dedicarmi totalmente al ciclismo; ma io rifiutai quel diploma poiché mi sembrava ingiusto verso gli altri alunni».

E ora invece Petrucci rientra nelle scuole pistoiesi dalla porta principale: «Il primo incontro è già fissato per venerdì (oggi, ndr) alle 15 all'istituto comprensivo Martin Luther King di Bottegone con 180 alunni di tre classi, su invito della preside Patrizia Tesi; inoltre ho già avuto altri contatti con l'istituto Enrico Fermi di Agliana, con la Raffaello di Pistoia e con altre scuole medie pistoiesi». Anche il tema degli incontri sembra essere già ben definito: «Il mio scopo è di dialogare con i giovani, mettendo la mia esperienza di campione sportivo al loro servizio e cercando di aiutarli a scegliere uno sport che non dovrà essere necessariamente il ciclismo; è però importante che sia una scelta fatta consapevolmente e quindi sarà mio dovere evidenziare i mali che affliggono lo sport di oggi, primi fra tutti il doping e la ricerca del successo ad ogni costo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa